Foto notizia '"Oltre il Velo" a Carignano il 30 Maggio'
Notizie  24 Maggio 08.51
Una bella inziativa da condividere e sotenere per costruire ponti sulla conoscenza e sulla condivisione... con gli occhi delle donne!
Massimo Tarasco
Presidente Regionale ACLI Piemonte

È corretto parlare di "velo islamico"? È una prescrizione coranica? Oppure l’uso o meno del velo è una libera scelta della donna musulmana? Il velo è il simbolo della la discrezione donna musulmana’? Il velo che si vede oggi, specie in Occidente, non ha nulla a che vedere con la tradizione, ma è portatore di nuovi significati, legati più alla questione della cittadinanza, al risentimento culturale, alla rivalsa, alla ricerca spirituale di modelli alternativi? Per le nuove generazioni il velo può essere uno dei tanti modi di esprimersi attraverso il corpo? Il burkini è simbolo dell’asservimento della donna o uno strumento anche sportivo che combatte l'esclusione? Ne parleremo con:
AKOUA BEN MOHAMED, giovanissima artista italo tunisina, graphic journalist e sceneggiatrice, disegna e scrive storie vere a fumetti su tematiche sociali per la promozione del dialogo interculturale ed interreligioso, e racconta con ironia la sua quotidianità di ragazza che ha liberamente scelto di portare il velo in Italia. Ha pubblicato, tra l’altro, la striscia a fumetti "Sotto il velo".
Hind Lafram è nata in Marocco e vive in Italia da quasi 21 anni. ha studiato all'Istituto Tecnico per la Moda di Torino. Nel 2016 ha iniziato a lavorare presso un ufficio stile a Milano per un progetto di collezione di moda islamica occidentale. Con le sue creazioni ha sfilato al Salone Internazionale del Libro di Torino, e ha organizzato e partecipato a sfilate di beneficenza. Attualmente sta lavorando a una propria collezione, un Made in Italy per le musulmane italiane.
Con il contributo di Monica Cerutti Assessora Regionale alle pari opportunità, immigrazione

Martedì 30 maggio.
Vi aspettiamo.


Foto notizia 'RIFORMA DEL TERZO SETTORE, UN ALTRO DECISIVO PASSO. ORA SERVE TEMPO PER CONTINUARE A RECEPIRE LE ISTANZE E PER SUPERARE LE EMERGENZE'
Notizie  15 Maggio 19.55


Roma, 15 maggio 2017 - I tre decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri e che permetteranno di completare l’attuazione della Riforma del Terzo settore rivelano un sforzo del Governo a migliorare ed arricchire i testi iniziali dialogando e provando a recepire soprattutto le istanze raccolte grazie al tavolo costituito con il Forum del Terzo Settore.

“Va apprezzato – dichiara Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli - un lavoro molto ampio teso a riordinare una disciplina assai articolata che ha visto, negli anni, il susseguirsi di norme, competenze e registri senza un quadro comune”.
Con i decreti, ora allo studio delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Stato-Regioni, si apre una fase cruciale che porterà alla definizione delle norme che daranno un “codice della strada” a un mondo vasto ed eterogeneo, che attende da tempo un quadro normativo chiaro, complessivo e di favore per tutte le esperienze.

Proprio la complessità e l’eterogeneità del mondo del Terzo settore e la necessità che questo lavoro possa veramente raccogliere l’insieme dei punti di vista e delle preoccupazioni di questo mondo – aggiunge Stefano Tassinari, responsabile nazionale Acli per il Terzo settore - esige che questo lavoro non si consideri per nulla concluso, ma debba ulteriormente svilupparsi nelle prossime settimane, affrontando alcuni nodi non ancora risolti in modo compiuto e chiarendo alcune urgenze e perplessità improvvisamente emerse dal Consiglio dei Ministri”.
Alcuni nodi di fondo riguardano la necessità di non appesantire gli adempimenti della vita sociale delle organizzazioni, concentrando l’attenzione sugli aspetti essenziali della vita sociale e democratica e nelle forme che ogni ente autonomamente decide di darsi; la necessità di recuperare appieno i principi di favore fiscale che, grazie alle precedenti norme, consentivano all’attività economica, ma non d’impresa, di sostenere l’operato sociale.

Riteniamo sia urgente ovviare alla cancellazione - imprevista - di alcuni commi che non permettono più alla cooperazione sociale di poter trovare uno sviluppo ulteriore nell’impresa sociale.
Occorre, inoltre, chiarire il riferimento, presente nella legge sull’impresa sociale, alla compatibilità delle norme con il decreto legislativo che riguarda le aziende partecipate dal Pubblico. Sarebbe già sufficientemente chiaro, nella legge delega e in altre parti del testo, affermare che gli enti pubblici pur potendo prendere parte ad un’impresa sociale, al pari del privato profit, non possono controllarne o coordinarne l’attività.

“Occorre chiarire e fugare ogni dubbio sul ruolo delle aziende partecipate dal Pubblico – continua Tassinari - che potrebbero avvalersi comunque dell’essere formalmente non pubblica amministrazione, ma enti privati comunque senza lucro, per controllare o coordinare indirettamente imprese sociali. Poche righe – aggiunge l’esponente delle Acli - chiarirebbero efficacemente la volontà del legislatore di non permettere un coordinamento o controllo non solo diretto, ma neanche lontanamente indiretto attraverso altre organizzazioni di emanazione pubblica”.
“Siamo certi – conclude il presidente Rossini - che guardando a questi punti con concretezza e determinazione, il nostro Paese potrà marcare un passaggio storico e strategico per promuovere una società più giusta”.
Foto notizia 'A Biella il 18 Maggio un Convegno sull’Amministratore di Sostegno.'
Notizie  11 Maggio 10.14
Vi segnaliamo questa interessante iniziativa della FAP ACLI di Biella da sostenere e diffondere.
Il convegno verterà su  "L'Amministratore di Sostegno: un aiuto su misura ed accessibile a tutti" ed è previsto per giovedì 18 maggio 2017 presso Città Studi di Biella alle ore 14.30.
Gli interventi tratteranno l'ambito istituzionale, con la partecipazione del Presidente del Tribunale di Biella e di un Giudice Onorario della Cancelleria Volontaria. Dopo una pausa, con rinfresco offerto dalla FAP-ACLI, si procederà con l'ambito socio-assistenziale, con contributi dei Presidenti dei consorzi IRIS e CISSABO.

Modalità di iscrizione: compilare modulo di adesione in allegato entro il 10 maggio ed inviarlo a biella@fap.acli.it.
Partecipazione gratuita.


Massimo Tarasco
Presidente Regionale ACLI Piemonte



Foto notizia 'L’USACLI sostiene la ricerca con il "Cuore". Il 30 Maggio a Torino la partita della Nazionale Cantanti!'
Notizie  09 Maggio 09.10
Anche quest’anno l’US ACLI è tra i partner della 26esima edizione della Partita del Cuore 2017, che si terrà martedì 30 maggio alle ore 20,00 a Torino presso lo Juventus Stadium
L’evento rappresenta ormai un punto di riferimento per tutti coloro che scelgono così di unire la passione calcistica con la beneficenza, andando a sostenere le nobili cause che ogni anno coinvolgono il mondo della ricerca scientifica. 

A scendere in campo sarà ancora una volta la nazionale cantanti, l’ormai noto gruppo di artisti che da oltre trent’anni si prestano ad un ambito, quello sportivo, indipendentemente dalle proprie doti calcistiche.
Quest’anno sarà un’edizione particolare perché la Nazionale Cantanti festeggia i suoi trent’anni di associazionismo.
L’US ACLI di Torino sosterrà l’iniziativa attraverso la partecipazione e proponendo ai propri soci i biglietti ad un prezzo convenzionato e l’incasso sarà devoluto a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus e alla Fondazione Telethon.
Sarà anche l’occasione di poter organizzare un’animazione pre-partita sul campo con un gruppo di ragazzi/bambini dai 7 ai 12 anni; i ragazzi coinvolti dovranno acquistare comunque un biglietto e per agevolare la partecipazione si è pensato ad una formula 2 accompagnatori + 1 bambino a euro 20,00. Per chi fosse interessato è necessario mandare una mail a usaclipartitadelcuore2017@gmail.com con i dati dei bambini ed un recapito telefonico del referente del gruppo.

Vi chiedo pertanto di dare ampia diffusione all’evento e, in particolare ai Presidenti Provinciali ACLI, di coinvolgere le diverse realtà del proprio Sistema Aclista Provinciale.
In allegato trovate la locandina con tutte le informazioni specifiche per la partecipazione.

L’US ACLI di Torino è a disposizione per qualsiasi chiarimento, informazioni e acquisto biglietti e vi aspetta numerosi
(US ACLI Torino- Via Perrone 3bis – Tel. 011/5712863-861 – info@usaclitorino.it)

Buona partita e buon divertimento a tutti

Un caro saluto


Il Presidente Reg.le ACLI Piemonte
Massimo Tarasco
Foto notizia 'Il Forum del Terzo Settore in Piemonte esprime preoccupazione in merito all’attuazione della Riforma del Terzo Settore'
Notizie  04 Maggio 09.21
Diffondiamo, e chiediamo la maggior divulgazione possibile, la presa di posizione del Forum del Terzo Settore del Piemonte che chiede una revisione dei tempi di approvazione dei decreti attuativi della riforma del Terzo Settore, in modo da permettere un maggior confronto, per una riforma che sia davvero efficacie e utile.
Massimo Tarasco
Presidente Regionale ACLI Piemonte


"L'assemblea soci del Forum del Terzo Settore in Piemonte riunita il giorno 2 maggio a Torino presso la sede di ARCI, per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario dell’anno 2016, ha unanimemente votato un ordine del giorno in cui chiede agli organi del Forum Terzo Settore nazionale di adoperarsi in tutti i modi affinché sia resa possibile una proroga dei tempi stabiliti dal Parlamento per la promulgazione dei decreti attuativi della Legge 106/2016 recante le norme di riforma del terzo settore.
Il dialogo positivo con il Forum Nazionale del Terzo Settore da parte del Governo, che in questi giorni ha portato alla formalizzazione di un Tavolo di confronto politico tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Forum, va rafforzato per consentire che la riforma tanto attesa possa portare i benefici promessi.
Il dibattito in corso non sembra aver tenuto conto dei buoni auspici indicati nel testo di delega e delle origini del percorso, che ha visto gli enti di Terzo Settore, ed anche il Forum regionale del Piemonte, adoperarsi per un risultato migliorativo delle norme in vigore.
In particolare esprimiamo forti preoccupazioni in merito al nuovo Codice del terzo settore, che in alcuni passaggi sembrerebbe voler calare modelli organizzativi aziendali sulle Organizzazioni di Volontariato (OdV) e Associazioni di Promozione Sociale (APS), e sulla bozza riguardante la politica di riordino fiscale che, in particolare per quanto riguarda le APS, rischia di essere un passo indietro persino rispetto alle norme vigenti scritte già negli anni novanta (D.Lgs 460/97 e L. 398/91) e di non agevolare il Terzo Settore nella sua quotidiana azione di promozione del bene comune.
Da questo punto di vista è importante che il Codice ricuperi fino in fondo la sostanza e lo spirito che hanno animato due fra le più importanti leggi di settore degli ultimi anni (L. 266/91 e L. 383/2000). La natura e le attività delle associazioni vanno riconosciute anche nella capacità di essere agenti di coesione sociale in contesti territoriali spesso marginali, periferici, nei quali è importante mobilitare la partecipazione attiva dei cittadini, sempre più difficile a causa di situazioni di lavoro e ritmi di vita non incentivanti: la riforma, nel tentativo di aggiungere strumenti di verifica del fatto che un’associazione operi in una logica “sociale”, deve evitare di farlo in modo eccessivamente burocratico, intrusivo e costoso, con la possibile conseguenza di disincentivare l’associazionismo.
È inoltre fondamentale trovare modi e forme per coordinare al meglio il codice anche nel rapporto con il mondo delle Imprese Sociali.
Pertanto il Forum del Terzo Settore del Piemonte ribadisce la necessità di raggiungere un risultato che possa portare alle diverse forme organizzative del terzo settore: maggiore sostegno, semplificazione e chiarezza, anche rivedendo i tempi di deliberazione al fine di arrivare all'obiettivo auspicato da tutti.

per il Forum del Terzo Settore in Piemonte
Anna Di Mascio, Portavoce regionale
Marco Canta, Portavoce regionale
Gabriele Moroni, Segretario generale

Aderiscono al Forum del Terzo Settore in Piemonte:
Cooperazione Sociale
• FEDERSOLIDARIETÀ - Confcooperative
• LEGACOOPSOCIALI Piemonte
• Consorzio SINAPSI
• SELF-Consorzio Regionale della Cooperazione Sociale
Mutuo Soccorso
• Coordinamento SOMS Piemonte • SNMS Cesare Pozzo
Cooperazione internazionale
• COP-Consorzio Ong Piemontesi
• CICSENE-cooperazione e sviluppo locale
Volontariato
• ADA Volontariato Torino • ANFFAS Piemonte Onlus • ANPAS Piemonte
• ANTEAS Piemonte
• ANTEAS Torino
• AUSER Piemonte
• AVIS Piemonte
• AVO Regionale Piemonte ONLUS • Croce Verde di Torino
• GiOC
Associazioni di Promozione Sociale
• ACLI Piemonte
• AGESCI Piemonte
• AGS per il Territorio
• ARCI Piemonte
• Associazione LA BOTTEGA DEL POSSIBILE
• Federazione SCS/CNOS Salesiani per il sociale
Enti di Promozione Sportiva
• AICS Piemonte
• PGS Piemonte
• UISP Piemonte
• US ACLI Piemonte
Enti di Servizio Civile
• TESC Piemonte
• ASC Arci Servizio Civile
Altre associazioni
• Associazione CasaOz Onlus
• CNCA-Coordinamento Piemontese
• Gruppo Abele Onlus
• CIE Centro di Iniziativa per l’Europa
Foto notizia 'RIFORMA DEL TERZO SETTORE, LE ACLI PUBBLICANO IL POSITION PAPER'
Notizie  18 Apr 09.36
Roma, 14 aprile 2017 – “Il terzo settore, il percorso della riforma e l’urgenza di una nuova stagione della democrazia" è il titolo del position paper pubblicato oggi dalle Acli.
“Di fronte alla crescita delle diseguaglianze e della povertà e all’alimentarsi di un clima di disaffezione civile, il Terzo settore può rappresentare un risveglio della democrazia, attraverso il quale le persone e le comunità osano fare di più, concretamente e quotidianamente, per generare e reclamare un domani migliore, più giusto, solidale e sostenibile”.
È quanto si legge nel documento, che è possibile scaricare dal sito internet delle Acli nella sezione “I documenti delle Acli”. Il position paper è stato realizzato dal Dipartimento terzo settore dell’associazione cristiana e approvato dalla presidenza nazionale. Si tratta di una dichiarazione ufficiale attraverso la quale le Acli prendono una posizione circa il percorso di riforma del Terzo settore.
Le Acli guardano con fiducia a un percorso che coinvolga effettivamente le rappresentanze del Terzo settore - in particolare il Forum del Terzo Settore - per rispondere in modo efficace a tre esigenze di fondo: chiarire e delimitare che cosa sia il Terzo settore; semplificare effettivamente l’attività di chi opera nel Terzo settore e promuoverne le esperienze.
In allegato un abstract del documento.
Foto notizia 'MASSIMO TARASCO ELETTO PRESIDENTE DELLE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  02 Maggio 2016
Si è riunito, Venerdì 29 Aprile 2016 a Torino, il Consiglio Regionale delle ACLI Piemonte eletto dal recente Congresso Regionale con all’ordine del giorno la nomina degli organi statutari. Il Consiglio ha eletto, all’unanimità, Presidente Regionale per il quadriennio 2016-2020 l’uscente MASSIMO TARASCO che inizia così il suo secondo mandato alla guida dell’associazione.
Massimo Tarasco, 52 anni di Torino, sposato con due figli, ha guidato le ACLI Piemonte dal 2012 sostenendo in particolare i processi di integrazione del Sistema Aclista Regionale (Circoli, Patronato, EnAIP, CAF, ACLI Colf, CTA, FAP ACLI, US ACLI, cooperazione sociale...), l’impegno sui temi del lavoro, del welfare, la battaglia per l’introduzione di politiche attive contro la povertà, tenendo sempre insieme momenti di formazione con l’azione sociale.
Il Presidente TARASCO, ringraziando per la rinnovata fiducia, ha ribadito il bisogno di affrontare la fase che stiamo attraversando nella continuità di ACLI Piemontesi coese e determinate.
“I risultati che abbiamo raggiunto nei quattro anni passati sono arrivati perché abbiamo investito su un vero “gioco di squadra” a livello Regionale, nella comune consapevolezza che “l’essersi riconosciuti” vicendevolmente fra Province e Settori del nostro Sistema Aclista, è stata la condizione essenziale per le sfide che abbiamo affrontato insieme”
Tutti i Consiglieri intervenuti hanno convenuto nel dare un giudizio molto positivo del XIII Congresso Regionale svoltosi a Cuneo il 16 e 17 Aprile e sottolineato positivamente i contenuti programmatici e politici che sono emersi. Ora le ACLI Piemontesi si apprestano a vivere insieme il 25° Congresso Nazionale che si svolgerà a Livorno dal 5 all’8 Maggio e che concluderà il lungo percorso democratico dell’associazione.

TORINO, 2 MAGGIO 2016


In gestione allegati le foto del Consiglio
Foto notizia 'Dal 5 all’8 maggio prossimi il XXV Congresso Nazionale delle Acli'
Congresso regionale  28 Apr 2016
Roma, 28 aprile 2016 - «Niente paura. Con le Acli attraversiamo il cambiamento» è il titolo del XXV Congresso nazionale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) che si aprirà a San Vincenzo (Livorno) tra una settimana, giovedì 5 maggio e proseguirà fino a domenica 8 maggio prossimi.
Per la venticinquesima volta nel corso della loro storia settantennale le Acli celebrano il Congresso per dibattere i temi prioritari dell'agenda sociale e civile del Paese: dalla riforma del welfare alla previdenza, alla lotta alla povertà, al lavoro e alla partecipazione democratica.
I lavori del Congresso si apriranno giovedì pomeriggio 5 maggio, mentre venerdì mattina ci sarà la relazione del presidente nazionale Gianni Bottalico. Sabato e domenica, infine, le votazioni del Presidente e del Consiglio Nazionale. Nel corso dei lavori sono previsti, insieme ai saluti istituzionali, gli interventi di numerosi ospiti del mondo dell'associazionismo, del terzo settore, della politica.
L'hashtag per le reti sociali del Congresso è #AcliNientePaura
www.acli.it
Il Congresso si svolge al Garden Club Toscana, in Via della Principessa km. 17,500 - San Vincenzo (LI).
Foto notizia 'Si è concluso il XIII CONGRESSO REGIONALE ACLI PIEMONTE'
Congresso regionale  18 Apr 2016
Si è concluso ieri a Cuneo il XIII Congresso regionale delle ACLI Piemonte.
Tre giornate intense con il prologo del convegno su “Dopo JOBS ACT in Piemonte: tra Lavoro e Formazione Professionale” organizzato da ACLI Piemonte con EnAIP Piemonte svoltosi Venerdì 15 Aprile. Importanti le interlocuzione e gli ospiti che hanno voluto essere presenti alle varie parti dell’iniziativa. Venerdì il Sottosegretario Al Lavoro Gigi Bobba e l’Assessore Regionale Gianna Pentenero hanno risposto alle sollecitazioni del Presidente Regionale Massimo Tarasco e del Presidente di Enaip Piemonte Luca Sogno sul tema del lavoro in Piemonte. Insieme a Marco Canta portavoce del Forum Del Terzo Settore e a Marcello Maggi della segreteria regionale della CISL si è cercato di mettere a tema l’impatto della crisi occupazionale in Piemonte e gli effetti della nuova normativa.
Sabato il Congresso è entrato nel vivo con la relazione del Presidente Tarasco.
“Mi piacerebbe” - ha esordito il Presidente - “che questo Congresso, senza perdere di vista il proprio compito di verifica politica e organizzativa del quadriennio passato e quello di analisi e di programmazione di quello futuro, trovasse il tempo e la forza di “ri-portare al cuore”... “l’anima delle ACLI”...il senso profondo e più autentico del nostro stare insieme.Crisi economica, terrorismo, guerre, razzismo, violenza, sfruttamento, miseria, corruzione, mettono a rischio l’anima della nostra stessa società. Spingono alla disgregazione sociale, all’individualismo, alla rassegnazione e all’indifferenza.”
In particolare il presidente Tarasco si è soffermato, nella sua relazione, sul tema dell’Europa e della crisi economica e italiana:
“A fronte di un progetto di unione politica ed economica che ha spinto i padri fondatori a tentare una impresa storica, l’Europa di oggi, pur rimanendo una conquista preziosa fatta di pace e prosperità, è ferma sul piano dell’integrazione istituzionale, su quello dell’espansione economica e, soprattutto, su quello dell’autorevolezza politica come soggetto forte e unitario negli equilibri mondiali.”
“Se l’Europa avrà la volontà di reagire lo spazio di rigenerazione e di recupero del nostro continente è evidente a tutti. L’Europa può essere ancora il catalizzatore di una stagione di pace e di sviluppo mondiale, non solo per le energie ideali e storiche che possiede ma anche per la sua collocazione geo-politica. Forse non è un caso che sia l’obiettivo principale delle forze terroristiche di questo ultimo periodo.”
Le ACLI sono preoccupate, in particolare, per la situazione politica e per l’efficacia delle istituzioni nel reagire alla crisi sociale. “La questione vera” - si continua a leggere nella relazione - “è che non c’è un riformismo efficace senza partecipazione, senza che le idee e le innovazioni che la politica propone siano capaci di diventare un patrimonio comune capace di essere sostenute dalle persone che le dovrebbero assumere.
Non c’è un cambiamento possibile senza un nuovo rapporto tra Politica e Società e senza una cultura politica nuova, capace di dare alla Democrazia del nostro Paese nuovi strumenti di partecipazione e di protagonismo delle persone.”
A queste sollecitazioni ha reagito per primo il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino che ha ribadito la disponibilità della Regione a lavorare con le ACLI sulle priorità individuate dalla relazione e in particolare sul tema della della lotta alla povertà e del lavoro.
Tra gli altri sono intervenuti anche il Viceministro all’Agricoltura Andrea Olivero, il Segretario Generale della CISL Alessio Ferraris e il sindaco Federico Borgna.
Il Congresso è stato anche accompagnato dalla Messa per i delegati officiata dal Vescovo di Cuneo Mons. Piero Delbosco e dal Direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro Piemontese don Flavio Luciano. Le conclusioni sono state di Stefano Tassinari della Presidenza Nazionale ACLI.
In chiusura del congresso sono stati eletti i 16 componenti del nuovo Consiglio regionale Acli Piemonte.
Il più votato è stato il Presidente in carica, Massimo Tarasco (Torino) con 42.000 voti seguito da Mario Tretola (Cuneo) 37.200 e Mara Ardizio (Novara) 34.600.

Risultano eletti anche: Luca Sogno (Vercelli), Gilberto Rollino (Biella), Marina Bisio (Alessandria), Elio Lingua (Cuneo), Roberto Genta (Asti), Roberto Santoro (Torino), Liliana Magliano (Torino), Claudio Ferrato (Vco), Raffaella Dispenza (Torino), Paolo Giordano (Cuneo), Maria Luisa Martello (Cuneo), Giovanna Martini (Cuneo) e Carmelina Nicola (Torino).

Tra una decina di giorni il Consiglio si riunirà per eleggere il nuovo Presidente. Candidato unico per il secondo mandato è lo stesso Massimo Tarasco.

Torino 18 Aprile 2016

In allegato la Relazione Congressuale e la rassegna stampa
5x1000
Progetti
Foto notizia ' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"' #5x1000 Acli: "Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo?"
"Non siamo tutti uguali, come fai a non vederlo? Insieme alle Acli contro povertà e diseguaglianza". Questo il focus della campagna 5x1000 per l’anno 2015.
La povertà e la disuguaglianza in Italia interessano, oltre alle fasce sociali deboli, anche una parte sempre crescente del mondo del lavoro, sia dipendente sia autonomo. Realtà un tempo ritenute al riparo dal rischio di disagio sociale, oggi ne sono colpite. Per far fronte a questa situazione le Acli propongono una piattaforma di proposte politiche ed una serie di attività concrete sul territorio nazionale e internazionale.
Tra le proposte politiche più significative il Reddito di inclusione sociale (Reis) promosso assieme alla “Alleanza contro la povertà” e l’integrazione dei trattamenti pensionistici al minimo vitale promosso assieme alla Fap Acli. La condizione di povertà e diseguaglianza limita le opportunità e rende le persone “invisibili” Per questo l’invito è ad “aprire gli occhi”, riconoscere le situazioni nelle quali povertà e disuguaglianza si manifestano e a impegnarsi in un protagonismo attivo utilizzando tutte le opportunità di scelta. Compreso la scelta di impegnarsi e di scegliere a chi destinare il proprio 5xmille.
Più di un centinaio i progetti territoriali realizzati ogni anno. Una piccola parte legata alle attività internazionali di volontariato e cooperazione e il resto diffuso sul territorio nazionale.
Ne emerge una mappatura territoriale di criticità e nuove povertà ma anche di persone che hanno scelto di impegnarsi per contrastarle.

Cos'è il 5x1000
Ogni anno lo Stato Italiano destina una quota delle tue imposte (il 5x1000 dell’Irpef) a supportare enti che svolgono attività socialmente rilevanti.
Scegliere a chi destinare questa quota è molto semplice ma soprattutto è gratis.Non farlo lascia automaticamente la tua imposta nel bilancio generale dello Stato.
La scelta non è alternativa a quella di destinazione dell’8xmille. Si possono fare entrambe.

Come devolvere il 5x1000
Per esprimere la tua scelta basta una firma al momento della dichiarazione dei redditi, sul Modello Unico o sul Modello 730.
Chi è dispensato dall’obbligo di presentare la dichiarazione può comunque scegliere con l’apposita scheda allegata al CU.
Il riquadro da firmare è quello destinato alle Associazioni di Promozione Sociale e il codice fiscale da inserire è 80053230589.

Partecipa e condividi
Aiutaci a promuovere l'azione sociale delle Acli attraverso la scelta del 5x1000.

#Sceglitu
Foto notizia 'Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati' Progetto Pegaso: primi appuntamenti per promuovere l’associazionismo tra gli immigrati
Il progetto PEGASO, finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007–2013, intende favorire il protagonismo delle associazioni e dei cittadini e delle cittadine immigrati e immigrate, sostenendo il ruolo delle associazioni e dei cittadini stranieri come agenti per promuovere lo sviluppo del loro capitale umano e sociale e della loro integrazione socioculturale, economica, civile sul territorio dell’Astigiano. Il progetto è promosso dalle ACLI Piemonte, Enaip Piemonte, PIAM onlus - Progetto Integrazione Accoglienza Migranti, LA STRADA SCS e JOKKO SCS.

Alla rete di progetto hanno aderito, oltre alle ACLI Astigiane anche il Comune di Asti, la Commissione Diocesana Migrantes di Asti e l’Associazione Daleialei - Donne associate liberamente e in accoglienza di lei - sempre di Asti.

Sabato 4 Ottobre si svolgeranno i primi due workshop:

• dalle 10 alle 13 ad ASTI presso il Centro culturale San Secondo Via Carducci 22
• dalle 16 alle 19 a CANELLI (Asti) presso Centro San Paolo Viale Italia 15

Questi appuntamenti vogliono essere un primo momento di scambio finalizzato a condividerecriticità, fabbisogni, potenziali ambiti di collaborazione con i cittadini stranieri.

Chi fosse interessato può contattare il

Centro Culturale Cittadino San Secondo
Via Carducci 22 -ASTI
Tel .0141354030
progettopegaso@aclipiemonte.it
Foto notizia ' La straordinaria attualità di Gandhi: religione e laicità, contro il terrorismo e ogni guerra'
Editoriali  30 Gen 2015
Di Mao Valpiana*

Non aveva partecipato ai festeggiamenti per l’indipendenza indiana, dopo averla conquistata con il satyagraha (la forza della verità o nonviolenza), perché la separazione tra India e Pakistan era per lui una grande sconfitta. E’ stato assassinato da un giornalista indù, alla testa di un complotto, che non gli aveva perdonato la sua azione per la riconciliazione religiosa e la sua apertura ai musulmani. Gandhi, che era di religione indù, fu considerato dai fondamentalisti di entrambe le parti come un pericolo. Sono passati 67 anni, da quel 30 gennaio del 1948, e il fondamentalismo è ancora un pesante ostacolo per i processi di pacifica convivenza; il terrorismo internazionale si maschera dietro una religione per raggiungere l'obiettivo politico di destabilizzare e conquistare potere.
Dunque, non si può parlare di Gandhi senza riferirsi alla sua esperienza e alla sua definizione di religione: “E’ l’elemento permanente della natura umana; non ritiene nessun sacrificio troppo grave per trovare piene espressione e lascia l’anima totalmente inquieta fino a che non ha trovato se stessa, conosciuto il suo Creatore e sperimentato la vera corrispondenza fra il creatore e se stessa”. E poi prosegue: “Per me Dio è verità e amore; Dio è etica e morale; Dio è coraggio. Dio è la fonte della luce e della vita e tuttavia è di sopra e di là di tutto questo. Dio è coscienza. E’ perfino l’ateismo dell’ateo. Trascende la parola e la ragione. E’ un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo contatto. E’ la più pura essenza. E’, semplicemente, per coloro che hanno fede. E’ tutte le cose per tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi…”.
Siamo in presenza di una religione aperta, libera, accogliente, amorevole, umana. La religione di Gandhi coincide con la ricerca della Verità, perché Dio stesso è Verità, e la Verità è Dio. In questo senso per Gandhi ogni problema che si pone, ogni questione che si deve affrontare, politica, sociale, economica, etica, collettiva o personale, è una sfida religiosa: “per me ciascuna attività, anche la più modesta, è guidata da quella che io considero la mia religione… la mia attività politica, come tutte le altre mie attività, procede dalla religione… perciò anche nella politica dobbiamo stabilire il regno dei cieli”. Tuttavia in Gandhi c’è posto anche per una piena laicità. Ha saputo essere, insieme, un grande religioso e una grande statista: “se fossi un dittatore, religione e Stato sarebbero separati. Credo ciecamente nella mia religione. Voglio morire per essa. Ma è una mia faccenda personale. Lo Stato non c’entra. Lo Stato dovrebbe preoccuparsi del benessere temporale, dell’igiene, delle comunicazioni, delle relazioni con l’estero, della circolazione monetaria e così via, ma non della vostra o mia religione. Questa è affare personale di ciascuno”.
Forse non è un caso che Gandhi avesse una grande ammirazione proprio per due italiani, San Francesco d’Assisi (riformatore religioso) e Giuseppe Mazzini (riformatore laico).
Oggi nel mondo intero Gandhi è considerato il profeta della nonviolenza, ma il rischio è quello di farne un santo, un eroe, un simbolo, un mito. Gandhi, invece, nel corso di tutta la sua azione sociale e politica si è sempre sforzato di far capire che ciò che lui ha fatto poteva farlo chiunque altro, che “la verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. La novità emersa con Gandhi consiste nell’aver saputo trasformare le nonviolenza da fatto personale a fatto collettivo, da scelta di coscienza a strumento politico: con Gandhi la nonviolenza non è più solo un mezzo per salvarsi l’anima, ma diventa un modo per salvare la società. La nonviolenza è sempre esistita, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, in oriente e in occidente, nei sacri testi della Bibbia e del Corano, della Bhagavad Gita e del Buddhismo. Ma è con Gandhi che la nonviolenza diventa un’arma di straordinaria potenza per liberare le masse oppresse. Il Mahatma ci ha fatto scoprire che la nonviolenza è insieme un fine ed un mezzo, che per abbracciare e farsi abbracciare dal satyagraha ci vuole fede, pazienza, sacrificio, dedizione, addestramento: “Il satyagrahi si allena giorno per giorno, in ogni istante della propria vita, per diventare capace di soffrire con gioia e apprendere la difficile arte del dono della vita. Egli agisce senza recriminazioni, con distacco, senza aspettarsi il risultato immediato delle proprie azioni e senza rivendicarne il merito. Non si stupisce della violenza che puo' essergli inflitta, non agisce con rabbia e utilizza ogni occasione che gli si presenta per trasformare il male con il bene.”
Gandhi è stato un grande innovatore, è stato l’uomo che ha riscattato il ventesimo secolo che altrimenti sarebbe stato consegnato alla storia come un secolo buio, per gli orrori delle guerre mondiali e per l’olocausto nei campi di sterminio. Gandhi è la preziosa eredità per il nuovo secolo.
La lezione di Gandhi ha suscitato molti proselitismi, in ogni parte del mondo. Dagli Stati Uniti di Martin Luther King, al Sudafrica di Mandela, dalla Birmania di Aung San Suu Kyi, al Tibet del Dalai Lama, ed in Italia con Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci; in America Latina e in Europa, ovunque vi sono gruppi o popoli che lottano per i loro diritti ispirandosi alla forza attiva del satyagraha.
“Se posso dirlo senza arroganza e con la dovuta umiltà, il mio messaggio e i miei metodi sono validi, nella loro essenza, per il mondo intero; ed è motivo di viva soddisfazione per me sapere che hanno già suscitato mirabile rispondenza nel cuore di un grande e sempre crescente numero di uomini e donne dell’Occidente”.
Oggi infatti non si può parlare di pacifismo senza fare i conti con la nonviolenza gandhiana. La mobilitazione contro la guerra e il terrorismo (la guerra è terrorismo su vasta scala, e il terrorismo è una guerra contro la società) è coerente e vincente solo se fatta con i mezzi della nonviolenza. “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità”. Gandhi condanna il ricorso alla violenza, senza appello, e ci indica anche il metodo giusto alternativo: “Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto”. Dunque la nonviolenza di Gandhi è soprattutto prassi, azione, sperimentazione. Tutta la sua vita è spesa in questa ricerca, tanto da intitolare la sua autobiografia “Storia dei miei esperimenti con la verità”.
Il mondo è solo all’inizio dell’esplorazione delle potenzialità della nonviolenza, la sola via che può salvare l’umanità.

* presidente del Movimeto Nonviolento
Foto notizia 'Un’altra difesa è possibile! E’ partita la campagna raccolta firme.'
Editoriali  10 Dic 2014
“Un’altra difesa è possibile”. E’ questo il titolo della Proposta di legge d’iniziativa popolare lanciata a livello nazionale con l’obiettivo di chiedere allo Stato l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la Difesa Civile, non armata e Nonviolenta.  La legge per cui si domanda la firma chiede che il Dipartimento in questione comprenda i Corpi Civili di Pace e l’Istituto di Ricerche sulla Pace e il Disarmo e si ponga in rete con il Dipartimento della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Si vuole dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra (art 11), realizzando una difesa civile alternativa alla difesa militare, permettendo così a tutti i cittadini di assolvere il dovere di difendere la Patria (art 52) con pari dignità ed efficacia, nei modi e nelle forme coerenti ai loro valori e ideali. Per finanziare la Difesa Civile, si chiede siano trasferiti fondi dalla riduzione delle spese militari. Si potrà poi fare, come contribuenti, la scelta di destinare la quota del 6 x 1000 dell’imposta sul reddito a sostegno della difesa civile. Non si tratta dunque di spendere di più, ma di spendere meglio. L’obiettivo è chiaro: dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. Che significa: difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali; difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni, anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono. La difesa, nella sua accezione più piena, attiene alla vita quotidiana: siamo più difesi se abbiamo una buona protezione del territorio, se si rafforza il welfare, se si opera nelle periferie, se si creano prospettive di lavoro buono e dignitoso per tutti. Sotto questa luce la Campagna “Un’altra difesa è possibile" è quanto mai concreta e vicina ai bisogni di chi sta soffrendo la crisi. Chiede un impegno di ricerca, di studio, di formazione e informazione corretta e diffusa che coinvolgendo tutti i cittadini, permetta di conoscere e sperimentare un modello di difesa che utilizzi mezzi e strategie nonviolente. Tutto il cammino di raccolta firme iniziato il 28 Novembre proseguirà sino a Maggio 2015, costituirà un momento importante di confronto e riflessione partecipata sui contenuti della legge. Per presentare una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, una delle due forme di “democrazia diretta” previste dal nostro ordinamento (l’altro è il referendum) è necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate nell’arco di 6 mesi.

Le firme saranno poi consegnate al Presidente della camera per la discussione in aula.

Si invita tutte le sedi provinciali acliste a mobilitarsi per costituire o aderire ai comitati locali per sostenere la Campagna "Un’Altra difesa è possibile" e coinvolgere attivamente i giovani in servizio civile volontario. Il Comitato Regionale a cui aderisocno anche le ACLI Piemonte ha sede presso il TESC (Tavolo enti Servizio Civile) sito nel Centro Sereno Regis a Torino in via Garibaldi, 13. Troverete a disposizione i moduli di raccolta firme e materiale informativo.


Per info potete consultare il sito http://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/


Mario Tretola
VicePresidente Regionale ACLI 
Responsabile Pace e Stili di Vita 
ACLI Piemonte
Foto notizia 'ACLILine-La newsletter del Sistema ACLI Piemonte MAGGIO 2017'
Sviluppo Associativo  17 Maggio 12.46
E’ uscito il numero di MAGGIO 2017 di ACLILine-La newsletter del Sistema ACLI Piemonte.
Il file, in formato pdf, si può scaricare, come sempre, nella sezione allegati oppure richiesto inviando una mail a redazione@aclipiemonte.it.

BUONA LETTURA A TUTTI

Il Referente Comunicazione Sistema ACLI Piemonte
Fabio Protasoni

La Segreteria Reg.le Sistema ACLI Piemonte
Adriana Nitto