.”LA RETE ASSOCIATIVA: UNA RISORSA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE DELLE ACLI E PER LO SVULIPPO SOCIALE”
”LA RETE ASSOCIATIVA: UNA RISORSA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE DELLE ACLI E PER LO SVULIPPO SOCIALE”
Dal formulario progettuale:
Attraverso il progetto welfare da anni ormai le Acli del Piemonte operano in modo coordinato tra le province, a partire dai problemi delle persone.
I nostri soci sono arrivati circa a 55.000 e comprendendo l’USAcli si arriva a circa 100.000 persone che hanno frequenza associativa con il mondo Acli.
Questa presenza diffusa sul territorio ci ha permesso di agire attraverso i nostri progetti direttamente sui problemi della gente, dalla sanità, ai rischi della vecchiaia, dal problema degli esuberi nel mondo del lavoro a quello dei giovani adulti; su questi temi ci siamo sperimentati attraverso indagini, interviste e azioni dirette.
Il rapporto con le amministrazioni è garantito a livello locale dalla diffusione e è azione sociale dei nostri circoli, a livello regionale con la partecipazione ai diversi tavoli operativi e di confronto
Il Piemonte è un territorio molto vario sia economicamente che culturalmente e geograficamente.
Ha una popolazione prevalentemente di persone oltre i 55 anni( come da nostra indagine del 2007) che offrono per un tempo ampio della propria giornata, sostegno e assistenza alla famiglia dei figli.
I giovani, sotto i 30 anni, risultano essere in minoranza e per lo più impegnati ancora nella ricerca di un lavoro, di conseguenza anche in Piemonte non ,si contano molte giovani famiglie.
Si registra e non solo nelle città più grandi, una forte presenza di estracomunitari e di stranieri, che non sempre risulta essere ben accetta.
Da quanto espresso, e sono i segnali più preoccupanti, è facile intuire quale possa essere l’intervento di una associazione come le Acli
Indicare, inoltre, quali sono le principali risorse e criticità.
Con la crisi dell’industria metalmeccanica, molti stabilimenti si sono fortemente ridimensionati se non addirittura chiusi, questo a prodotto nelle aree più industrializzate una crisi di lavoro che si è tradotta in crisi economica delle famiglie.
Questa grossa criticità si porta appresso rischi evidenti di esclusione sociale e conseguente emarginazione delle persone.
Interi territori sono oggi condizionati da questi rischi.
L’altra criticità è rappresentata dalla diversità economico-produttiva e sociale delle diverse aree del territorio piemontese, ma proprio questa diversità può e deve diventare la prima risorsa della regione.
Questi sono dunque i riferimenti dei nostri interventi nel territorio:
• il rischio povertà con relative conseguenze sociali;
• la diversità quale elemento di ricchezza culturale da approfondire e utilizzare come interazione.
2.4 DESCRIZIONE SINTETICA DELL’INIZIATIVA
Riportare una sintesi dell’iniziativa proposta inquadrando con immediatezza :
a) il problema da affrontare;
Mancanza di un coordinamento nell’azione sociale nel territorio, e di conseguenza scarsa propensione di lavorare come un Sistema integrato.
b) come il problema si inserisce nel contesto territoriale dove opera la realtà territoriale di riferimento;
La soluzione del problema, o quanto meno l’affrontarlo, consente alle Acli provinciali di essere radicate fortemente nel loro territorio, dando forza al coordinamento e prendendo dallo stesso ulteriore spinta propositiva.
Avere un piano comune regionale porta davvero le Acli ad essere costante punto di riferimento per le persone
c) la soluzione proposta per il problema;
Si propone un progetto di governance orizzontale di sistema che partendo dalle Province sia davvero in grado di tenere assieme tutte le diverse componenti del Movimento aclista e di farle lavorare assieme su un progetto comune e condiviso.
d) le attività previste.
2.5 SEDE DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA’
Descrivere, la sede di svolgimento delle attività indicando l’attuale destinazione d’uso ( es. circolo, sede provinciale, parrocchia, ecc) e l’indirizzo.
Il progetto proprio per la sua caratteristica di azione comune, si svolgerà per la fase di coordinamento nella sede regionale, le fasi di programmazione locale si faranno nelle sedi provinciali mentre le diverse azioni operative saranno organizzate nei territori di competenza.
Gli indirizzi sono quelli istituzionali delle sedi Acli, le azioni verranno segnalate successivamente, allegando un piano di svolgimento, quando saranno progettate.
2.6 DESCRIVERE LA RICADUTA RISPETTO ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO
Descrivere come le attività proposte producano ricadute sia all’ interno dell’Associazione (in termini di innovazione dei processi organizzativi, culturali e aggregativi ecc,) sia verso l’esterno dell’associazione in termini di crescita e di sviluppo della comunità nel suo insieme.
Il raggiungimento anche parziale dell’obiettivo del coordinamento di sistema e del radicamento delle azioni delle Acli, faciliterà la messa in campo di attività di tutela e di patrocinio per le persone.
Proprio il nostro maggior radicamento nel tessuto cittadino, ci permetterà infatti di essere sempre di più vicini ai problemi reali delle persone e di riuscire quindi a mettere in campo delle azioni capaci di produrre benefici concreti.
Solo se saremo attenti alle persone, se sapremo rispondere alle sollecitazioni dei livelli Amministrativi, schierandoci con la gente a difesa dei diritti, potremo sperare di sviluppare la nostra associazione non solo numericamente, ma anche in termini di capacità progettuale e di iniziativa politico culturale.
L’idea di impegnare le nostre Acli provinciali in un unico progetto di sviluppo sociale e associativo, crea le condizioni minime affinché sia davvero possibile dar vita alle “ Acli Piemontesi” e alle “Acli per i piemontesi”, superando il nostro “agire” locale per un “saper fare” globale, ponendo i cittadini tutti nella possibilità di partecipare, se ne avranno voglia, ad un grande progetto di crescita culturale e sociale.
2.7 SOSTENIBILTA’ DELL’INIZIATIVA
Per sostenibilità si intende la stabilità e la continuità dei benefici raggiunti dal progetto anche dopo la conclusione delle attività.
(Approfondire gli aspetti di sostenibilità per l’iniziativa progettuale da realizzare, ovvero le risorse, gli strumenti e le iniziative necessarie per garantire la prosecuzione delle attività/azioni del progetto, analizzando se l’iniziativa proposta possa svilupparsi anche in più annualità.)
Questo progetto ha come obiettivo proprio quello di creare attraverso l’azione comune di interazione tra le province, le condizioni minime per dare continuità alla nostra azione.
Infatti si andrà a lavorare sulla formazione dei quadri dirigenti, non solo nella prospettiva organica del progetto, ma soprattutto per dare stabilità alle nostre azioni di sviluppo associativo.
Per questo l’insieme del progetto di sviluppo delle Acli in Piemonte avrà la durata del quadriennio congressuale e impegnerà tutto il quadro dirigente e le risorse economiche con l’obiettivo di giungere al termine del quadriennio con un sistema integrato e capace di muoversi all’unisono sui grandi temi del welfare che riguardano i cittadini del Piemonte, e capace di essere costante e continuo punto di riferimento per le persone, attraverso il suo radicamento e per le Istituzioni con la presenza nei processi sociali;
2.8 DURATA DELL’INIZIATIVA (IN MESI MAX 9):
Indicare la durata in mesi dell’iniziativa, ricordando che le azioni (includendo anche le attività di rendicontazione) devono concludersi entro il 31 maggio 2009.
Il progetto avrà avvio ad ottobre 2008 e sarà terminato entro aprile 2009.
Nel mese di maggio si farà la verifica dei risultati e si andrà a preparare la documentazione di rendiconto.
Durante tutto il progetto, si faranno incontri periodici di coordinamento sia per fare verifica che per ri-programmare le azioni successive.
Sezione III – Descrizione dettagliata dell’iniziativa
3.1 DESCRIVERE LE MOTIVAZIONI ALL’ORIGINE DELL’INIZIATIVA, IL CONTESTO IN CUI SI COLLOCA E I DESTINATARI DELLE AZIONI
Indicare:
I fattori (problemi, emergenze, necessità, bisogni, opportunità ecc) che hanno portato a presentare la seguente proposta.
Difficoltà di alcune realtà provinciali a radicarsi nel proprio territorio e a diventare punto di riferimento,
difficoltà di tipo organizzativo diffuse in modo differenziato sul territorio,
necessità di formare classe dirigente,
poca capacità a lavorare come sistema se non in alcuni casi specifici,
mancanza di coordinamento progettuale tra imprese e servizi, tra servizi e associazioni specifiche e tra tutti questi e le Acli.
Uno sviluppo associativo bloccato, incapace di cogliere le opportunità interne del sistema e quelle del territorio.
Il contesto è rappresentato dalla descrizione del problema che si vuole affrontare o del bisogno al quale si vuole dare risposta, analizzando le cause che lo hanno generato e gli effetti che produce sul territorio e sulla categoria sociale individuata come destinataria dell’intervento. È necessario quindi riferirsi esclusivamente all’area territoriale di riferimento ed al settore sui quali il progetto realizzerà le proprie attività evitando di riportare notizie ed indicatori a livello regionale o nazionale o politiche generali di settore.
Ad es: Se il progetto è rivolto ai giovani di un determinato quartiere, fornire i dati geografici e demografici, sugli aspetti economici, sulle iniziative dell’associazionismo civile presenti in quel quartiere e non riferiti all’universo giovani.
A chi si rivolge l’iniziativa? (giovani, anziani, disabili, immigrati ecc.)
Trattasi di una iniziativa progettuale che si pone come obiettivo il sostegno allo sviluppo associativo delle province e la loro maggiore capacità a radicarsi nel territorio come punto di riferimento.
Ogni provincia deciderà in modo autonomo a quali soggetti rivolgere in particolare la propria azione scegliendo tra quei soggetti indicati all’inizio: anziani, immigrati, giovani e famiglia.
La formazione è parte fondamentale per sostenere il progetto, mentre lo sviluppo associativo ne è la logica conseguenza.
3.2 DESCRIVERE LE INTERAZIONI CON GLI ALTRI SOGGETTI DEL TERRITORIO
Illustrare le integrazioni di sistema, i rapporti e le relazioni con le altre realtà associative (associazioni, parrocchie, cooperative ecc) e con i soggetti pubblici (Enti locali, pubbliche amministrazioni, ecc.).
Nel portare ad attuazione la parte programmatica delle azioni, si andrà ad operare coi i soggetti sociali del territorio.
In particolare saranno coinvolte le altre realtà associative mentre le Amministrazioni locali ( Comuni/Province) saranno chiamate a dare il loro contributo nella condivisione del progetto.
Tutto il sistema sarà invitato ad intervenire direttamente : i patronati provinciali, i centri di formazione professionale, l’unione sportiva e anche il CTA ciascuno portando la propria specificità dovranno intervenire all’interno del percorso che si andrà a programmare nei diversi territori:
- il patronato per offrire supporto nelle attività rivolte agli anziani e agli immigrati;
- l’Enaip per la formazione, per parte informatica e interagendo direttamente con i propri ragazzi all’interno delle attività per i giovani,
- l’ USAcli con le attività sportive in particolare per anziani,
- il CTA proponendo iniziative di viaggi locali all’interno di attività per giovani a anziani.
Tutto il sistema sarà quindi impegnato, ed è proprio questo l’obiettivo primario, nel raggiungimento dei risultati attesi, consapevole che la crescita del sistema diventa crescita di ciascun elemento dello stesso, lo rafforza e lo promuove.
3.3 OBIETTIVI
La struttura del progetto partirà dall’analisi del problema/bisogno riportata nel contesto, per arrivare a proporre una soluzione concreta e coerente. Si consiglia di concentrare la propria attenzione su un unico problema/bisogno da affrontare.
Ad es:
In che modo l’iniziativa proposta contribuisce a migliorare la qualità della vita dei destinatari?
Per quanto riguarda le persone del territorio, il miglioramento avverrà attraverso la creazione di nuove e importanti opportunità per esprimere soggettività, e attraverso la nascita di nuovi servizi agiti sugli ambiti del welfare.
Internamente si migliorerà sia la relazione interna tra i soggetti associativi e non, sia la capacità di lavorare nel proprio territorio ma in attuazione di un piano regionale ( verifica e relazioni continue, confronti con altre realtà, mettere in comune le esperienze, lavorare per macro obiettivi).
Quali servizi/attività saranno a disposizione della comunità grazie all’iniziativa?
L’analisi dei bisogni locali, ci consentirà di lavorare per promuovere azioni/attività in grado di autoalimentarsi, per poter rispondere alle richieste emerse:
• riprendere VITATTIVA creando le condizioni perché diventi una attività permanente, atraverso u agire di sistema e con le Amministrazioni locali, Comuni, Province e Regione, al fine di garantire spazi e risorse per la continuità;
• avviare, in almeno in due province, lo sportello della salute, quale obiettivo del progetto welfare in continuità con le esigenze emerse dalla nostra inchiesta del 2004/2005 e in collaborazione con le Istituzioni;
• avviare e consolidare il progetto immigrati, rivolgendo la propria attenzione sia ai lavoratori e alle loro famiglie, sia ai datori di lavoro, proponendo ai primi servizi e spazi associativi e ai secondi servizie assistenza amministrativa;
• far partire le Acli COLF in tutte le province quale supporto al lavoro svolto dallo sportello immigrati, coinvolgendo, dove possibile, le comunità straniere;
• infine lavorare nei Centri di formazione professionale dell’Enaip per proporre esperienze associative, avendo come riferimento quanto già fatto al centro di Borgomanero.
Descrivere il cambiamento/miglioramento atteso nel contesto di riferimento in seguito alle attività programmate.
Se tutte le nostre attese saranno state ben programmate, si otterrà una positiva risposta dai territori, questo sta a significare che potremmo, con le nostre attività e imprese, contribuire a migliorare le relazioni sociali tra le persone e tra queste e le Istituzioni.
Inoltre sarà possibile dotare i territori di una maggiore quantità di servizi in grado di dare risposte ai bisogni e di agire quale ammortizzatore delle tensioni sociali.
3.4 RISULTATI ATTESI
Per risultati attesi si intende l’insieme di nuove competenze, comportamenti acquisiti dai beneficiari, adeguamenti e miglioramenti delle strutture e dei sistemi presi in considerazione dal progetto
Quali nuove competenze/comportamenti/atteggiamenti le persone coinvolte avranno acquisito?
Capacità a lavorare su obiettivi precedentemente definiti, e capacità di lavorare per progetti;
capacità a lavorare in gruppo, a confrontarsi con tutti e a fare continue verifiche;
conoscenza maggiore del territorio in cui si opera;
Quali saranno gli adeguamenti/miglioramenti delle strutture/sistemi coinvolti nell’iniziativa?
Miglioreranno i servizi offerti elle persone;
crescerà la nostra presenza nei territori;
crescerà la nostra capacità di fare rappresentanza sociale.
3.5 DESCRIVERE LA MODALITA’ DI REALIZZAZIONE DELL’INIZIATIVA PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI PREFISSATI
Dettagliare il programma di lavoro proposto articolandolo per attività, ovvero indicando le diverse azioni e la metodologia relativa agli interventi proposti.
Programma di lavoro:
• AZIONE 1: composizione del coordinamento, analisi del progettop di governance e definizione dei piani provinciali con tempi e luoghi di esecuzione,
• AZIONE 2: avvio di una indagine locale per definire tipologia, tempi e risorse utili all’azione capace di rispondere al bisogno più ricorrente,
• AZIONE 3: stesura del calendario regionale delle iniziative locale, stampa dei depliants illustrativi e loro diffusione, avvio delle relazioni con gli Enti pubblici. Regione e Province in prima battuta;
• AZIONE 4: avvio del programma di azioni nei territori mettendo in campo tutte le specificità del sistema;
• AZIONE 5: costante e continuo raccordo tra il gruppo di coordinamento e gli attori locali, verifiche in itinere, incontri di ri-programmazione degli interventi, raccolta dati attraverso questionari mirati, per misurare la soddisfazione degli utenti;
• AZIONE 6: verifica finale con stesura relazione conclusiva e rendiconto economico, preparazione e pubblicazione dei dati relativi agli interventi e dei risultati ottenuti.
Il lavoro nelle prime delle prime due Azioni verrà svolto con la partecipazione e il coinvolgimento degli attori/ operatori regionali e locali, così come per le azioni 5 e 6, in quest’ultima prevediamo il coinvolgimento di una parte dei concittadini che sono stati interessati dalle azioni del progetto, attraverso il metodo della ricerca/azione.
Per le azioni più legate all’operatività sul territorio, la 3 e la 4, si procederà attraverso la partecipazione attiva degli utenti, alla costruzione del programma dell’iniziativa messa in campo, gli stessi utenti saranno coinvolti, almeno in parte, nelle verifiche in itinere, per assumere il loro grado di soddisfazione quale parametro di analisi del percorso proposto.