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Patronato  11 Nov 2014
Anche la provincia di Cuneo si mobilita per difendere i tuoi diritti e scongiurare i tagli ai Patronati. 
Questo è il link dove puoi ascoltare l’intervista a Ottaviano Diana.
http://www.targatocn.it/2014/11/04/leggi-notizia/argomenti/politica/articolo/la-legge-di-stabilita-taglia-150-milioni-servizi-dei-patronati-a-rischio-video.html

Gli eventi in programma per le provincia di Cuneo.

- Lunedì 10/11/2014: ore 12,00 conferenza stampa c/o la camera del lavoro in
via Coppino 2bis a Cuneo;

- Martedì 11/11/2014: manifestazione davanti agli uffici dell'INPS di Cuneo
con 4 sportelli di Patronato aperti nei quali verranno evase le pratica.
Gli sportelli del Patronato, in tutta la provincia, dovranno limitarsi ad
informare gli assistiti sulla manifestazione facendo firmare la petizione.
Nella mattinata del Martedì pertanto non verranno evase pratiche in ufficio;
gli assistiti, anche per le zone, potranno essere invitati ad andare davanti
all’INPS di Cuneo.

- Sabato 15/11/2014: manifestazione ad ALBA in Piazza Savona; saremo
presenti con un gazebo facendo volantinaggio.
Anche in quell’occasione gli sportelli del Patronato, in tutta la provincia,
non dovranno evadere le pratiche limitandosi ad informare gli assistiti
sulla manifestazione e facendo firmare la petizione.


TAGLI AI PATRONATI

Cosa prevede la legge di stabilità?

La legge di stabilità prevede un taglio al fondo patronati così articolato:


a) abbattimento dell’aliquota dallo 0,226% allo 0,148% a partire dal
gettito contributivo dell’anno 2014;
b) decurtazione del fondo per l’esercizio finanziario dello Stato
dell’anno 2015 di 150 milioni;
c) diminuzione dell’acconto dall' 80% al 45% dall’esercizio finanziario
dello Stato dell’anno 2016.

Dal 2016, con il venir meno dei 150 milioni di euro il valore del fondo
subirà una riduzione pari al -34,51%.

Quali conseguenze?
• L’insieme delle norme proposte comporta la sostanziale eliminazione
del sistema patronato, che non potrà più garantire né la gratuità
nell’accesso alle prestazioni che rendono esigibili i diritti sociali né il
supporto agli enti previdenziali che oggi consente il funzionamento degli
stessi, non in grado di gestire le istanze dei cittadini.
• Il sistema è a rischio chiusura anche perché le norme che
restringono l’anticipazione delle risorse per l’attività svolta
strangoleranno finanziariamente gli istituti di patronato, portando di fatto
ad un’impossibilità operativa a partire dal prossimo anno.
• Con un taglio di questo tipo i patronati verrebbero privati di
liquidità sufficiente, bloccata dal ritardo di minimo 3 anni nei saldi del
finanziamento.

Perché diciamo no al taglio?
• I cittadini pagano le tasse per un servizio che dovrebbe essere
erogato dall’Inps.
A causa dei tagli, l’ente previdenziale ha progressivamente chiuso gli
sportelli al pubblico e ha demandato tutte le procedure al sistema
informatico.

• La tensione sociale che sarebbe scaturita dalla mancanza di
interlocuzione diretta tra cittadini ed Inps è stata contenuta grazie
all’intervento dei patronati, che hanno svolto un importante ruolo
suppletivo rispetto all’ente.

• Il fondo per il 2013 ammonta a 430 milioni, mentre il sistema dei
patronati garantisce complessivamente al bilancio dello Stato un risparmio
annuo di oltre 657 milioni di euro, cioè di 564 milioni di euro per l’Inps,
63 milioni di euro per l’Inail e 30,7 milioni di euro per il Ministero degli
Interni.

Cosa fanno i patronati?
• I patronati sono soggetti privati di pubblica utilità che, per
legge, devono fornire assistenza gratuita ai cittadini per 92 famiglie di
servizi, sotto il controllo del Ministero del Lavoro.
• Le nostre attività hanno l’unico obiettivo di aiutare tutte le
persone, senza alcuna distinzione, ad orientarsi tra le tante normative e
iter burocratici, facilitando il loro rapporto con la Pubblica
amministrazione; agevolandole nella compilazione e presentazione delle
domande agli Enti previdenziali e assicurativi; accompagnandole fino al
riconoscimento dei diritti, anche con l’assistenza legale e medico-legale
necessaria.
• Previdenza e salute sul lavoro, prestazioni socio-assistenziali,
tutela dei cittadini immigrati e degli italiani all’estero sono le aree di
competenza di queste strutture, presenti in tutta Italia e all’estero.
• Il finanziamento delle attività e dell’organizzazione degli Istituti
di patronato, regolato dall’articolo 13 della legge 152/2001, avviene
attraverso il “Fondo patronati”. Esso viene gestito dal Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali.
Il fondo è alimentato da una quota parte (lo 0,226%) dei contributi
previdenziali che tutti i lavoratori versano alle casse previdenziali, per
assicurare tutele fondamentali – previste dall’art. 38 della Costituzione –
anche a chi non può permettersele. Il fondo copre circa 1/3 delle
prestazioni che i patronati forniscono. I restanti 2/3 vanno in
compensazione e non prevedono recupero economico.

Per ulteriori informazioni e dati, consultare il sito www.tituteliamo.it
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Patronato  02 Dic 2008
ARONA. Una lunga fila di manichini bianchi e un’interminabile serie di nomi occuperà il lungolago di Arona. I nomi sono quelli delle persone che da dicembre 2007 a novembre 2008 sono morti sui luoghi di lavoro e che verranno ricordati in occasione del 6 dicembre, giornata in cui ricorre l’anniversario dell’incendio alla Thyssen-Krup di Torino, che ha provocato la morte di 7 operai.

Alla realizzazione dell’installazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla piaga sociale delle morti sul lavoro, hanno partecipato anche gli studenti dell’Enaip di Oleggio iscritti ai corsi di acconciatura e meccanica, che con il loro insegnante, Roberto Crivellaro, parteciperanno anche all’iniziativa del 6 dicembre. “Trovare i nomi dei caduti non è stato facile- raccontano- abbiamo fatto una lunga e minuziosa ricerca in internet e poi li abbiamo scritti uno di seguito all’altra su un lungo lenzuolo bianco di 140 metri. Ci è sembrato importante partecipare ad un’iniziativa che ha un grande valore umano e sociale, legata agli argomenti che abbiamo affrontato a lezione: etica del lavoro, diritti e doveri dei lavoratori, antinfortunistica e malattie professionali”. Parteciperanno sabato 6 dicembre alla manifestazione.

Una sfilata simbolica di 100 tute bianche e nomi dei caduti sul lavoro, per una lunghezza di oltre 140 metri, a significare lo stillicidio continuo costante e ed interminabile, che assume le proporzioni numeriche delle vittime di una vera e propria guerra. Non semplicemente una manifestazione celebrativa ma un modo per richiamare alla responsabilità le istituzioni, affinché diano risposte concrete al problema.