Foto notizia 'Una nota della Presidenza Nazionale ACLI sul "fine vita".'
Notizie  30 Mar 10.27
I confini della vita tornano a interrogare la politica e a rappresentare l'esistenza di più etiche, che – anche a seguito degli straordinari scenari promessi dalla scienza e dalla tecnica – possono convivere e garantire un vero progresso solo se saranno a servizio dell'uomo e delle ragioni della vita. Per questo, il dibattito democratico dovrà essere intenso, leale e informato perché, solo a seguito di un confronto condotto con queste modalità, sarà possibile scrivere delle buone leggi, capaci di rispondere ai moderni problemi dell'uomo preservando quell'umanesimo che è la cifra vera della storia europea.
In questi giorni, il Parlamento italiano sta discutendo una norma in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto testamento biologico. Anche la società sta dibattendo, attraverso convegni di approfondimento e prese di posizione che animano il confronto democratico. Anche noi delle Acli ci siamo interrogati e abbiamo deciso di scrivere una nota comprendente alcune riflessioni. Le offriamo come contributo al dibattito interno e come strumento per riscoprire le ragioni del nostro essere cristiani nel nuovo secolo.

Nodi cruciali del Ddl
Per tentare di fornire una lettura più completa e responsabile del Ddl, è necessario innanzitutto delineare in modo chiaro ciò che esso contiene e ciò che esclude, iniziando proprio da questa seconda parte. Il Ddl non legifera in materia diretta né il caso di eutanasia né quello di suicidio assistito. Entrambe queste pratiche sono negate in modo chiaro dall’art. 1, al comma 7. Tuttavia, vi è il rischio che normando questa disciplina si aprano strade a altri scenari
Il decreto legifera in maniera diretta la possibilità di accettare o rinunciare (anche parzialmente) le terapie suggerite dal medico da parte del malato ancora capace di esprimere un consenso informato o che abbia precedentemente stilato una disposizione anticipata di trattamento nel caso che il suo consenso non sia più possibile. Tale dichiarazione viene attuata sotto la responsabilità di un fiduciario o, in mancanza di esso, del giudice tutelare. Sono, inoltre, fornite le modalità da seguire nel caso in cui il malato sia minore, interdetto o altrimenti soggetto all’autorità di terzi.
Tra le modalità e le garanzie richieste perché il consenso informato sia veramente tale non emerge il coinvolgimento di una équipe, composta da medici e psicologi, essenziale per un consapevole discernimento in un percorso di accompagnamento a una scelta che attiene alla vita o alla morte.


Proposte per un’etica condivisa
La complessità delle situazioni ci fa intuire quanto sia difficile scrivere una legge che possa essere non solo condivisa, ma anche interpretata in modo univoco.
Riteniamo utile l'emanazione di una legge che regoli una materia difficile come il “fine vita”. Una legge così è già presente nelle legislazioni di alcuni Stati americani fin dagli anni Novanta; in Europa è già contemplata negli ordinamenti giuridici dell'Olanda dal 2001, della Spagna dal 2002, della Francia dal 2005, del Regno Unito dal 2007 e, infine, della Germania dal 2009. Riteniamo che un’assenza legislativa arrecherebbe solo più sofferenza nella vita delle persone e delle famiglie direttamente coinvolte, correndo un duplice rischio: lasciare che la magistratura decida sulla materia, creando essa stessa il diritto ordinario; lasciare che si sviluppi un mercato parallelo “dell'ultimo trattamento”, che monetizzi aspetti particolarmente dolorosi della vita delle persone.
La questione di fondo, in questi dibattiti, è il rischio di trascurare l’esperienza della morte, con l’enigma che la contraddistingue: essa è un evento che non è in nostro potere e insieme ci sollecita a una decisione nella quale si colloca il senso definitivo della vita. Perciò il problema non è se morire, ma come morire e come accompagnare l’altro alla morte, sostenendolo in questo momento difficile.
Viviamo in una società che ormai ha smarrito la naturalezza con cui in passato si affrontava questo passaggio, ma che ha sviluppato un sufficiente senso dell'umano per accogliere e comprendere la sofferenza di chi vive solo grazie agli eccezionali strumenti della scienza e della tecnica, capaci di protrarre i giorni indipendentemente dal senso. Una società che però, pur manifestando preoccupanti tensioni verso una cultura di morte, non ha ancora sviluppato una reale cultura della morte, capace di accogliere serenamente il passaggio verso un'altra vita.
È dunque su questi elementi culturali che occorre lavorare per creare un'etica il più possibile condivisa su questi temi che sono, normalmente, divisivi. Per questo ci permettiamo di invitare a un’ulteriore riflessione – rispetto ai punti maggiormente dibattuti – circa la definizione delle pratiche di alimentazione e d’idratazione artificiale.
Equipararle a priori a terapie – e dunque soggette alla volontà di accettazione o di rinuncia da parte del malato – potrebbe portare alla negazione della loro naturale classificazione di supporti vitali e non terapeutici. Questo criterio va mantenuto sempreché esse non si rivelino gravose, sproporzionate e causa di ulteriori sofferenze fino a configurarsi come accanimento terapeutico. Il giudizio di proporzionalità comporta una valutazione dei danni e dei benefici che ogni cura arreca. Si suppone che questo giudizio spetti in ultima analisi al paziente stesso, anche attraverso le dichiarazioni anticipate di trattamento, qualora non sia più cosciente. Egli però non può essere lasciato solo in questa decisione, che andrebbe maturata in un contesto relazionale. Per questo, risulta di fondamentale importanza l’alleanza tra paziente, il suo fiduciario, il medico, i suoi familiari e, anche, le persone che svolgono il lavoro di cura.
Sottolineiamo, inoltre, il ritardo che il nostro Paese ha accumulato nell’accesso alle cure palliative e a una cultura dell’alleviamento del dolore. Dal 2010 esiste una legge pensata proprio per contrastare il dolore, la legge 38. Secondo i dati resi noti dall’Osservatorio per il monitoraggio della terapia del dolore e cure palliative, si tratta di una legge poco conosciuta. La società deve sostenere la lotta a questa sofferenza, dal punto di vista economico e morale. Occorre, per questo, investire in una rete assistenziale che renda il consenso, nel suo atto finale, realmente informato. Auspichiamo, pertanto, la realizzazione di un “Piano nazionale delle misure sanitarie e socio assistenziali inerenti i pazienti allo stato terminale” fatto di trattamenti palliativi efficaci, accessibili e diffusi, unitamente alla costruzione di moderni “hospice” che garantiscano l’assistenza sanitaria, sociale e psicologica ai malati e ai loro familiari.

Appello
I confini della vita e della morte sono una questione che, anche in futuro, continueranno ad interrogarci. Proprio per questo occorre elaborare un solido metodo di confronto, aperto e attento, capace di dare delle risposte pur imperfette alle tante - e a volte sofferenti - questioni umane. In questo senso pensiamo a un diritto mite come possibile riferimento alla nostra capacità di risposta e di normazione, che non può essere dissociato da un dibattito democratico altrettanto aperto e attento. Un diritto permeato da valori che tengano conto della mutevolezza del contesto. Un diritto che rispetti i diversi orientamenti, perché non si può racchiudere in una casistica la vita e la frontiera mutevole del ‘fine vita’. La forza della vita non è la vita forzata ad ogni costo. Invitiamo i nostri dirigenti e i nostri circoli a promuovere momenti di approfondimento e di confronto, che – assieme ai preti che ci accompagnano – siano capaci di rilanciare una vera cultura dell'umano.
La vita è un percorso naturale che non può essere interrotto per diritto ma neanche prolungato con la forza.

Roma, 29 marzo 2017




Foto notizia ' “Religioni… con gli occhi di donna”. Un ciclo di incontri a Carignano (TO)'
Notizie  16 Mar 07.27
Vi segnalo la bella iniziativa delle ACLI di Carignano (TO) che promuovono, sul loro territorio, un ciclo di conferenze dal titolo  “Religioni… con gli occhi di donna”. Uno spunto di riflessione per tutte le realtà piemontesi di cui siamo grati. Di seguito il comunicato stampa e, in allegato, il volantino.

Massimo Tarasco
Presidente Regionale ACLI Piemonte

"Cercare pace, trovare punti di incontro, costruire ponti, abbattere muri… partendo dalle donne e con le donne. Parrocchia di Carignano, Circolo ACLI di Carignano e Azione Cattolica parrocchiale propongono un ciclo di tre incontri dal titolo “Religioni… con gli occhi di donna” per stimolare il confronto e la riflessione sulle donne e con le donne musulmane e cristiane. Le serate si svolgeranno presso il Teatro Alfieri in Via Savoia 50 a Carignano (TO) ed inizieranno alle 20.45. Il primo incontro dal titolo “Maria nella Bibbia e nel Corano”, il 23 marzo vedrà coinvolte le relatrici: prof.ssa Mariarita Marenco - docente di nuovo testamento alla Pontificia facoltà teologica di Torino e dott.ssa Mulayka Enriello CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana con l’accompagnamento musicale del clarinetto di Tiziana Rolle.

Il 21 aprile “Le figure femminili nella Bibbia e nel Corano” vedrà protagoniste la prof.ssa Maria chiara Giorda - Storica delle religioni - Benvenuti in Italia e la dott.ssa Sumaya Abdel Qader - Blogger, scrittrice e ricercatrice. L’ultimo appuntamento, dal titolo “Oltre il velo”, è previsto per il 30 maggio e sarà con la presenza Hind Lafram- fashion designer e Takoua Ben Mohamed - Graphic Journalist & screenwriter con Fatima Lafram - responsabile del dialogo interreligioso dei Giovani Musulmani d’Italia ed sccompagnato dall’AcrBand. Alla serata porterà un contributo l’Assessora regionale Monica Cerutti."
Foto notizia 'Alleanza contro la povertà: «Un risultato importante raggiunto, ora avanti verso una maggiore inclusione»'
Notizie  10 Mar 06.29
Anche le ACLI Piemonte si associano alla soddisfazione e all'auspicio dell'Alleanza per l'approvazione della legge delega sulla Povertà. Il primo passo è stato fatto.
                                                   Massimo Tarasco
                                                   Presidente Regionale ACLI Piemonte

«La legge delega sulla povertà segna un momento significativo nel nostro paese. Con la sua approvazione, oggi, giunge a conclusione il lavoro svolto dal Parlamento: da tempo evidenziamo la necessità di un impianto normativo che coniughi da una parte il sostegno al reddito e l’inclusione sociale e dall’altra preveda un Piano nazionale in grado di raggiungere tutti i cittadini che versano in povertà assoluta. Perché i sussidi senza i servizi scadrebbero nell’assistenzialismo, perdendo, così, il carattere inclusivo che rappresenta, invece, il punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale».
Lo dice in una nota – che si trasmette in allegato – l’Alleanza contro la Povertà in merito al percorso parlamentare di legge delega di contrasto alla povertà.
«L’obiettivo – conclude l’Alleanza contro la Povertà – rimane l’effettiva universalità della prestazione, dentro una strategia di rafforzamento del sistema dei servizi. Auspichiamo che attraverso i decreti delegati si prosegua nella direzione da noi indicata».

In allegato il comunicato e la nota esplicativa

Foto notizia 'Carcere, tirocinio e mediazione culturale. L’ENAIP Piemonte in prima fila'
Notizie  09 Mar 10.26
Continua l'impegno della Garante Detenuti del Comune di Torino nel dare concretezza alle finalità del suo ruolo di tutela delle persone recluse. Monica Cristina Gallo, questa mattina, nel suo ruolo di Garante ha firmato un Protocollo di intesa con la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, rappresentata dal direttore Domenico Minervini, e con l'Enaip Piemonte (Ente Acli istruzione Professionale, rappresentato dal presidente Luca Sogno e dal direttore Sergio Pugliano) che ha come obiettivo il favorire iniziative a favore di persone detenute. Particolare attenzione viene posta alla possibilità di sviluppare percorsi operativi concordati per favorire l’accesso al lavoro dei destinatari del protocollo, potenziarne le capacità e competenze e garantire la loro possibilità di mantenere l’occupazione.

Con questo protocollo, EnAIP s'impegna ad inserire in tirocinio formativo un detenuto studente del Polo Universitario della Casa Circondariale di Torino inserito nel programma Fondo Alberto e Angelica Musy e Ufficio Pio, ad inserire almeno due tirocinanti provenienti dal corso annuale per mediatori interculturali realizzato dall’EnAIP e ad elaborare, in collaborazione con gli uffici della Garante un programma di interventi di sensibilizzazione e promozione della legalità, della giustizia, e del rispetto delle regole, sulla vita detentiva e sulla dignità delle persone sottoposte a misure restrittive.

Nella foto: il momento della firma del protocollo. Da sinistra si riconoscono: Monica Cristina Gallo, Garante detenuti, Domenico Minervini, direttore Lorusso e Cutugno, Luca Sogno e Sergio Pugliano di EnAip

Marcello Longhin
(tratto da "Cittagora" periodico del Consiglio Comunale di Torino)
Foto notizia '“Sotto lo stesso welfare”. Convegno a Roma Giovedì 9 marzo'
Notizie  06 Mar 22.07
Roma, 6 marzo 2017 - Abbiamo tutti gli stessi diritti? Viviamo in un clima di equità sociale? “Sotto lo stesso welfare” è il titolo dell’incontro organizzato dalle Acli e in programma nella mattinata del 9 marzo presso il Parlamentino del Cnel.

Il convegno si pone l’obiettivo di capire quale è la situazione del welfare oggi in Italia, quali sono le storture del sistema e come può essere migliorato per garantire ai cittadini il rispetto del dettato costituzionale.

Dopo qualche anno dall’inizio della crisi, le Acli riaprono un confronto sul welfare in una fase molto difficile per il Paese in cui le incertezze e i problemi descrivono un processo di forte arretramento rispetto alla piena realizzazione dei diritti sociali e di cittadinanza.

Nell’analisi sui modelli di welfare possibili, non sfuggono le responsabilità politiche europee che difettano di una visione d’insieme e stentano a trovare il passo di una programmazione di medio e lungo periodo.

In questo scenario, solo attraverso una nuova idea di welfare calibrato sulla domanda di sviluppo e di bisogno sociale, scongiureremo ulteriori fratture tra le generazioni.

Il dibattito, moderato dal giornalista de “La Stampa” Paolo Baroni, vedrà l’intervento del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti.

Seguiranno le relazioni di Emanuele Ranci Ortigosa, presidente emerito e direttore scientifico dell’Istituto per la ricerca sociale (Irs) e Giovanni Battista Sgritta, professore emerito di Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma.


In allegato il programma del convegno
Foto notizia 'L’Ecologia Integrale come punto di riferimento. Un ciclo di conferenze nel Biellese'
Notizie  03 Mar 10.00
Vi segnalo l'importante iniziativa delle ACLI Biellesi che promuovono, sul loro territorio, un ciclo di conferenze sul tema dell'Ecologia Integrale. Uno spunto di riflessione per tutte le realtà piemontesi di cui siamo grati. Di seguito il comunicato stampa e, in allegato, i materiali.

Massimo Tarasco
Presidente Regionale ACLI Piemonte

"Il 1 marzo, alle ore 21, presso la sala del Cantinone della Provincia di Biella (Via Q. Sella 12 - BIella) si terrà la conferenza "La Laudato si’ a due anni dalla sua uscita: il suo insegnamento è ancora valido nell'epoca della post-verità?", relatore Padre Francesco Cambiaso (di cui si allega foto e un breve profilo).
L’incontro sarà il primo appuntamento del ciclo “Lavorare per la cura della casa comune – per una ecologia integrale nel Biellese”, promosso da ACLI, Caritas, Chiesa Valdese, Piazza d’Uomo, CMD, Agesci, Una Chiesa a più Voci, Soci fondatori di PaceFuturo e patrocinato dalla Città di Biella e dalla Provincia di Biella.
Il ciclo si pone in continuità con il percorso di approfondimento svolto nel 2015/2016 sull’Enciclica di Papa Francesco Laudato si‘. L’obiettivo specifico di quest’anno è domandarci come tradurre in concreto nel territorio biellese l’idea di uno sviluppo che faccia dell’ “ecologia integrale” il suo punto di riferimento, ossia che sappia tenere insieme nuove occasioni produttive/lavorative, la cura del territorio/ambiente e la lotta alla disuguaglianza e alla povertà.
Il primo incontro sarà l’occasione per riallacciarsi ai ragionamenti dello scorso anno e per ragionare sull’attualità del messaggio dell’Enciclica Laudato si’, a due anni dalla sua uscita ed in un contesto internazionale profondamente mutato, caratterizzato, ad esempio, da un presidente degli Stati Uniti d’America propenso a negare il cambiamento climatico in atto e da una generalizzata perdita di credibilità delle forze politiche tradizionali.
Il ciclo di incontri vedrà tra i relatori degli appuntamenti futuri, Aldo Bonomi, Egidio Dansero, Andrea Calori, Ilda Curti, Paola Villa e si concluderà con lo spettacolo di teatro civile “A proposito di Smith” a cura dell’Associazione Pop Economix. Il percorso di approfondimento proposto vuole essere parte di un progetto più ampio che si pone l’ambizioso obiettivo di avviare un dibattito sul territorio biellese che coinvolga le realtà sociali, produttive ed istituzionali per immaginare un futuro del Biellese che sappia tenere insieme la dimensione economica, sociale ed ambientale al fine di costruire un benessere diffuso per le attuali e future generazioni e per tutti coloro che vorranno fare del Biellese la propria casa.
Tutti gli incontri saranno video ripresi e le registrazioni saranno accessibili dal canale YouTube della Acli di Biella raggiungibile da sito www.aclibiella.it."
Foto notizia 'MASSIMO TARASCO ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  02 Maggio 2016
Si è riunito, Venerdì 29 Aprile 2016 a Torino, il Consiglio Regionale delle ACLI Piemonte eletto dal recente Congresso Regionale con all’ordine del giorno la nomina degli organi statutari. Il Consiglio ha eletto, all’unanimità, Presidente Regionale per il quadriennio 2016-2020 l’uscente MASSIMO TARASCO che inizia così il suo secondo mandato alla guida dell’associazione.
Massimo Tarasco, 52 anni di Torino, sposato con due figli, ha guidato le ACLI Piemonte dal 2012 sostenendo in particolare i processi di integrazione del Sistema Aclista Regionale (Circoli, Patronato, EnAIP, CAF, ACLI Colf, CTA, FAP ACLI, US ACLI, cooperazione sociale...), l’impegno sui temi del lavoro, del welfare, la battaglia per l’introduzione di politiche attive contro la povertà, tenendo sempre insieme momenti di formazione con l’azione sociale.
Il Presidente TARASCO, ringraziando per la rinnovata fiducia, ha ribadito il bisogno di affrontare la fase che stiamo attraversando nella continuità di ACLI Piemontesi coese e determinate.
“I risultati che abbiamo raggiunto nei quattro anni passati sono arrivati perché abbiamo investito su un vero “gioco di squadra” a livello Regionale, nella comune consapevolezza che “l’essersi riconosciuti” vicendevolmente fra Province e Settori del nostro Sistema Aclista, è stata la condizione essenziale per le sfide che abbiamo affrontato insieme”
Tutti i Consiglieri intervenuti hanno convenuto nel dare un giudizio molto positivo del XIII Congresso Regionale svoltosi a Cuneo il 16 e 17 Aprile e sottolineato positivamente i contenuti programmatici e politici che sono emersi. Ora le ACLI Piemontesi si apprestano a vivere insieme il 25° Congresso Nazionale che si svolgerà a Livorno dal 5 all’8 Maggio e che concluderà il lungo percorso democratico dell’associazione.

TORINO, 2 MAGGIO 2016


In gestione allegati le foto del Consiglio
Foto notizia 'Dal 5 all’8 maggio prossimi il XXV Congresso Nazionale delle Acli'
Congresso regionale  28 Apr 2016
Roma, 28 aprile 2016 - «Niente paura. Con le Acli attraversiamo il cambiamento» è il titolo del XXV Congresso nazionale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) che si aprirà a San Vincenzo (Livorno) tra una settimana, giovedì 5 maggio e proseguirà fino a domenica 8 maggio prossimi.
Per la venticinquesima volta nel corso della loro storia settantennale le Acli celebrano il Congresso per dibattere i temi prioritari dell'agenda sociale e civile del Paese: dalla riforma del welfare alla previdenza, alla lotta alla povertà, al lavoro e alla partecipazione democratica.
I lavori del Congresso si apriranno giovedì pomeriggio 5 maggio, mentre venerdì mattina ci sarà la relazione del presidente nazionale Gianni Bottalico. Sabato e domenica, infine, le votazioni del Presidente e del Consiglio Nazionale. Nel corso dei lavori sono previsti, insieme ai saluti istituzionali, gli interventi di numerosi ospiti del mondo dell'associazionismo, del terzo settore, della politica.
L'hashtag per le reti sociali del Congresso è #AcliNientePaura
www.acli.it
Il Congresso si svolge al Garden Club Toscana, in Via della Principessa km. 17,500 - San Vincenzo (LI).
Foto notizia 'Si è concluso il XIII CONGRESSO REGIONALE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  18 Apr 2016
Si è concluso ieri a Cuneo il XIII Congresso regionale delle ACLI Piemonte.
Tre giornate intense con il prologo del convegno su “Dopo JOBS ACT in Piemonte: tra Lavoro e Formazione Professionale” organizzato da ACLI Piemonte con EnAIP Piemonte svoltosi Venerdì 15 Aprile. Importanti le interlocuzione e gli ospiti che hanno voluto essere presenti alle varie parti dell’iniziativa. Venerdì il Sottosegretario Al Lavoro Gigi Bobba e l’Assessore Regionale Gianna Pentenero hanno risposto alle sollecitazioni del Presidente Regionale Massimo Tarasco e del Presidente di Enaip Piemonte Luca Sogno sul tema del lavoro in Piemonte. Insieme a Marco Canta portavoce del Forum Del Terzo Settore e a Marcello Maggi della segreteria regionale della CISL si è cercato di mettere a tema l’impatto della crisi occupazionale in Piemonte e gli effetti della nuova normativa.
Sabato il Congresso è entrato nel vivo con la relazione del Presidente Tarasco.
“Mi piacerebbe” - ha esordito il Presidente - “che questo Congresso, senza perdere di vista il proprio compito di verifica politica e organizzativa del quadriennio passato e quello di analisi e di programmazione di quello futuro, trovasse il tempo e la forza di “ri-portare al cuore”... “l’anima delle ACLI”...il senso profondo e più autentico del nostro stare insieme.Crisi economica, terrorismo, guerre, razzismo, violenza, sfruttamento, miseria, corruzione, mettono a rischio l’anima della nostra stessa società. Spingono alla disgregazione sociale, all’individualismo, alla rassegnazione e all’indifferenza.”
In particolare il presidente Tarasco si è soffermato, nella sua relazione, sul tema dell’Europa e della crisi economica e italiana:
“A fronte di un progetto di unione politica ed economica che ha spinto i padri fondatori a tentare una impresa storica, l’Europa di oggi, pur rimanendo una conquista preziosa fatta di pace e prosperità, è ferma sul piano dell’integrazione istituzionale, su quello dell’espansione economica e, soprattutto, su quello dell’autorevolezza politica come soggetto forte e unitario negli equilibri mondiali.”
“Se l’Europa avrà la volontà di reagire lo spazio di rigenerazione e di recupero del nostro continente è evidente a tutti. L’Europa può essere ancora il catalizzatore di una stagione di pace e di sviluppo mondiale, non solo per le energie ideali e storiche che possiede ma anche per la sua collocazione geo-politica. Forse non è un caso che sia l’obiettivo principale delle forze terroristiche di questo ultimo periodo.”
Le ACLI sono preoccupate, in particolare, per la situazione politica e per l’efficacia delle istituzioni nel reagire alla crisi sociale. “La questione vera” - si continua a leggere nella relazione - “è che non c’è un riformismo efficace senza partecipazione, senza che le idee e le innovazioni che la politica propone siano capaci di diventare un patrimonio comune capace di essere sostenute dalle persone che le dovrebbero assumere.
Non c’è un cambiamento possibile senza un nuovo rapporto tra Politica e Società e senza una cultura politica nuova, capace di dare alla Democrazia del nostro Paese nuovi strumenti di partecipazione e di protagonismo delle persone.”
A queste sollecitazioni ha reagito per primo il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha ribadito la disponibilità della Regione a lavorare con le ACLI sulle priorità individuate dalla relazione e in particolare sul tema della della lotta alla povertà e del lavoro.
Tra gli altri sono intervenuti anche il Viceministro all’Agricoltura Andrea Olivero, il Segretario Generale della CISL Alessio Ferraris e il sindaco Federico Borgna.
Il Congresso è stato anche accompagnato dalla Messa per i delegati officiata dal Vescovo di Cuneo Mons. Piero Delbosco e dal Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro Piemontese don Flavio Luciano. Le conclusioni sono state di Stefano Tassinari della Presidenza Nazionale ACLI.
In chiusura del congresso sono stati eletti i 16 componenti del nuovo Consiglio regionale Acli Piemonte.
Il più votato è stato il Presidente in carica, Massimo Tarasco (Torino) con 42.000 voti seguito da Mario Tretola (Cuneo) 37.200 e Mara Ardizio (Novara) 34.600.

Risultano eletti anche: Luca Sogno (Vercelli), Gilberto Rollino (Biella), Marina Bisio (Alessandria), Elio Lingua (Cuneo), Roberto Genta (Asti), Roberto Santoro (Torino), Liliana Magliano (Torino), Claudio Ferrato (Vco), Raffaella Dispenza (Torino), Paolo Giordano (Cuneo), Maria Luisa Martello (Cuneo), Giovanna Martini (Cuneo) e Carmelina Nicola (Torino).

Tra una decina di giorni il Consiglio si riunirà per eleggere il nuovo Presidente. Candidato unico per il secondo mandato è lo stesso Massimo Tarasco.

Torino 18 Aprile 2016

In allegato la Relazione Congressuale e la rassegna stampa
5x1000
Progetti
Foto notizia ' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"
"Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo? Insieme alle Acli contro povertà e diseguaglianza". Questo il focus della campagna 5x1000 per l’anno 2015.
La povertà e la disuguaglianza in Italia interessano, oltre alle fasce sociali deboli, anche una parte sempre crescente del mondo del lavoro, sia dipendente sia autonomo. Realtà un tempo ritenute al riparo dal rischio di disagio sociale, oggi ne sono colpite. Per far fronte a questa situazione le Acli propongono una piattaforma di proposte politiche ed una serie di attività concrete sul territorio nazionale e internazionale.
Tra le proposte politiche più significative il Reddito di inclusione sociale (Reis) promosso assieme alla “Alleanza contro la povertà” e l’integrazione dei trattamenti pensionistici al minimo vitale promosso assieme alla Fap Acli. La condizione di povertà e diseguaglianza limita le opportunità e rende le persone “invisibili” Per questo l’invito è ad “aprire gli occhi”, riconoscere le situazioni nelle quali povertà e disuguaglianza si manifestano e a impegnarsi in un protagonismo attivo utilizzando tutte le opportunità di scelta. Compreso la scelta di impegnarsi e di scegliere a chi destinare il proprio 5xmille.
Più di un centinaio i progetti territoriali realizzati ogni anno. Una piccola parte legata alle attività internazionali di volontariato e cooperazione e il resto diffuso sul territorio nazionale.
Ne emerge una mappatura territoriale di criticità e nuove povertà ma anche di persone che hanno scelto di impegnarsi per contrastarle.

Cos'è il 5x1000
Ogni anno lo Stato Italiano destina una quota delle tue imposte (il 5x1000 dell’Irpef) a supportare enti che svolgono attività socialmente rilevanti.
Scegliere a chi destinare questa quota è molto semplice ma soprattutto è gratis.Non farlo lascia automaticamente la tua imposta nel bilancio generale dello Stato.
La scelta non è alternativa a quella di destinazione dell’8xmille. Si possono fare entrambe.

Come devolvere il 5x1000
Per esprimere la tua scelta basta una firma al momento della dichiarazione dei redditi, sul Modello Unico o sul Modello 730.
Chi è dispensato dall’obbligo di presentare la dichiarazione può comunque scegliere con l’apposita scheda allegata al CU.
Il riquadro da firmare è quello destinato alle Associazioni di Promozione Sociale e il codice fiscale da inserire è 80053230589.

Partecipa e condividi
Aiutaci a promuovere l'azione sociale delle Acli attraverso la scelta del 5x1000.

#Sceglitu
Foto notizia 'Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati' Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati
Il progetto PEGASO, finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007–2013, intende favorire il protagonismo delle associazioni e dei cittadini e delle cittadine immigrati e immigrate, sostenendo il ruolo delle associazioni e dei cittadini stranieri come agenti per promuovere lo sviluppo del loro capitale umano e sociale e della loro integrazione socioculturale, economica, civile sul territorio dell’Astigiano. Il progetto è promosso dalle ACLI Piemonte, Enaip Piemonte, PIAM onlus - Progetto Integrazione Accoglienza Migranti, LA STRADA SCS e JOKKO SCS.

Alla rete di progetto hanno aderito, oltre alle ACLI Astigiane anche il Comune di Asti, la Commissione Diocesana Migrantes di Asti e l’Associazione Daleialei - Donne associate liberamente e in accoglienza di lei - sempre di Asti.

Sabato 4 Ottobre si svolgeranno i primi due workshop:

• dalle 10 alle 13 ad ASTI presso il Centro culturale San Secondo Via Carducci 22
• dalle 16 alle 19 a CANELLI (Asti) presso Centro San Paolo Viale Italia 15

Questi appuntamenti vogliono essere un primo momento di scambio finalizzato a condividerecriticità, fabbisogni, potenziali ambiti di collaborazione con i cittadini stranieri.

Chi fosse interessato può contattare il

Centro Culturale Cittadino San Secondo
Via Carducci 22 -ASTI
Tel .0141354030
progettopegaso@aclipiemonte.it
Foto notizia ' La straordinaria attualità di Gandhi: religione e laicità, contro il terrorismo e ogni guerra'
Editoriali  30 Gen 2015
Di Mao Valpiana*

Non aveva partecipato ai festeggiamenti per l’indipendenza indiana, dopo averla conquistata con il satyagraha (la forza della verità o nonviolenza), perché la separazione tra India e Pakistan era per lui una grande sconfitta. E’ stato assassinato da un giornalista indù, alla testa di un complotto, che non gli aveva perdonato la sua azione per la riconciliazione religiosa e la sua apertura ai musulmani. Gandhi, che era di religione indù, fu considerato dai fondamentalisti di entrambe le parti come un pericolo. Sono passati 67 anni, da quel 30 gennaio del 1948, e il fondamentalismo è ancora un pesante ostacolo per i processi di pacifica convivenza; il terrorismo internazionale si maschera dietro una religione per raggiungere l'obiettivo politico di destabilizzare e conquistare potere.
Dunque, non si può parlare di Gandhi senza riferirsi alla sua esperienza e alla sua definizione di religione: “E’ l’elemento permanente della natura umana; non ritiene nessun sacrificio troppo grave per trovare piene espressione e lascia l’anima totalmente inquieta fino a che non ha trovato se stessa, conosciuto il suo Creatore e sperimentato la vera corrispondenza fra il creatore e se stessa”. E poi prosegue: “Per me Dio è verità e amore; Dio è etica e morale; Dio è coraggio. Dio è la fonte della luce e della vita e tuttavia è di sopra e di là di tutto questo. Dio è coscienza. E’ perfino l’ateismo dell’ateo. Trascende la parola e la ragione. E’ un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo contatto. E’ la più pura essenza. E’, semplicemente, per coloro che hanno fede. E’ tutte le cose per tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi…”.
Siamo in presenza di una religione aperta, libera, accogliente, amorevole, umana. La religione di Gandhi coincide con la ricerca della Verità, perché Dio stesso è Verità, e la Verità è Dio. In questo senso per Gandhi ogni problema che si pone, ogni questione che si deve affrontare, politica, sociale, economica, etica, collettiva o personale, è una sfida religiosa: “per me ciascuna attività, anche la più modesta, è guidata da quella che io considero la mia religione… la mia attività politica, come tutte le altre mie attività, procede dalla religione… perciò anche nella politica dobbiamo stabilire il regno dei cieli”. Tuttavia in Gandhi c’è posto anche per una piena laicità. Ha saputo essere, insieme, un grande religioso e una grande statista: “se fossi un dittatore, religione e Stato sarebbero separati. Credo ciecamente nella mia religione. Voglio morire per essa. Ma è una mia faccenda personale. Lo Stato non c’entra. Lo Stato dovrebbe preoccuparsi del benessere temporale, dell’igiene, delle comunicazioni, delle relazioni con l’estero, della circolazione monetaria e così via, ma non della vostra o mia religione. Questa è affare personale di ciascuno”.
Forse non è un caso che Gandhi avesse una grande ammirazione proprio per due italiani, San Francesco d’Assisi (riformatore religioso) e Giuseppe Mazzini (riformatore laico).
Oggi nel mondo intero Gandhi è considerato il profeta della nonviolenza, ma il rischio è quello di farne un santo, un eroe, un simbolo, un mito. Gandhi, invece, nel corso di tutta la sua azione sociale e politica si è sempre sforzato di far capire che ciò che lui ha fatto poteva farlo chiunque altro, che “la verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. La novità emersa con Gandhi consiste nell’aver saputo trasformare le nonviolenza da fatto personale a fatto collettivo, da scelta di coscienza a strumento politico: con Gandhi la nonviolenza non è più solo un mezzo per salvarsi l’anima, ma diventa un modo per salvare la società. La nonviolenza è sempre esistita, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, in oriente e in occidente, nei sacri testi della Bibbia e del Corano, della Bhagavad Gita e del Buddhismo. Ma è con Gandhi che la nonviolenza diventa un’arma di straordinaria potenza per liberare le masse oppresse. Il Mahatma ci ha fatto scoprire che la nonviolenza è insieme un fine ed un mezzo, che per abbracciare e farsi abbracciare dal satyagraha ci vuole fede, pazienza, sacrificio, dedizione, addestramento: “Il satyagrahi si allena giorno per giorno, in ogni istante della propria vita, per diventare capace di soffrire con gioia e apprendere la difficile arte del dono della vita. Egli agisce senza recriminazioni, con distacco, senza aspettarsi il risultato immediato delle proprie azioni e senza rivendicarne il merito. Non si stupisce della violenza che puo' essergli inflitta, non agisce con rabbia e utilizza ogni occasione che gli si presenta per trasformare il male con il bene.”
Gandhi è stato un grande innovatore, è stato l’uomo che ha riscattato il ventesimo secolo che altrimenti sarebbe stato consegnato alla storia come un secolo buio, per gli orrori delle guerre mondiali e per l’olocausto nei campi di sterminio. Gandhi è la preziosa eredità per il nuovo secolo.
La lezione di Gandhi ha suscitato molti proselitismi, in ogni parte del mondo. Dagli Stati Uniti di Martin Luther King, al Sudafrica di Mandela, dalla Birmania di Aung San Suu Kyi, al Tibet del Dalai Lama, ed in Italia con Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci; in America Latina e in Europa, ovunque vi sono gruppi o popoli che lottano per i loro diritti ispirandosi alla forza attiva del satyagraha.
“Se posso dirlo senza arroganza e con la dovuta umiltà, il mio messaggio e i miei metodi sono validi, nella loro essenza, per il mondo intero; ed è motivo di viva soddisfazione per me sapere che hanno già suscitato mirabile rispondenza nel cuore di un grande e sempre crescente numero di uomini e donne dell’Occidente”.
Oggi infatti non si può parlare di pacifismo senza fare i conti con la nonviolenza gandhiana. La mobilitazione contro la guerra e il terrorismo (la guerra è terrorismo su vasta scala, e il terrorismo è una guerra contro la società) è coerente e vincente solo se fatta con i mezzi della nonviolenza. “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità”. Gandhi condanna il ricorso alla violenza, senza appello, e ci indica anche il metodo giusto alternativo: “Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto”. Dunque la nonviolenza di Gandhi è soprattutto prassi, azione, sperimentazione. Tutta la sua vita è spesa in questa ricerca, tanto da intitolare la sua autobiografia “Storia dei miei esperimenti con la verità”.
Il mondo è solo all’inizio dell’esplorazione delle potenzialità della nonviolenza, la sola via che può salvare l’umanità.

* presidente del Movimeto Nonviolento
Foto notizia 'Un’altra difesa è possibile! E’ partita la campagna raccolta firme.'
Editoriali  10 Dic 2014
“Un’altra difesa è possibile”. E’ questo il titolo della Proposta di legge d’iniziativa popolare lanciata a livello nazionale con l’obiettivo di chiedere allo Stato l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la Difesa Civile, non armata e Nonviolenta.  La legge per cui si domanda la firma chiede che il Dipartimento in questione comprenda i Corpi Civili di Pace e l’Istituto di Ricerche sulla Pace e il Disarmo e si ponga in rete con il Dipartimento della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Si vuole dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra (art 11), realizzando una difesa civile alternativa alla difesa militare, permettendo così a tutti i cittadini di assolvere il dovere di difendere la Patria (art 52) con pari dignità ed efficacia, nei modi e nelle forme coerenti ai loro valori e ideali. Per finanziare la Difesa Civile, si chiede siano trasferiti fondi dalla riduzione delle spese militari. Si potrà poi fare, come contribuenti, la scelta di destinare la quota del 6 x 1000 dell’imposta sul reddito a sostegno della difesa civile. Non si tratta dunque di spendere di più, ma di spendere meglio. L’obiettivo è chiaro: dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. Che significa: difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali; difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni, anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono. La difesa, nella sua accezione più piena, attiene alla vita quotidiana: siamo più difesi se abbiamo una buona protezione del territorio, se si rafforza il welfare, se si opera nelle periferie, se si creano prospettive di lavoro buono e dignitoso per tutti. Sotto questa luce la Campagna “Un’altra difesa è possibile" è quanto mai concreta e vicina ai bisogni di chi sta soffrendo la crisi. Chiede un impegno di ricerca, di studio, di formazione e informazione corretta e diffusa che coinvolgendo tutti i cittadini, permetta di conoscere e sperimentare un modello di difesa che utilizzi mezzi e strategie nonviolente. Tutto il cammino di raccolta firme iniziato il 28 Novembre proseguirà sino a Maggio 2015, costituirà un momento importante di confronto e riflessione partecipata sui contenuti della legge. Per presentare una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, una delle due forme di “democrazia diretta” previste dal nostro ordinamento (l’altro è il referendum) è necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate nell’arco di 6 mesi.

Le firme saranno poi consegnate al Presidente della camera per la discussione in aula.

Si invita tutte le sedi provinciali acliste a mobilitarsi per costituire o aderire ai comitati locali per sostenere la Campagna "Un’Altra difesa è possibile" e coinvolgere attivamente i giovani in servizio civile volontario. Il Comitato Regionale a cui aderisocno anche le ACLI Piemonte ha sede presso il TESC (Tavolo enti Servizio Civile) sito nel Centro Sereno Regis a Torino in via Garibaldi, 13. Troverete a disposizione i moduli di raccolta firme e materiale informativo.


Per info potete consultare il sito http://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/


Mario Tretola
VicePresidente Regionale ACLI 
Responsabile Pace e Stili di Vita 
ACLI Piemonte
Foto notizia 'ACLILine-La newsletter del Sistema ACLI Piemonte FEBBRAIO 2017'
Sviluppo Associativo  17 Feb 10.03
 
E’ uscito il numero di FEBBRAIO 2017 di ACLILine-La newsletter del Sistema ACLI Piemonte.
Il file, in formato pdf, si può scaricare, come sempre, nella sezione allegati oppure richiesto inviando una mail a redazione@aclipiemonte.it.

BUONA LETTURA A TUTTI

Il Referente Comunicazione Sistema ACLI Piemonte
Fabio Protasoni

La Segreteria Reg.le Sistema ACLI Piemonte
Adriana Nitto