img
Editoriali  29 Nov 10.56
La presentazione delle foto scatatte durante il Progetto INTERTAZIONI-AssociAzioni realizato dalle ACLI Piemonte per la Regione Piemonte.



 


 
img
Editoriali  29 Nov 09.43
 Un percorso lungo un anno, di incontri, attese, progetti, volti e ricchezze. Ecco il video del progetto FAMI INTERAZIONI-AssociAzione che le ACLI Piemonte hanno realizzato per conto della Regione Piemonte nel territorio di Cuneo. Una splendita esperienza che cerchiamo di ripercorrere in 15 minuti di testimonianze e immagini. Un grazie ad Andrea Icardi che lo ha realizzato.
 
 
 
 
img
Editoriali  30 Gen 2015
Di Mao Valpiana*

Non aveva partecipato ai festeggiamenti per l’indipendenza indiana, dopo averla conquistata con il satyagraha (la forza della verità o nonviolenza), perché la separazione tra India e Pakistan era per lui una grande sconfitta. E’ stato assassinato da un giornalista indù, alla testa di un complotto, che non gli aveva perdonato la sua azione per la riconciliazione religiosa e la sua apertura ai musulmani. Gandhi, che era di religione indù, fu considerato dai fondamentalisti di entrambe le parti come un pericolo. Sono passati 67 anni, da quel 30 gennaio del 1948, e il fondamentalismo è ancora un pesante ostacolo per i processi di pacifica convivenza; il terrorismo internazionale si maschera dietro una religione per raggiungere l'obiettivo politico di destabilizzare e conquistare potere.
Dunque, non si può parlare di Gandhi senza riferirsi alla sua esperienza e alla sua definizione di religione: “E’ l’elemento permanente della natura umana; non ritiene nessun sacrificio troppo grave per trovare piene espressione e lascia l’anima totalmente inquieta fino a che non ha trovato se stessa, conosciuto il suo Creatore e sperimentato la vera corrispondenza fra il creatore e se stessa”. E poi prosegue: “Per me Dio è verità e amore; Dio è etica e morale; Dio è coraggio. Dio è la fonte della luce e della vita e tuttavia è di sopra e di là di tutto questo. Dio è coscienza. E’ perfino l’ateismo dell’ateo. Trascende la parola e la ragione. E’ un Dio personale per coloro che hanno bisogno della sua presenza personale. E’ incarnato per coloro che hanno bisogno del suo contatto. E’ la più pura essenza. E’, semplicemente, per coloro che hanno fede. E’ tutte le cose per tutti gli uomini. E’ in noi e tuttavia al di sopra e aldilà di noi…”.
Siamo in presenza di una religione aperta, libera, accogliente, amorevole, umana. La religione di Gandhi coincide con la ricerca della Verità, perché Dio stesso è Verità, e la Verità è Dio. In questo senso per Gandhi ogni problema che si pone, ogni questione che si deve affrontare, politica, sociale, economica, etica, collettiva o personale, è una sfida religiosa: “per me ciascuna attività, anche la più modesta, è guidata da quella che io considero la mia religione… la mia attività politica, come tutte le altre mie attività, procede dalla religione… perciò anche nella politica dobbiamo stabilire il regno dei cieli”. Tuttavia in Gandhi c’è posto anche per una piena laicità. Ha saputo essere, insieme, un grande religioso e una grande statista: “se fossi un dittatore, religione e Stato sarebbero separati. Credo ciecamente nella mia religione. Voglio morire per essa. Ma è una mia faccenda personale. Lo Stato non c’entra. Lo Stato dovrebbe preoccuparsi del benessere temporale, dell’igiene, delle comunicazioni, delle relazioni con l’estero, della circolazione monetaria e così via, ma non della vostra o mia religione. Questa è affare personale di ciascuno”.
Forse non è un caso che Gandhi avesse una grande ammirazione proprio per due italiani, San Francesco d’Assisi (riformatore religioso) e Giuseppe Mazzini (riformatore laico).
Oggi nel mondo intero Gandhi è considerato il profeta della nonviolenza, ma il rischio è quello di farne un santo, un eroe, un simbolo, un mito. Gandhi, invece, nel corso di tutta la sua azione sociale e politica si è sempre sforzato di far capire che ciò che lui ha fatto poteva farlo chiunque altro, che “la verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”. La novità emersa con Gandhi consiste nell’aver saputo trasformare le nonviolenza da fatto personale a fatto collettivo, da scelta di coscienza a strumento politico: con Gandhi la nonviolenza non è più solo un mezzo per salvarsi l’anima, ma diventa un modo per salvare la società. La nonviolenza è sempre esistita, presente in tutte le culture e in tutte le religioni, in oriente e in occidente, nei sacri testi della Bibbia e del Corano, della Bhagavad Gita e del Buddhismo. Ma è con Gandhi che la nonviolenza diventa un’arma di straordinaria potenza per liberare le masse oppresse. Il Mahatma ci ha fatto scoprire che la nonviolenza è insieme un fine ed un mezzo, che per abbracciare e farsi abbracciare dal satyagraha ci vuole fede, pazienza, sacrificio, dedizione, addestramento: “Il satyagrahi si allena giorno per giorno, in ogni istante della propria vita, per diventare capace di soffrire con gioia e apprendere la difficile arte del dono della vita. Egli agisce senza recriminazioni, con distacco, senza aspettarsi il risultato immediato delle proprie azioni e senza rivendicarne il merito. Non si stupisce della violenza che puo' essergli inflitta, non agisce con rabbia e utilizza ogni occasione che gli si presenta per trasformare il male con il bene.”
Gandhi è stato un grande innovatore, è stato l’uomo che ha riscattato il ventesimo secolo che altrimenti sarebbe stato consegnato alla storia come un secolo buio, per gli orrori delle guerre mondiali e per l’olocausto nei campi di sterminio. Gandhi è la preziosa eredità per il nuovo secolo.
La lezione di Gandhi ha suscitato molti proselitismi, in ogni parte del mondo. Dagli Stati Uniti di Martin Luther King, al Sudafrica di Mandela, dalla Birmania di Aung San Suu Kyi, al Tibet del Dalai Lama, ed in Italia con Maria Montessori, Aldo Capitini, Danilo Dolci; in America Latina e in Europa, ovunque vi sono gruppi o popoli che lottano per i loro diritti ispirandosi alla forza attiva del satyagraha.
“Se posso dirlo senza arroganza e con la dovuta umiltà, il mio messaggio e i miei metodi sono validi, nella loro essenza, per il mondo intero; ed è motivo di viva soddisfazione per me sapere che hanno già suscitato mirabile rispondenza nel cuore di un grande e sempre crescente numero di uomini e donne dell’Occidente”.
Oggi infatti non si può parlare di pacifismo senza fare i conti con la nonviolenza gandhiana. La mobilitazione contro la guerra e il terrorismo (la guerra è terrorismo su vasta scala, e il terrorismo è una guerra contro la società) è coerente e vincente solo se fatta con i mezzi della nonviolenza. “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità”. Gandhi condanna il ricorso alla violenza, senza appello, e ci indica anche il metodo giusto alternativo: “Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto”. Dunque la nonviolenza di Gandhi è soprattutto prassi, azione, sperimentazione. Tutta la sua vita è spesa in questa ricerca, tanto da intitolare la sua autobiografia “Storia dei miei esperimenti con la verità”.
Il mondo è solo all’inizio dell’esplorazione delle potenzialità della nonviolenza, la sola via che può salvare l’umanità.

* presidente del Movimeto Nonviolento
img
Editoriali  10 Dic 2014
“Un’altra difesa è possibile”. E’ questo il titolo della Proposta di legge d’iniziativa popolare lanciata a livello nazionale con l’obiettivo di chiedere allo Stato l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la Difesa Civile, non armata e Nonviolenta.  La legge per cui si domanda la firma chiede che il Dipartimento in questione comprenda i Corpi Civili di Pace e l’Istituto di Ricerche sulla Pace e il Disarmo e si ponga in rete con il Dipartimento della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Si vuole dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra (art 11), realizzando una difesa civile alternativa alla difesa militare, permettendo così a tutti i cittadini di assolvere il dovere di difendere la Patria (art 52) con pari dignità ed efficacia, nei modi e nelle forme coerenti ai loro valori e ideali. Per finanziare la Difesa Civile, si chiede siano trasferiti fondi dalla riduzione delle spese militari. Si potrà poi fare, come contribuenti, la scelta di destinare la quota del 6 x 1000 dell’imposta sul reddito a sostegno della difesa civile. Non si tratta dunque di spendere di più, ma di spendere meglio. L’obiettivo è chiaro: dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. Che significa: difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali; difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni, anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono. La difesa, nella sua accezione più piena, attiene alla vita quotidiana: siamo più difesi se abbiamo una buona protezione del territorio, se si rafforza il welfare, se si opera nelle periferie, se si creano prospettive di lavoro buono e dignitoso per tutti. Sotto questa luce la Campagna “Un’altra difesa è possibile" è quanto mai concreta e vicina ai bisogni di chi sta soffrendo la crisi. Chiede un impegno di ricerca, di studio, di formazione e informazione corretta e diffusa che coinvolgendo tutti i cittadini, permetta di conoscere e sperimentare un modello di difesa che utilizzi mezzi e strategie nonviolente. Tutto il cammino di raccolta firme iniziato il 28 Novembre proseguirà sino a Maggio 2015, costituirà un momento importante di confronto e riflessione partecipata sui contenuti della legge. Per presentare una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, una delle due forme di “democrazia diretta” previste dal nostro ordinamento (l’altro è il referendum) è necessario raccogliere almeno 50.000 firme autenticate nell’arco di 6 mesi.

Le firme saranno poi consegnate al Presidente della camera per la discussione in aula.

Si invita tutte le sedi provinciali acliste a mobilitarsi per costituire o aderire ai comitati locali per sostenere la Campagna "Un’Altra difesa è possibile" e coinvolgere attivamente i giovani in servizio civile volontario. Il Comitato Regionale a cui aderisocno anche le ACLI Piemonte ha sede presso il TESC (Tavolo enti Servizio Civile) sito nel Centro Sereno Regis a Torino in via Garibaldi, 13. Troverete a disposizione i moduli di raccolta firme e materiale informativo.


Per info potete consultare il sito http://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/


Mario Tretola
VicePresidente Regionale ACLI 
Responsabile Pace e Stili di Vita 
ACLI Piemonte
img
Editoriali  04 Ott 2013
 Durante le Settimane Sociali di Torino Tv2000 ha diffuso una lunga intervsita alle ACLI sul tema delle esperienze di lavoro e di servizio nei confronti delle famiglie piemontesi in cui ha preso la parola anche il nostro Presidente Regionale Massimo Tarasco. Cliccando sul link potete vedere l’intero servizio.

Settimane Sociali di Torino - Testimonianze di sostegno ai giovani, agli anziani e alle famiglie:
http://youtu.be/kd2d8BEqcb8


img
Editoriali  07 Feb 2013
CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile) cui le Acli aderiscono, promuove la campagna "UN'ALLEANZA PER IL FUTURO DEL SERVIZIO CIVILE".

Il nostro Presidente Nazionale Gianni Bottalico ha aderito alla campagna nazionale.

Il documento è stato promosso al termine del convegno sul 40° della legge sull'obiezione di coscienza lo scorso dicembre con il movimento Nonviolento, il Forum del Terzo Settore, il Forum Nazionale Servizio Civile, il Forum Nazionale dei Giovani, Sbilanciamoci, la Tavola della Pace e Mir.

L'obiettivo del documento è interpellare partiti e candidati affinché prendano impegni precisi in merito al futuro del scn.

Vi invitiamo con calore a sostenere attivamente l'iniziativa con la vostra adesione.


Per sottoscrivere l'appello: http://www.cnesc.it/alleanza



Un’alleanza per il futuro del servizio civile
Negli ultimi 40 anni l’Italia ha visto nascere e consolidarsi il servizio civile, prima rivolto agli obiettori di coscienza al servizio militare e, dal 2001, svolto dai giovani, uomini e donne del SCN, su base volontaria. Circa un milione e trecentomila persone lo hanno realizzato, molte di più avrebbero voluto parteciparvi.
I cittadini residenti nel nostro Paese, soprattutto i più deboli, il patrimonio culturale e artistico, il protagonismo dei giovani ne hanno tratto giovamento.
Le difficoltà incontrate (un finanziamento pubblico incerto e calante, la diversità di visioni fra Stato e Regioni, le differenze rilevanti nell’investimento da parte degli enti) hanno ridotto l’efficacia dell’impatto, ma hanno anche permesso di capire le vie di uscita in positivo.
Promozione della pace in modo non armato e nonviolento, cittadinanza attiva, crescita del capitale sociale e umano della popolazione, a cominciare dai giovani, sono obiettivi comuni dell’Unione Europea e del nostro Paese.
Il servizio civile, istituzione della nostra Repubblica deputata alla difesa civile della Patria, all’educazione alla pace, e all’impegno civico dei giovani, attraverso concrete attività per le comunità, può essere uno degli strumenti principali in questa strategia se le Istituzioni nazionali e comunitarie decidono seriamente di farlo proprio, e può contribuire, in un momento di grandi difficoltà per il mondo giovanile, a concorrere al progresso materiale e spirituale della società, come prevede la Costituzione.
Perché questo possa accadere servono, a nostro avviso, alcune scelte che sottoponiamo alle forze politiche che partecipano alle elezioni politiche nazionali 2013.
• Rendere il servizio civile accessibile a tutti coloro che chiedono di parteciparvi, realizzato in forme più flessibili dell’attuale, sia per durata che per organizzazione delle attività e la valorizzazione dei servizi civili regionali promossi in questo decennio.
• Innovare la legislazione nazionale prevedendo la stabilizzazione dell’impegno finanziario statale e regionale, aprendosi a quello comunitario, fissando procedure di coinvolgimento delle istituzioni regionali e di terzo settore nella definizione della programmazione pluriennale.
• Rendere effettiva la possibilità di “concorrere, in alternativa al servizio militare, alla difesa della Patria, con mezzi e attività non militari”, come previsto dalle legge istitutiva, definendo un parametro chiaro dell’impegno finanziario nel bilancio dello Stato per la difesa civile, attività specifica del SCN, rispetto a quello del finanziamento per la difesa militare, attività specifica delle FFAA, anche attivandosi per la costituzione dei corpi civili di pace a livello europeo, così come previsto da trattato di Lisbona, sancendo così la pari dignità tra le due forme di difesa della Patria, previste dal nostro ordinamento.
• Collegare il servizio civile, nella finalità di educazione alla pace (attività prevista dalle “Linee guida per l’educazione alla pace nelle scuole” emanate dal Governo nel 2007) in modo non armato e nonviolento, al processo di costruzione della sicurezza comune e del concorso dell’Unione Europea alla pace nel mondo, anche incrementando la progettazione di pace nei luoghi di conflitto e lo scambio con giovani di altri Paesi. • Aprire il servizio civile ai cittadini stranieri residenti nel nostro Paese.
• Fare della dimensione formativa ed educativa dei giovani, l’identità sostanziale a cui finalizzare le specifiche attività e il percorso di conoscenza delle funzioni delle Istituzioni pubbliche e delle organizzazioni sociali.
• Sviluppare il concorso al finanziamento del SCN da parte delle organizzazioni accreditate, valorizzando le esperienze già esistenti, salvaguardando la titolarità dell’assegno mensile per i giovani da parte dello Stato.
• Innovare la rete delle organizzazioni, di terzo settore e pubbliche, chiamate a promuovere le diverse attività, superando gli attuali squilibri di motivazione e investimento.
• Promuovere il riconoscimento dello status di giovane in SCN e la valorizzazione delle competenze, sociali e professionali, acquisite dai giovani durante il SCN.
Promosso da: Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Movimento Nonviolento, Forum Nazionale Servizio Civile, Forum Nazionale dei Giovani, Sbilanciamoci, Forum Terzo Settore, Tavola della Pace, MIR
Per aderire http://www.cnesc.it/alleanza/

img
Editoriali  26 Nov 2012
 In allegato trovate il contributo alla riflessione dell’INCONTRO DI SPIRITUALITA’ E FORMAZIONE tenutosi Sabato 24 Novembre presso il Centro Missionario “Charles De Foucauld” Città dei Ragazzi  di  Cuneo. Il Titolo era "La speranza? Camminare domandando fraternità". 
Come persone, come cristiani impegnati in una associazione,- si legge nell’introduzione - come cittadini dobbiamo essere in grado di comprendere il senso e la direzione del tempo che viviamo, affrontare e superare la sensazione di impotenza e il pessimi- smo che oggi attraversa la società e proporci come costruttori di speranza, che concretamente, come aclisti, tentiamo ogni giorno di realizzare nei nostri circoli e nella rete dei servizi e delle imprese che ci identificano sul territorio.

Lo potete scaricare nella sezioen "gestioen allegati".

img
Editoriali  25 Lug 2012
Vogliono 230 miliardi per le FFAA Firma  contro il DDL Di Paola che aumenta la spesa pubblica e la spesa militare

Appello

Il Parlamento sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:

1. aumenta la spesa pubblica;
2. aumenta la spesa per gli armamenti;
3. impegna non meno di 230 miliardi per i prossimi 12 anni a sostegno di un enorme apparato militare;
4. autorizza il Ministero della Difesa a vendere armi italiane nel mondo;
5. taglia il personale e vende le caserme per comperare nuove armi;
6. stabilisce che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso dell'esercito dovranno essere pagati da chi li richiede;
7. trasforma le FFAA in uno strumento da guerre ad alta intensità.

Mentre s'impongono agli italiani tanti sacrifici, mentre si taglia la spesa pubblica e la spesa sociale, noi sottoscritti chiediamo al Parlamento di non approvare questa legge delega e di avviare una seria riforma dello strumento militare rendendolo compatibile con le possibilità economiche del Paese e coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo.


Tavola della pace, Acli, Libera, Agesci, Cgil, Arci, Articolo 21, Anpi, Cipsi, Focsiv, Pax Christi, Legambiente, Lettera 22, Unione degli Universitari, Unione degli Studenti, Rete della conoscenza, Link Coordinamento Universitario, Rete degli Studenti Medi, Beati Costruttori di Pace, Associazione Disabled People's International Italia, Associazione per la Pace, Mensile Terra, Emmaus Italia, Lega per i diritti e la Liberazione dei Popoli, Mani Tese, Missione Oggi, Movimento Federalista Europeo, Movimento Europeo, Terra del Fuoco, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Mir Italia, Intersos, Medici con l'Africa Cuamm, Aiab Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, Comitato Collaborazione Medica, Solidarietà internazionale, Centro per la Pace Forlì-Cesena, Caritas di Treviso, Centro Eistein di Studi Internazionali, Mondo senza guerra e violenza, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, Associazione "Voglio Vivere", Associazione "La Prospettiva", Coordinamento "Giovani non + disposti a tutto-Cgil", Wilpf Italia, Camera del lavoro Cgil Bologna, Associazione "Murales" di Fondi (LT), Associazione Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo (FI), Associazione Vispe, Tavolo per la Pace della Val di Cecina, Movimento Federalista Europeo Puglia, Partito Umanista, Centro Internazionale Helder Camara, Legambiente Umbria, Associazione Good Samaritan, Ancescao Nazionale, Coordinamento Regionale Pugliese "La Rete", Coordinamento per la Pace di Umbertide (PG), Dynamique de la Diaspora Congolaise en Emilia Romagna, Tavola della Pace della Provincia di Mantova, Coordinamento per la Pace di Mantova, Tavola della Pace e della Cooperazione di Pontedera, Libertà e Giustizia Mantova, Acli Novate Milanese, Casa per la Pace di Modena, Associazione Culturale "Stella Ciao" di Taranto, Associazione Culturale di Promozione Sociale "el tomât"di Buje, Legambiente Carrara, Legambiente Valle d'Aosta, MAG Soc. Mutua per l'Autogestione Verona, Cdl Monza e Brianza, La Scuola di Pace di Senigallia, Consorzio tavolo della pace Franciacorta Monte Orfano, Cooperativa Chico Mendes Altromercato Milano, Comitato per la Difesa dell'Acqua Pubblica e dei beni comuni di Monza e Brianza, Un Pozzo di idee Cittadini Attivi di Pianoro, Movimento d'Azione Giustizia e Libertà Torino, Associazione Volontari "Il Cavallo Bianco" di Roma, Cooperativa Sociale Integrata "Tandem" di Roma, Gruppo di azione nonviolenta di La Spezia, Comitato Spezzino NO F35, Comitato Provinciale CSI Siena, Associazione "Percorsi di Pace" di Casalecchio di Reno (BO), Associazione "Iniziative Sociali Seguimi", Associazione "NonUnodiMeno", Associazione Don Paolo Tonucci-Apito, Tecnologie Solidali Onlus, Liberacittadinanza (prime adesioni 27 giugno 2012)

Diffondi l'appello

Adesso l’obiettivo sono i senatori della Commissione Difesa che si apprestano a discutere il Disegno di Legge Delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro Di Paola. Non è prevista alcuna riduzione di spesa, ma solo tagli al personale e alle caserme per investire in acquisti di nuovi sistema d’arma. Il ministero viene autorizzato alla vendita di armi italiane nel mondo e chiede ai cittadini italiani vittime di calamità naturali di pagare l’eventuale intervento dei militari. Un impegno previsto di 230 miliardi di euro nei prossimi 12 anni. Si disegna un nuovo modello di difesa del nostro Paese che va nella direzione opposta a quella indicata dai sacrifici in tutti i settori e trasforma il nostro esercito in un vero e proprio strumento di guerra.
Tonio Dell'Olio

http://www.perlapace.it/index.php?id_section=345&id_campagna=15

img
Editoriali  11 Lug 2012
APPELLO CONTRO LA MULTIUTILITY DEL NORD
Facciamo parte dei 27 milioni di cittadine e cittadini che si sono espressi contro la privatizzazione dell'acqua e per la difesa dei beni comuni. Viviamo con forte preoccupazione i ripetuti tentativi di cancellazione del risultato referendario, che colpiscono al cuore la partecipazione democratica e la credibilità delle istituzioni.



Con l’abrogazione dell’art. 23 bis, il referendum ha restituito alla sfera pubblica non solo l’acqua, ma anche gli altri servizi pubblici, compresi i rifiuti e il trasporto pubblico locale. Decenni di liberalizzazioni e privatizzazioni mostrano oggi il fallimento di questo disegno che ha visto il pubblico ritirarsi dai propri compiti e i Comuni trasformarsi da garanti dei servizi pubblici in azionisti. Ci lasciano aziende con miliardi di debito, aumento dei costi dei servizi per i cittadini, peggioramento delle condizione dei lavoratori del settore, azzeramento degli investimenti in nuove reti, impianti e tecnologie, spreco di ingenti risorse naturali, finite e irriproducibili, e una drastica riduzione degli spazi di democrazia, di partecipazione e di trasparenza.



La proposta di creare una grande multiutility del nord si inserisce in questo quadro desolante. Ripercorre la strada dei fallimenti testimoniati dai bilanci in debito di A2A, Iren, Hera, ecc.; ci ripropone l'idea di vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio; punta a superare i debiti delle aziende attraverso economie di scala. E’ un’operazione lobbistica e verticistica di istituzioni, managers e correnti di partiti, estranea alle città interessate, che espropria i consigli comunali dei loro poteri e allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi serve una gestione dell'acqua, dei rifiuti, del TPL, dell'energia, prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali, per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi.



Oggi più che mai una scelta del genere non deve essere perseguita. Al contrario è necessario aprire un ampio dibattito pubblico che coinvolga le amministrazioni locali, le assemblee elettive, coloro che hanno promosso e vinto i referendum, le associazioni, i comitati, tutti coloro che vogliono preservare l’universalità dei diritti fondamentali, come l’acqua, e tutelare i diritti dei lavoratori. Riteniamo indispensabili modalità nuove ed etiche per garantire ai Comuni investimenti pubblici necessari a realizzare politiche ambientali di risparmio idrico ed energetico e di riduzione, recupero e riuso dei rifiuti - obiettivi previsti dalla Direttiva Europea sulla promozione delle fonti rinnovabili. Non accettiamo di farci espropriare delle condizioni minime per esercitare i diritti di cittadinanza, di riproducibilità della nostra vita associata, in armonia con l'ambiente.



Per queste ragioni, pensiamo sia interesse di tutta la società civile fermare questo progetto che si presenta come un ulteriore attacco alla democrazia e ai beni comuni. Chiediamo a tutte le forze politiche, sociali e sindacali, in particolare quelle che hanno sostenuto i referendum, di prendere una posizione chiara opponendosi con decisione a questo progetto e portandolo alla discussione e al pubblico dibattito. Ci impegniamo a favorire tutti i possibili momenti informativi, di dibattito e di sensibilizzazione.



FIRMATO: DARIO FO (Attore, premio Nobel) - FRANCA RAME (Attrice) - MONI OVADIA (Attore) - STEFANO RODOTA’ (Giurista) - ELIO E MANGONI (Le storie tese) - NANDO DALLA CHIESA (Sociologo Univ. Milano) - GIULIO CAVALLI (Attore e Consigliere Regione Lombardia SEL) - LORIS MAZZETTI (Giornalista RAI) - PAOLO ROSSI (Attore) - BASILIO RIZZO (Presidente Consiglio comunale Milano) - GUIDO VIALE (Economista) - ALBERTO LUCARELLI (Giurista, Assessore Comune Napoli) - VITTORIO AGNOLETTO (Ex-Parlamentare Europeo) -LUIGI FERRAIOLI (Costituzionalista Univ. Camerino) - UGO MATTEI (Giurista Univ. Torino) - BRUNO BOSCO (Economista, Preside Facoltà Giurisprudenza Univ. Milano Bicocca) ANDREA DI STEFANO (Dir. Rivista Valori) - ELIO VELTRI (Scrittore) - LUCA NIVARRA (Giurista Univ. Palermo) - GAETANO AZZARITI (Costituzionalista Univ. La Sapienza Roma) - ROBERTO BIORCIO (Sociologo Univ. Milano Bicocca) - EMILIO MOLINARI (Movimento acqua) - MARIO AGOSTINELLI (Energia felice) - MASO NOTARIANNI (Emergency) - DIEGO PARASSOLE (Attore) - ALBERTO PATRUCCO (Attore) - SILVANO PICCARDI (Regista) - PIETRO RAITANO (Dir. Altreconomia) - LUCA MARTINELLI (Giornalista Altreconomia) - RENATO SARTI (Regista) - BEBO STORTI (Attore) - JOLE GARUTI (Dir. Centro studi Sao) - LUCA KLOBAS (Attore) - LEONARDO MANERA (Attore) - NADIA VOLPI (Italia Nostra) - RITA PELUSIO (Attrice) - HENRY ZAFFA (Attore) - PAOLO CACCIARI (Crescita felice) - GIANNI TAMINO (Biologo Univ. Padova) - CLAUDIO BISIO (ATTORE) - DANIELE SILVESTRI (Musicista) - PAOLO JANNACCI (Musicista) - ALE E FRANZ (Attori) - DAVIDE RIONDINO (Attore) - FAUSTO BERTINOTTI (ex-Pres. Camera Deputati) - DON PAOLO FARINELLA (parroco, biblista, scrittore e saggista) - FABRIZIO DE GIOVANNI (Attore)

PRIMI FIRMATARI ISTITUZIONALI: ANITA SONEGO (CONS. COMUNALE MILANO, FS); MIRKO MAZZALI (CONS. COMUNALE MILANO, SEL); MATTIA CALISE (CONS. COMUNALE MILANO, M5S); ANNA SCAVUZZO (CONS. COMUNALE LISTA MILANO X PISAPIA); ELISABETTA STRADA (CONS. COMUNALE LISTA MILANO X PISAPIA); MASSIMO GATTI (CONS. PROVINCIALE MILANO, FS); GIANCARLO PETERLONGO (CDA ATO MILANO); ANTONELLO PATTA (FS); ANTONIO LARENO (CGIL); ENZO GRECO (SEGR. CGIL); GIACOMO CONTI (CONS. REGIONALE LIGURIA, FS); NICOLO' SCIALFA (CAPOGRUPPO IDV REGIONE LIGURIA); ANTONIO BRUNO (CONS. COMUNALE GENOVA, FS); MANUELA CAPPELLO (CONS. COMUNALE GENOVA); ELEONORA ARTESIO (CONS. REGIONALE PIEMONTE, FS); RITA GUGLIELMETTI (DIRETTIVO CGIL); MILLY MORATTI; LUCA DALLORTO (CONS. COMUNALE GENOVA, VERDI); MARIA CARLA BARONI (FS, MILANO); EZIO LOCATELLI (EX PARLAMENTARE E SEGRETARIO FS E PRC TORINO); MARINA DONDERO (VICEPRESIDENTE GIUNTA PROVINCIALE GENOVA); ALESSANDRO MONTI (CONS. COMUNALE CHIAVARI); MARCO BERTANI (CONS. COMUNALE NE), VINCENZO GUEGLIO (CONS. COMUNALE SESTRI LEVANTE); MARCO DANERI (CONS. COMUNALE LAVAGNA); GIANNI NAGGI (RESPONSABILE AMBIENTE TERRITORIO BENI COMUNI PRC REGIONE PIEMONTE); CLEMENT GIAN PIERO (CONS. COMUNALE PINEROLO); BOSSUTO JURI (EX CONS. REGIONALE PIEMONTE, PRC); BARASSI PAOLA (EX CONS. REGIONALE PIEMONTE, PRC); DEAMBROGIO ALBERTO (EX CONS. REGIONALE PIEMONTE, PRC); DALMASSO SERGIO (EX CONS. REGIONALE PIEMONTE, PRC); ROSA RINALDI (RESP. AMBIENTE TERRITORIO BENI COMUNI PRC); CESARE MACCIO' (CONS. COMUNALE ZOAGLI); ROBERTO COLOMBO (IANOMI)
img
Editoriali  16 Feb 2012
di Massimo Paolicelli, Presidente Associazione Obiettori Nonviolenti
Francesco Vignarca, Coordinatore Rete Italiana per il Disarmo


La mobilitazione
Con la mobilitazione promossa dalla Rete Italiana Disarmo e dalla Campagna Sbilanciamoci per chiedere al Governo di non procedere all’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 al costo di circa 15 miliardi e di investire i fondi risparmiati per progetti più utili alla collettività denominata “Stop F35” si è creata una maggiore consapevolezza sulla portata di tale progetto che si voleva invece non far conoscere troppo all’opinione pubblica.
Più di 31.000 firme raccolte, anche con l’aiuto di Grillo News, l’appoggio di oltre 156 associazioni, il supporto di Unimondo e di Science of Peace. Dopo il velocissimo passaggio Parlamentare dell’aprile 2009 che ha dato il via libera al progetto, oggi sono depositate in Parlamento 2 mozioni che chiedono la sospensione del progetto firmate da 14 Deputati e 22 Senatori.
E un primo risultato: a margine dell’incontro del 24 novembre organizzato dalla nostra campagna il sottosegretario Crosetto ha per la prima volta ufficialmente ammesso che la Difesa (complici soprattutto i costi) sta ripensando al quadro complessivo degli acquisti del caccia. “Stiamo ripensando la parte del programma Joint Strike Fighter che riguarda i 62 velivoli F-35 B a decollo rapido e atterraggio verticale’’ ha confermato poi alle agenzie di stampa....
 Notizie successive >>