Foto notizia 'Venerdì 6 Luglio a Torino “Il Lavoro che cambia l’Agricoltura”'
Notizie  04 Lug 16.18
 L’agricoltura sostenibile richiede nuove competenze e nuovi approcci al lavoro. Quando questo accade il lavoro cambia l’agricoltura. Il seminario prende spunto dalla pubblicazione "Tutti giù per (la) Terra", curata da Claudia Galetto e Roberto Genta, risultato di un confronto condotto nell’Astigiano tra aziende, istituzioni e associazioni, sulle possibilità inedite offerte dalle nuove forme di agricoltura per lo sviluppo dei territori.
Verranno inoltre presentate e interrogate tre esperienze "virtuose" da un punto di vista ambientale, sociale e territoriale, localizzate nell’Alessandrino, Cuneese e Astigiano, che incorporano i valori della sostenibilità nel loro modello aziendale.
Sono aziende e cooperative agricole che hanno operato scelte controcorrente in territori ancora in parte marginali, trasformando i limiti del territorio in valore produttivo.
A dibatterne sono stati invitati due esponenti di Coldiretti Piemonte e delle ACLI Nazionali che illustreranno come lavoro, nuova agricoltura, stiano in un rapporto fecondo e promettente.
Per la Regione Piemonte, Ires Piemonte, Città di Asti, ACLI Asti e Piemonte questo incontro rappresenta la tappa del percorso già avviato e che proseguirà con l'indagine su nuove forme di economia locale, tali da identificare le "green communities".
Interverranno tra gli altri Mario Viano, presidente Ires Piemonte, Alberto Valmaggia, assessore all’Ambiente, Regione Piemonte, Massimo Tarasco, presidente Regionale ACLI Piemonte, Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Piemonte, Stefano Tassinari, vice presidente nazionale ACLI.

SEMINARIO

Il lavoro che cambia l’agricoltura

Venerdì 6 luglio 2018, dalle 9 alle 13

Sala Conferenze
IRES Piemonte,
Via Nizza 18, Torino

Foto notizia 'Due iniziative delle ACLI Colf Torino'
Notizie  27 Giu 11.35
Con piacere vi invitiamo a queste iniziative organizzate dalle Acli Colf Torino.
Presidenza Regionale ACLI Piemonte

Con le ACLI Colf di Torino per socializzare, condividere, confrontare, approfondire le proprie conoscenze ed esperienze

Le ACLI Colf di Torino organizzano due incontri

Domenica 1 Luglio ore 9.30
Visita guidata del Borgo Medievale + Rocca al Parco del Valentino- Viale Virgilio 107

Martedì 3 Luglio alle ore 15.00
presso la sala Ecumene delle ACLI in via Ettore Perrone n° 5 a Torino :
′′Ci prendiamo cura di te′′ (Incontro di informazione e orientamento nel lavoro domestico).
Foto notizia 'INCONTRO FORMATIVO TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE'
Notizie  20 Giu 07.56
La Regione Piemonte, capofila del Progetto “AssociAzione”, intende rafforzare le associazioni di immigranti o di giovani stranieri di seconda generazione, promuovendone la loro partecipazione ai processi sociali di inclusione, mediazione sociale e pianificazione delle politiche di integrazione.
Insieme alle ACLI Piemonte, partner del Progetto, organizza questo incontro con la partecipazione di LAURA MALANCA Responsabile Regionale ACLI COLF Piemonte

Giovedì 5 luglio 2018
dalle ore 17:30 alle ore 20:30

Siete invitati a partecipare!
Foto notizia 'ACLINFESTA 2018 Domenica 24 Giugno a Vinadio (CN)'
Notizie  18 Giu 09.43
Vi segnaliamo e vi invitiamo a partecipare all'edizione 2018 di ACLINFESTA delle ACLI Cuneo. In allegato tutta la documentazione.
Presidenza Reg.le ACLI Piemonte

"Invitiamo tutti a partecipare ad ACLINFESTA 2018, la grande festa per tutti e per le famiglie, organizzata dalle ACLI provinciali di Cuneo, che si svolgerà domenica 24 giugno al Forte di Vinadio.
Alla giornata, a cui prenderanno parte i vertici delle ACLI cuneesi e che rappresenterà, come sempre, una straordinaria occasione per incontrarsi, fare festa e insieme riflettere sul tema della edizione 2018: “Valore lavoro”, sono stati invitati anche il Presidente Regionale Massimo Tarasco; il Presidente Nazionale U.S. ACLI Damiano Lembo e Regionale Fausto Costero, il Presidente della Provincia, Federico Borgna, oltre a tutti i parlamentari della provincia.
Dopo i saluti di rito, ci sarà la S. Messa, celebrata da don Flavio Luciano, accompagnatore spirituale delle Acli di Cuneo, seguita dal pranzo comunitario a base di polenta, spezzatino e salsiccia, preparata dal Gruppo degli Alpini e della Protezione Civile di Spinetta Oltregesso di Cuneo
Anche quest'anno si potranno conoscere nuovi progetti di solidarietà e tante iniziative concrete realizzate dai Circoli e, come già in passato, saranno consegnati dei riconoscimenti a soci e dirigenti dei Circoli che si sono particolarmente distinti nell’impegno sociale e nelle iniziative dell’Associazione.
Durante la festa ci saranno momenti di allegria, musica e intrattenimento, per stare bene insieme e trascorrere una giornata di aggregazione, col sapore genuino della vera amicizia."


In gestione allegati il Programma

Foto notizia ' IL FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE FA TAPPA A TORINO Il 14 giugno, presso il Centro Studi Sereno Regis'
Notizie  12 Giu 12.00
Come ACLI Regionali del Piemonte, membri del Forum Permanente del Terzo Settore, comunichiamo la nostra adesione e partecipazione invitando tutti a fare lo setsso.

Presidenza Regionale ACLI Piemonte


“Terzo settore, uguali diritti! L’impegno del Terzo settore nella lotta alla disparità di genere”: è questo il titolo dell’evento, organizzato da Forum Nazionale Terzo Settore e Forum Terzo Settore del Piemonte, che si svolgerà il 14 giugno presso il Centro Studi Sereno Regis di Torino (in via Garibaldi 13). Una giornata di riflessione e scambio di idee e buone pratiche, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, durante la quale il tema dell’uguaglianza di genere verrà affrontato anche rispetto al fenomeno della violenza online sulle donne e alla relazione con la cultura patriarcale.

L’appuntamento, dedicato all’Obiettivo 5 (Uguaglianza di genere) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, vedrà una tavola rotonda alla quale parteciperanno Anna Di Mascio e Marco Canta (portavoce Forum Terzo Settore del Piemonte), Monica Cerutti (Assessora alle Politiche giovanili, Cooperazione decentrata Internazionale, Pari Opportunità e Immigrazione), Laura Linda Sabbadini (Ricercatrice Istat, editorialista della Stampa), Ilaria Zomer (Centro Studi Sereno Regis), Sara Filippi (Centro Donna Arci Valle Susa), Davide Bertolino e Domenico Matarozzo (Associazione Il Cerchio degli Uomini), Manuela Clayssez (Responsabile Politiche di Genere e Diritti Uisp Nazionale), Norma De Piccoli (Docente di Psicologia di Comunità, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Psicologia). Inoltre, interverranno numerosi giovani rappresentanti del Terzo settore piemontese, raccontando le loro esperienze all’interno delle organizzazioni, condividendo riflessioni e spunti di azione per il futuro.

“C’è una grande presenza femminile all’interno del Terzo settore”, racconta Anna Di Mascio, portavoce del Forum Terzo Settore del Piemonte, “e anche per questo motivo abbiamo una sensibilità che ci porta naturalmente a immaginare aiuti rivolti alle donne, in particolare a quelle vittime di violenza. L’acquisizione di consapevolezza della gravità dei fenomeni di discriminazione e violenza, non solo fisica, nei confronti delle donne è il primo passo per combatterli, e l’iniziativa del 14 giugno è pensata anche per avvicinare chi non ha avuto ancora il coraggio di denunciare o chiedere supporto”.

“L’impegno per modelli di sviluppo sostenibile, capaci di ridurre le disuguaglianze, accomuna milioni di persone, operatori, volontari e dirigenti di Terzo settore che ogni giorno portano avanti progetti e azioni volte a costruire una società più equa e inclusiva, dove benessere della collettività, rispetto e tutela dei diritti umani, delle diversità e dell’ambiente siano considerati da tutti delle priorità e responsabilità”, dichiara la portavoce del Forum Terzo Settore, Claudia Fiaschi. “Sono molti i segnali sociali, ambientali e anche economici che ci mettono in guardia rispetto ai pericoli a cui andiamo incontro quando ci allontaniamo dai sentieri di uno sviluppo sostenibile: i cambiamenti climatici e l’inquinamento, l’intolleranza e l’odio verso il diverso, le discriminazioni sociali, la povertà”.
“Ci sono però anche tanti segni di speranza”, prosegue Claudia Fiaschi: tra questi l’imponente capitale di solidarietà e una solida architettura sociale nelle nostre comunità, di cui le azioni e le progettualità del Terzo settore italiano sono una stupefacente e inesauribile testimonianza. Il Forum Terzo Settore, che con le sue organizzazioni mobilita per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) oltre 80.000 volontari e più di 7.000 lavoratori, raggiungendo 11 milioni di beneficiari diretti, non può che essere orgogliosamente protagonista di questo percorso, che speriamo proceda sempre più spedito”.

In allegato locandina e programma
Foto notizia 'VALORE LAVORO: LO STUDIO IREF PER IL COORDINAMENTO DONNE DELLE ACLI'
Notizie  01 Giu 09.58
Diffondiamo e condividiamo il comunicato delle ACLI Nazionali sulla ricerca promossa da IREF Acli e Coordinamento Donne Acli, “Valore lavoro. Strategie e vissuti di donne nel mercato del lavoro”, che verrà presentata oggi in Senato. 

Presidenza Regionale ACLI Piemonte


Roma, 1 giugno - «Essere giovani e donne costituisce ancora un doppio svantaggio nel mercato del lavoro». Questo il dato che emerge dalla ricerca promossa da IREF Acli e Coordinamento Donne Acli, “Valore lavoro. Strategie e vissuti di donne nel mercato del lavoro”, che verrà presentata oggi in Senato. «Il dato più allarmante» osserva Agnese Ranghelli, sociologa e Responsabile nazionale del Coordinamento Donne Acli «riguarda la propensione femminile al lavoro in deroga». Rispetto ai coetanei, «le donne lavoratrici sono altamente propense (ben 8 punti percentuali in più) ad accettare condizioni lavorative penalizzanti, dequalificanti, laddove non irregolari e vessatorie, in deroga, appunto ai propri diritti. E questo avviene nonostante una maggiore sensibilità verso le tematiche di tipo sindacale, sociale ed associativo» prosegue la Coordinatrice. Questo dato è significativo di un perdurare di stereotipi che «condizionano per prime le donne stesse» osserva Ranghelli. D’altra parte, «sono il 60% le donne intervistate che percepiscono il proprio lavoro come insicuro, a fronte del 47,5% dei lavoratori». Ciò è pesantemente inficiato dalla ragionevole certezza femminile che il lavoro di cura, che resta in carico alle donne nella quasi totalità dei casi, prima o dopo determinerà, se non la fuoriuscita, senz’altro penalizzazioni sul lavoro: «Gli stereotipi, i condizionamenti, i tradizionali modelli di ruolo determinano non solo le possibilità di avanzamento di carriera delle donne, ma persino il loro ingresso nel mercato del lavoro e le loro decisioni: il 32,2% delle giovani ha affermato di essersi fatta condizionare dal partner nella scelta occupazionale, a fronte del 24% dei coetanei maschi» osserva Ranghelli. Insomma «restiamo un po’ nemiche di noi stesse, influenzate, nelle scelte, anche dalle indicazioni materne» osserva Ranghelli. Ci sono professioni chiave, come quella dell’insegnante, che restano in larga parte prerogativa ed ambizione femminile, «però solo 6 Rettori su 21, in Italia, sono donne: quando arriviamo ai vertici delle piramidi, le donne restano un passo indietro». La femminilizzazione delle professioni educative «contribuisce, in qualche modo, ad alimentare atteggiamenti e percezioni di sé che non abbandonano mai le donne». Il Coordinamento Donne Acli lancia, con l’occasione, un appello al nuovo Governo che va formandosi, «perché rafforzi l’impegno nei confronti dell’occupazione femminile, sradicando ogni forma di discriminazione sul lavoro, di differenze retributive, di penalizzazione, anche per tramite di incentivi alle misure di conciliazione dei tempi di lavoro e vita ed aumentando le tutele nei confronti di chi si dedica al lavoro di cura, per diminuire le condizioni di minorità che le lavoratrici si portano dietro sin dal loro affacciarsi sul mercato del lavoro» conclude Agnese Ranghelli.
5x1000
Progetti
Foto notizia ' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"
"Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo? Insieme alle Acli contro povertà e diseguaglianza". Questo il focus della campagna 5x1000 per l’anno 2015.
La povertà e la disuguaglianza in Italia interessano, oltre alle fasce sociali deboli, anche una parte sempre crescente del mondo del lavoro, sia dipendente sia autonomo. Realtà un tempo ritenute al riparo dal rischio di disagio sociale, oggi ne sono colpite. Per far fronte a questa situazione le Acli propongono una piattaforma di proposte politiche ed una serie di attività concrete sul territorio nazionale e internazionale.
Tra le proposte politiche più significative il Reddito di inclusione sociale (Reis) promosso assieme alla “Alleanza contro la povertà” e l’integrazione dei trattamenti pensionistici al minimo vitale promosso assieme alla Fap Acli. La condizione di povertà e diseguaglianza limita le opportunità e rende le persone “invisibili” Per questo l’invito è ad “aprire gli occhi”, riconoscere le situazioni nelle quali povertà e disuguaglianza si manifestano e a impegnarsi in un protagonismo attivo utilizzando tutte le opportunità di scelta. Compreso la scelta di impegnarsi e di scegliere a chi destinare il proprio 5xmille.
Più di un centinaio i progetti territoriali realizzati ogni anno. Una piccola parte legata alle attività internazionali di volontariato e cooperazione e il resto diffuso sul territorio nazionale.
Ne emerge una mappatura territoriale di criticità e nuove povertà ma anche di persone che hanno scelto di impegnarsi per contrastarle.

Cos'è il 5x1000
Ogni anno lo Stato Italiano destina una quota delle tue imposte (il 5x1000 dell’Irpef) a supportare enti che svolgono attività socialmente rilevanti.
Scegliere a chi destinare questa quota è molto semplice ma soprattutto è gratis.Non farlo lascia automaticamente la tua imposta nel bilancio generale dello Stato.
La scelta non è alternativa a quella di destinazione dell’8xmille. Si possono fare entrambe.

Come devolvere il 5x1000
Per esprimere la tua scelta basta una firma al momento della dichiarazione dei redditi, sul Modello Unico o sul Modello 730.
Chi è dispensato dall’obbligo di presentare la dichiarazione può comunque scegliere con l’apposita scheda allegata al CU.
Il riquadro da firmare è quello destinato alle Associazioni di Promozione Sociale e il codice fiscale da inserire è 80053230589.

Partecipa e condividi
Aiutaci a promuovere l'azione sociale delle Acli attraverso la scelta del 5x1000.

#Sceglitu
Foto notizia 'Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati' Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati
Il progetto PEGASO, finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007–2013, intende favorire il protagonismo delle associazioni e dei cittadini e delle cittadine immigrati e immigrate, sostenendo il ruolo delle associazioni e dei cittadini stranieri come agenti per promuovere lo sviluppo del loro capitale umano e sociale e della loro integrazione socioculturale, economica, civile sul territorio dell’Astigiano. Il progetto è promosso dalle ACLI Piemonte, Enaip Piemonte, PIAM onlus - Progetto Integrazione Accoglienza Migranti, LA STRADA SCS e JOKKO SCS.

Alla rete di progetto hanno aderito, oltre alle ACLI Astigiane anche il Comune di Asti, la Commissione Diocesana Migrantes di Asti e l’Associazione Daleialei - Donne associate liberamente e in accoglienza di lei - sempre di Asti.

Sabato 4 Ottobre si svolgeranno i primi due workshop:

• dalle 10 alle 13 ad ASTI presso il Centro culturale San Secondo Via Carducci 22
• dalle 16 alle 19 a CANELLI (Asti) presso Centro San Paolo Viale Italia 15

Questi appuntamenti vogliono essere un primo momento di scambio finalizzato a condividerecriticità, fabbisogni, potenziali ambiti di collaborazione con i cittadini stranieri.

Chi fosse interessato può contattare il

Centro Culturale Cittadino San Secondo
Via Carducci 22 -ASTI
Tel .0141354030
progettopegaso@aclipiemonte.it
Foto notizia ' La straordinaria attualità di Gandhi: religione e laicità, contro il terrorismo e ogni guerra'
Editoriali  30 Gen 2015
Di Mao Valpiana*

Non aveva partecipato ai festeggiamenti per l’indipendenza indiana, dopo averla conquistata con il satyagraha (la forza della verità o nonviolenza), perché la separazione tra India e Pakistan era per lui una grande sconfitta. E’ stato assassinato da un giornalista indù, alla testa di un complotto, che non gli aveva perdonato la sua azione per la riconciliazione religiosa e la sua apertura ai musulmani. Gandhi, che era di religione indù, fu considerato dai fondamentalisti di entrambe le parti come un pericolo. Sono passati 67 anni, da quel 30 gennaio del 1948, e il fondamentalismo è ancora un pesante ostacolo per i processi di pacifica convivenza; il terrorismo internazionale si maschera dietro una religione per raggiungere l'obiettivo politico di destabilizzare e conquistare potere.
Dunque, non si può parlare di Gandhi senza riferirsi alla sua esperienza e alla sua definizione di religione: “E’ l’elemento permanente della natura umana; non ritiene nessun sacrificio troppo grave per trovare piene espressione e lascia l’anima totalmente inquieta fino a che non ha trovato se stessa, conosciuto il suo Creatore e sperimentato la vera corrispondenza fra il creatore e se stessa”. E poi prosegue: “Per me Dio è verità e amore; Dio è etica e morale; Dio è coraggio. Dio è la fonte della luce e della vita e tuttavia è di sopra e di là di tutto questo. Dio è coscienza. E’ perfino l’ateismo dell’ateo. Trascende la parola e la ragione. E’ un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo contatto. E’ la più pura essenza. E’, semplicemente, per coloro che hanno fede. E’ tutte le cose per tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi…”.
Siamo in presenza di una religione aperta, libera, accogliente, amorevole, umana. La religione di Gandhi coincide con la ricerca della Verità, perché Dio stesso è Verità, e la Verità è Dio. In questo senso per Gandhi ogni problema che si pone, ogni questione che si deve affrontare, politica, sociale, economica, etica, collettiva o personale, è una sfida religiosa: “per me ciascuna attività, anche la più modesta, è guidata da quella che io considero la mia religione… la mia attività politica, come tutte le altre mie attività, procede dalla religione… perciò anche nella politica dobbiamo stabilire il regno dei cieli”. Tuttavia in Gandhi c’è posto anche per una piena laicità. Ha saputo essere, insieme, un grande religioso e una grande statista: “se fossi un dittatore, religione e Stato sarebbero separati. Credo ciecamente nella mia religione. Voglio morire per essa. Ma è una mia faccenda personale. Lo Stato non c’entra. Lo Stato dovrebbe preoccuparsi del benessere temporale, dell’igiene, delle comunicazioni, delle relazioni con l’estero, della circolazione monetaria e così via, ma non della vostra o mia religione. Questa è affare personale di ciascuno”.
Forse non è un caso che Gandhi avesse una grande ammirazione proprio per due italiani, San Francesco d’Assisi (riformatore religioso) e Giuseppe Mazzini (riformatore laico).
Oggi nel mondo intero Gandhi è considerato il profeta della nonviolenza, ma il rischio è quello di farne un santo, un eroe, un simbolo, un mito. Gandhi, invece, nel corso di tutta la sua azione sociale e politica si è sempre sforzato di far capire che ciò che lui ha fatto poteva farlo chiunque altro, che “la verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. La novità emersa con Gandhi consiste nell’aver saputo trasformare le nonviolenza da fatto personale a fatto collettivo, da scelta di coscienza a strumento politico: con Gandhi la nonviolenza non è più solo un mezzo per salvarsi l’anima, ma diventa un modo per salvare la società. La nonviolenza è sempre esistita, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, in oriente e in occidente, nei sacri testi della Bibbia e del Corano, della Bhagavad Gita e del Buddhismo. Ma è con Gandhi che la nonviolenza diventa un’arma di straordinaria potenza per liberare le masse oppresse. Il Mahatma ci ha fatto scoprire che la nonviolenza è insieme un fine ed un mezzo, che per abbracciare e farsi abbracciare dal satyagraha ci vuole fede, pazienza, sacrificio, dedizione, addestramento: “Il satyagrahi si allena giorno per giorno, in ogni istante della propria vita, per diventare capace di soffrire con gioia e apprendere la difficile arte del dono della vita. Egli agisce senza recriminazioni, con distacco, senza aspettarsi il risultato immediato delle proprie azioni e senza rivendicarne il merito. Non si stupisce della violenza che puo' essergli inflitta, non agisce con rabbia e utilizza ogni occasione che gli si presenta per trasformare il male con il bene.”
Gandhi è stato un grande innovatore, è stato l’uomo che ha riscattato il ventesimo secolo che altrimenti sarebbe stato consegnato alla storia come un secolo buio, per gli orrori delle guerre mondiali e per l’olocausto nei campi di sterminio. Gandhi è la preziosa eredità per il nuovo secolo.
La lezione di Gandhi ha suscitato molti proselitismi, in ogni parte del mondo. Dagli Stati Uniti di Martin Luther King, al Sudafrica di Mandela, dalla Birmania di Aung San Suu Kyi, al Tibet del Dalai Lama, ed in Italia con Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci; in America Latina e in Europa, ovunque vi sono gruppi o popoli che lottano per i loro diritti ispirandosi alla forza attiva del satyagraha.
“Se posso dirlo senza arroganza e con la dovuta umiltà, il mio messaggio e i miei metodi sono validi, nella loro essenza, per il mondo intero; ed è motivo di viva soddisfazione per me sapere che hanno già suscitato mirabile rispondenza nel cuore di un grande e sempre crescente numero di uomini e donne dell’Occidente”.
Oggi infatti non si può parlare di pacifismo senza fare i conti con la nonviolenza gandhiana. La mobilitazione contro la guerra e il terrorismo (la guerra è terrorismo su vasta scala, e il terrorismo è una guerra contro la società) è coerente e vincente solo se fatta con i mezzi della nonviolenza. “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità”. Gandhi condanna il ricorso alla violenza, senza appello, e ci indica anche il metodo giusto alternativo: “Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto”. Dunque la nonviolenza di Gandhi è soprattutto prassi, azione, sperimentazione. Tutta la sua vita è spesa in questa ricerca, tanto da intitolare la sua autobiografia “Storia dei miei esperimenti con la verità”.
Il mondo è solo all’inizio dell’esplorazione delle potenzialità della nonviolenza, la sola via che può salvare l’umanità.

* presidente del Movimeto Nonviolento
Foto notizia 'Un’altra difesa è possibile! E’ partita la campagna raccolta firme.'
Editoriali  10 Dic 2014
“Un’altra difesa è possibile”. E’ questo il titolo della Proposta di legge d’iniziativa popolare lanciata a livello nazionale con l’obiettivo di chiedere allo Stato l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la Difesa Civile, non armata e Nonviolenta.  La legge per cui si domanda la firma chiede che il Dipartimento in questione comprenda i Corpi Civili di Pace e l’Istituto di Ricerche sulla Pace e il Disarmo e si ponga in rete con il Dipartimento della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Si vuole dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra (art 11), realizzando una difesa civile alternativa alla difesa militare, permettendo così a tutti i cittadini di assolvere il dovere di difendere la Patria (art 52) con pari dignità ed efficacia, nei modi e nelle forme coerenti ai loro valori e ideali. Per finanziare la Difesa Civile, si chiede siano trasferiti fondi dalla riduzione delle spese militari. Si potrà poi fare, come contribuenti, la scelta di destinare la quota del 6 x 1000 dell’imposta sul reddito a sostegno della difesa civile. Non si tratta dunque di spendere di più, ma di spendere meglio. L’obiettivo è chiaro: dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. Che significa: difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali; difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni, anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono. La difesa, nella sua accezione più piena, attiene alla vita quotidiana: siamo più difesi se abbiamo una buona protezione del territorio, se si rafforza il welfare, se si opera nelle periferie, se si creano prospettive di lavoro buono e dignitoso per tutti. Sotto questa luce la Campagna “Un’altra difesa è possibile" è quanto mai concreta e vicina ai bisogni di chi sta soffrendo la crisi. Chiede un impegno di ricerca, di studio, di formazione e informazione corretta e diffusa che coinvolgendo tutti i cittadini, permetta di conoscere e sperimentare un modello di difesa che utilizzi mezzi e strategie nonviolente. Tutto il cammino di raccolta firme iniziato il 28 Novembre proseguirà sino a Maggio 2015, costituirà un momento importante di confronto e riflessione partecipata sui contenuti della legge. Per presentare una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, una delle due forme di “democrazia diretta” previste dal nostro ordinamento (l’altro è il referendum) è necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate nell’arco di 6 mesi.

Le firme saranno poi consegnate al Presidente della camera per la discussione in aula.

Si invita tutte le sedi provinciali acliste a mobilitarsi per costituire o aderire ai comitati locali per sostenere la Campagna "Un’Altra difesa è possibile" e coinvolgere attivamente i giovani in servizio civile volontario. Il Comitato Regionale a cui aderisocno anche le ACLI Piemonte ha sede presso il TESC (Tavolo enti Servizio Civile) sito nel Centro Sereno Regis a Torino in via Garibaldi, 13. Troverete a disposizione i moduli di raccolta firme e materiale informativo.


Per info potete consultare il sito http://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/


Mario Tretola
VicePresidente Regionale ACLI 
Responsabile Pace e Stili di Vita 
ACLI Piemonte
Foto notizia 'ACLILine-La newsletter del Sistema ACLI Piemonte LUGLIO-AGOSTO 2018'
Sviluppo Associativo  24 Lug 05.56
E’ uscito il numero di LUGLIO-AGOSTO 2018 di ACLIline -La newsletter del Sistema ACLI Piemonte.

Lo trovate in allegato oppure potete scaricarlo dal sito www.aclipiemonte.it



BUONA LETTURA E BUONE VACANZE A TUTTI I LETTORI...ci rivediamo a Settembre.



Il Referente Comunicazione Sistema ACLI Piemonte
Fabio Protasoni

La Segreteria Reg.le Sistema ACLI Piemonte
Adriana Nitto
Foto notizia 'MASSIMO TARASCO ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  02 Maggio 2016
Si è riunito, Venerdì 29 Aprile 2016 a Torino, il Consiglio Regionale delle ACLI Piemonte eletto dal recente Congresso Regionale con all’ordine del giorno la nomina degli organi statutari. Il Consiglio ha eletto, all’unanimità, Presidente Regionale per il quadriennio 2016-2020 l’uscente MASSIMO TARASCO che inizia così il suo secondo mandato alla guida dell’associazione.
Massimo Tarasco, 52 anni di Torino, sposato con due figli, ha guidato le ACLI Piemonte dal 2012 sostenendo in particolare i processi di integrazione del Sistema Aclista Regionale (Circoli, Patronato, EnAIP, CAF, ACLI Colf, CTA, FAP ACLI, US ACLI, cooperazione sociale...), l’impegno sui temi del lavoro, del welfare, la battaglia per l’introduzione di politiche attive contro la povertà, tenendo sempre insieme momenti di formazione con l’azione sociale.
Il Presidente TARASCO, ringraziando per la rinnovata fiducia, ha ribadito il bisogno di affrontare la fase che stiamo attraversando nella continuità di ACLI Piemontesi coese e determinate.
“I risultati che abbiamo raggiunto nei quattro anni passati sono arrivati perché abbiamo investito su un vero “gioco di squadra” a livello Regionale, nella comune consapevolezza che “l’essersi riconosciuti” vicendevolmente fra Province e Settori del nostro Sistema Aclista, è stata la condizione essenziale per le sfide che abbiamo affrontato insieme”
Tutti i Consiglieri intervenuti hanno convenuto nel dare un giudizio molto positivo del XIII Congresso Regionale svoltosi a Cuneo il 16 e 17 Aprile e sottolineato positivamente i contenuti programmatici e politici che sono emersi. Ora le ACLI Piemontesi si apprestano a vivere insieme il 25° Congresso Nazionale che si svolgerà a Livorno dal 5 all’8 Maggio e che concluderà il lungo percorso democratico dell’associazione.

TORINO, 2 MAGGIO 2016


In gestione allegati le foto del Consiglio
Foto notizia 'Dal 5 all’8 maggio prossimi il XXV Congresso Nazionale delle Acli'
Congresso regionale  28 Apr 2016
Roma, 28 aprile 2016 - «Niente paura. Con le Acli attraversiamo il cambiamento» è il titolo del XXV Congresso nazionale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) che si aprirà a San Vincenzo (Livorno) tra una settimana, giovedì 5 maggio e proseguirà fino a domenica 8 maggio prossimi.
Per la venticinquesima volta nel corso della loro storia settantennale le Acli celebrano il Congresso per dibattere i temi prioritari dell'agenda sociale e civile del Paese: dalla riforma del welfare alla previdenza, alla lotta alla povertà, al lavoro e alla partecipazione democratica.
I lavori del Congresso si apriranno giovedì pomeriggio 5 maggio, mentre venerdì mattina ci sarà la relazione del presidente nazionale Gianni Bottalico. Sabato e domenica, infine, le votazioni del Presidente e del Consiglio Nazionale. Nel corso dei lavori sono previsti, insieme ai saluti istituzionali, gli interventi di numerosi ospiti del mondo dell'associazionismo, del terzo settore, della politica.
L'hashtag per le reti sociali del Congresso è #AcliNientePaura
www.acli.it
Il Congresso si svolge al Garden Club Toscana, in Via della Principessa km. 17,500 - San Vincenzo (LI).
Foto notizia 'Si è concluso il XIII CONGRESSO REGIONALE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  18 Apr 2016
Si è concluso ieri a Cuneo il XIII Congresso regionale delle ACLI Piemonte.
Tre giornate intense con il prologo del convegno su “Dopo JOBS ACT in Piemonte: tra Lavoro e Formazione Professionale” organizzato da ACLI Piemonte con EnAIP Piemonte svoltosi Venerdì 15 Aprile. Importanti le interlocuzione e gli ospiti che hanno voluto essere presenti alle varie parti dell’iniziativa. Venerdì il Sottosegretario Al Lavoro Gigi Bobba e l’Assessore Regionale Gianna Pentenero hanno risposto alle sollecitazioni del Presidente Regionale Massimo Tarasco e del Presidente di Enaip Piemonte Luca Sogno sul tema del lavoro in Piemonte. Insieme a Marco Canta portavoce del Forum Del Terzo Settore e a Marcello Maggi della segreteria regionale della CISL si è cercato di mettere a tema l’impatto della crisi occupazionale in Piemonte e gli effetti della nuova normativa.
Sabato il Congresso è entrato nel vivo con la relazione del Presidente Tarasco.
“Mi piacerebbe” - ha esordito il Presidente - “che questo Congresso, senza perdere di vista il proprio compito di verifica politica e organizzativa del quadriennio passato e quello di analisi e di programmazione di quello futuro, trovasse il tempo e la forza di “ri-portare al cuore”... “l’anima delle ACLI”...il senso profondo e più autentico del nostro stare insieme.Crisi economica, terrorismo, guerre, razzismo, violenza, sfruttamento, miseria, corruzione, mettono a rischio l’anima della nostra stessa società. Spingono alla disgregazione sociale, all’individualismo, alla rassegnazione e all’indifferenza.”
In particolare il presidente Tarasco si è soffermato, nella sua relazione, sul tema dell’Europa e della crisi economica e italiana:
“A fronte di un progetto di unione politica ed economica che ha spinto i padri fondatori a tentare una impresa storica, l’Europa di oggi, pur rimanendo una conquista preziosa fatta di pace e prosperità, è ferma sul piano dell’integrazione istituzionale, su quello dell’espansione economica e, soprattutto, su quello dell’autorevolezza politica come soggetto forte e unitario negli equilibri mondiali.”
“Se l’Europa avrà la volontà di reagire lo spazio di rigenerazione e di recupero del nostro continente è evidente a tutti. L’Europa può essere ancora il catalizzatore di una stagione di pace e di sviluppo mondiale, non solo per le energie ideali e storiche che possiede ma anche per la sua collocazione geo-politica. Forse non è un caso che sia l’obiettivo principale delle forze terroristiche di questo ultimo periodo.”
Le ACLI sono preoccupate, in particolare, per la situazione politica e per l’efficacia delle istituzioni nel reagire alla crisi sociale. “La questione vera” - si continua a leggere nella relazione - “è che non c’è un riformismo efficace senza partecipazione, senza che le idee e le innovazioni che la politica propone siano capaci di diventare un patrimonio comune capace di essere sostenute dalle persone che le dovrebbero assumere.
Non c’è un cambiamento possibile senza un nuovo rapporto tra Politica e Società e senza una cultura politica nuova, capace di dare alla Democrazia del nostro Paese nuovi strumenti di partecipazione e di protagonismo delle persone.”
A queste sollecitazioni ha reagito per primo il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha ribadito la disponibilità della Regione a lavorare con le ACLI sulle priorità individuate dalla relazione e in particolare sul tema della della lotta alla povertà e del lavoro.
Tra gli altri sono intervenuti anche il Viceministro all’Agricoltura Andrea Olivero, il Segretario Generale della CISL Alessio Ferraris e il sindaco Federico Borgna.
Il Congresso è stato anche accompagnato dalla Messa per i delegati officiata dal Vescovo di Cuneo Mons. Piero Delbosco e dal Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro Piemontese don Flavio Luciano. Le conclusioni sono state di Stefano Tassinari della Presidenza Nazionale ACLI.
In chiusura del congresso sono stati eletti i 16 componenti del nuovo Consiglio regionale Acli Piemonte.
Il più votato è stato il Presidente in carica, Massimo Tarasco (Torino) con 42.000 voti seguito da Mario Tretola (Cuneo) 37.200 e Mara Ardizio (Novara) 34.600.

Risultano eletti anche: Luca Sogno (Vercelli), Gilberto Rollino (Biella), Marina Bisio (Alessandria), Elio Lingua (Cuneo), Roberto Genta (Asti), Roberto Santoro (Torino), Liliana Magliano (Torino), Claudio Ferrato (Vco), Raffaella Dispenza (Torino), Paolo Giordano (Cuneo), Maria Luisa Martello (Cuneo), Giovanna Martini (Cuneo) e Carmelina Nicola (Torino).

Tra una decina di giorni il Consiglio si riunirà per eleggere il nuovo Presidente. Candidato unico per il secondo mandato è lo stesso Massimo Tarasco.

Torino 18 Aprile 2016

In allegato la Relazione Congressuale e la rassegna stampa