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Enaip Piemonte  05 Apr 2015
 In occasione della Settimana Scolastica della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, dal 13 al 19 Aprile la Regione Piemonte e il Consorzio delle ONG Piemontesi valorizzano sul proprio territorio un fitto calendario di eventi che coinvolgono le autonomie scolastiche in tema di educazione allo sviluppo sostenibile ed alla solidarietà internazionale.
AOI, Concord Italia, Concord European NGO confederation for Relief and Development
@Aspic, AVEC PVS, CCM Comitato Collaborazione Medica, @CICSENE, Cifa Onlus, CISV, COI - Cooperazione Odontoiatrica Internazionale Onlus, @Col'or, COOPI Piemonte , CPAS, Medici con l'Africa CUAMM Piemonte, Medici con l'Africa Cuamm, @Cute Project, DISVI, Engim Internazionale Piemonte, Gruppo Abele Onlus, Iscos Piemonte, Iscos Cisl - Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo, Architettura Senza Frontiere Piemonte ONLUS, Tulime onlus, Rete Ong, LVIA, MLAL Onlus, M.A.I.S. Ong, Movimento Sviluppo e Pace, Terre Solidali, OAF-I Organizzazione di Aiuto Fraterno Italia Ong Onlus Psicologi Nel Mondo Torino, R@inbow for Africa - R4A, Associazione Renken Onlus , @Voglio Vivere, @World Friends, A Proposito di Altri Mondi, @Enaip Cooperazione Internazionale

https://europa.eu/…/e…/settimana-scolastica-regione-piemonte

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Enaip Piemonte  14 Mar 2015
 TORINO. La trasmissione “Inviato Speciale”, approfondimento settimanale di Rai Radio 1, ha intervistato le donne che hanno partecipato ad alcuni progetti gestiti da vasta partnership di soggetti, tra cui EnAIP Piemonte, sul contrasto ai gravi fenomeni di violenza e tratta, finanziati dal Fondo Sociale Europeo. Percorsi di accoglienza, orientamento, formazione e inserimento lavorativo che ha permesso loro di ricominciare a vivere. Le donne sono state inserite, attraverso tirocini formativi, in aziende ritenute idonee ad accoglierle. L’attività lavorativa ha consentito il recupero della propria autostima e della propria autonomia, nella speranza di veder trasformare questa opportunità in una vita piena.

Le testimonianze

ANNA- Progetto Futura

«Ho ricevuto una proposta di lavoro a tempo indeterminato da una ditta di Torino, per fare le pulizie, 3 ore al giorno, per un totale di 15 ore a settimana – racconta Anna. E’ stato un passaggio importante. Sono stata per 27 anni con un marito violento, che mi ha massacrata di botte anche quando ero in cinta di 7 mesi. L’ho conosciuto all’età di 14 anni e a 15 e mezzo ho avuto da lui il primo figlio. Io non avevo un lavoro e dovevo sottostare. Scappavo da mia madre, poi lui mi chiedeva scusa, mi diceva che era cambiato e tornavo a casa. Ma non cambiava mai.
Un giorno con scappata con mio figlio piccolo, ho fatto anche i lavori più umili, anche a 3 euro l’ora. Poi sono venuta a conoscenza del Progetto Futura. Mi ha liberata, mi ha fatta rinascere. Ho conosciuto persone bellissima e anche donne che avevano subito violenze anche peggiori delle mie. L’ho letto nei loro occhi. Grazie ad EnAIP ho avuto una formazione che mi ha permesso di rimettermi in gioco: ho raggiunto un attestato di informatica, uno di HACCP e tante nozioni sulla sicurezza sul lavoro».

ESTER- Progetto Tina4

«Sono partita dall’Africa con la promessa di venire in Italia a fare la babysitter dalla zia dell’uomo che mi ha imbarcata. Ho pagato 30 mila euro. Ho viaggiato nel deserto, poi in mare aperto su un barcone fino a Lampedusa. Poi mi hanno portato a Foggia con altre donne e consegnata ad una Madame. Lei mi ha buttata subito su una strada. Il primo giorno io mi sono nascosta, avevo paura, ero sola, avevo freddo e piangevo. Lei mi picchiava, mi insultava e io senza documenti non potevo nemmeno chiamare la polizia, perché mi avrebbero rispedito a casa. Io dovevo restare qui per mandare soldi alla mia famiglia povera. Un giorno però non ce l’ho più fatta, sono scappata, ho denunciato alla polizia e sono stata messa in un centro di accoglienza. Oggi vado a scuola per ottenere la licenzia media e faccio un corso di cucina perché adoro cucinare, è il mio sogno diventare una cuoca. So anche fare piatti italiani: lasagne, pasta al sugo, tiramisù. Adesso sto meglio anche se non sono ancora del tutto tranquilla perché sto ancora aspettando i documenti e di trovare un lavoro».

SONIA- Progetto Tina4

«Io sono nigeriana e sono scappata in Italia a 18 anni, mentre ero in cinta, per salvare mio figlio da una situazione disastrosa. Eravamo poverissimi e sono venuta qui con la promessa di studiare e di lavorare per mantenere mio figlio e la mia famiglia in Africa. In realtà sono stata messa su una strada. Avevo paura, piangevo, non capivo l’italiano. Gli uomini mi facevano paura. Un giorno una donne mi ha detto come denunciare alla polizia e l’ho fatto. Sono stata portata in una comunità ma essendo senza documenti rischiavo l’affido di mio figlio ad un’altra famiglia. Ero disperata e sono scappata di nuovo con lui. Ora sono in una rete di supporto, lavoro nel catering e ho mio figlio con me. Vorrei solo avere i documenti, poter lavorare e imparare la lingua. Vorrei rimanere in Italia, dare a mio figlio una buona educazione. Vorrei diventasse medico e vorrei che mio marito potesse trasferirsi qui».

Per ascoltare lo speciale clicca QUI.

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Enaip Piemonte  19 Nov 2014
In allegato trovate il programma del seminario pubblico “I colori del riscatto”, previsto in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e realizzato nell’ambito del Progetto Futura, finanziato dalla Regione Piemonte (Bando Regionale approvato con D.D. n. 803 del 27/12/2011 “Interventi finalizzati all’inclusione socio lavorativa delle vittime di violenza, grave sfruttamento sessuale e
tratta 2011-2013”) e promosso da EnAIP Piemonte, con il patrocinio della Circoscrizione 1 di Torino e la collaborazione di Acli Torino e Acli Piemonte.
Il seminario si svolgerà il prossimo 25 novembre 2014
dalle 10,00 alle 13,00
nei locali della Circoscrizione 1 – Centro Crocetta
in Via Bertolotti, 10 – Torino
Interverranno:
Massimo Guerrini Presidente della Circoscrizione 1
Ilaria Miglio Responsabile Comunicazione EnAIP Piemonte - I laboratori creativi
Gabriella Boeri Consigliera di Parità Provincia di Torino - La rete istituzionale territoriale come risorsa contro la violenza
Paola Merlino Esperta di pari opportunità - Quali percorsi per il cambiamento?
Natascia de Matteis Centro Studi Documentazione Pensiero Femminile - L’importanza della formazione per la prevenzione e il progetto ASIIR
Massimo Tarasco Presidente Acli Piemonte - Cosa possono fare associazioni e servizi del terzo settore?
Graziella Panetto Funzionaria del Settore Promozione e Sviluppo dell’imprenditorialità, della cooperazione e delle pari opportunità per tutti - Direzione Istruzione, formazione professionale e lavoro della Regione Piemonte - “Modello Piemonte” per i percorsi di uscita dalla violenza
Raffaella Dispenza Vicepresidente Acli Torino - L’associazionismo come risorsa per la crescita di una cultura contro la violenza tra i giovani
Conclusioni di Ivana Pelloso Coordinatrice della 1^ Commissione Circoscrizione 1 della Città di Torino
Introduce e modera Luca Sogno Presidente En.A.I.P. Piemonte

In Gestione allegati il depliant
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Enaip Piemonte  17 Set 2014
NOVARA. Giovedì 25 settembre 2014, alle 15, nella sede dell’Associazione Industriali di Novara, in C.so Cavallotti 25, a Novara, verrà presentato il corso di Istruzione tecnica superiore (Its) per “Tecnico di gestione dei processi per la produzione e la manutenzione di mezzi di trasporto e/o delle relative infrastrutture”. Destinato a un massimo di 25 candidati, occupati, inoccupati o disoccupati, in età lavorativa e in possesso di diploma di scuola media superiore quinquennale, il corso, che ha come sponsor principali il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), Finmeccanica e la Regione Piemonte, è gratuito e avrà una durata di 1.800 ore, con obbligo di frequenza per almeno l’80% del totale.

Il percorso di studi si articolerà lungo quattro semestri, con 1.200 ore dedicate a lezioni d’aula di tipo laboratoriale e a esercitazioni frontali e 600 ad attività di stage presso imprese partner della “Fondazione ITS Mobilità Sostenibile Aerospazio/Meccatronica”, che lo ha ideato e organizzato, e aziende del settore.

Le lezioni dureranno 25 ore a settimana, dal lunedì al venerdì, indicativamente dalle 13,30 alle 18,30, e le relative docenze saranno suddivise al 50% tra esperti provenienti dalle aziende e docenti universitari, della scuola secondaria superiore e della formazione professionale. Le attività didattiche si svolgeranno nelle aule e nei laboratori della Fondazione, all’ITIS Fauser di Novara, e nei laboratori del Centro di Formazione EnAIP di Oleggio. Durante tutto il percorso formativo, che si concluderà con lo svolgimento di un esame e il rilascio del diploma di Tecnico Superiore da parte del Miur, ogni studente sarà affiancato da un tutor.

Per informazioni e preiscrizioni si può telefonare al n. verde 800-985384 o scrivere all’indirizzo info@its-aerospaziopiemonte.it

La figura professionale che verrà formata è quella di un esperto in programmazione e gestione dei processi produttivi della filiera meccanica nonché nella risoluzione di problematiche connesse sia all’affidabilità e alla qualità dei prodotti, sia agli aspetti tecnico-normativi.

Il programma dell’incontro di giovedì 25 settembre prevede gli interventi di Anna Chiara Invernizzi, vicepresidente dell’Ain, Emilia Tolomeo e Giovanni Rossitti, che per conto dell’Ain hanno curato l’organizzazione del corso, del dirigente scolastico dell’Itis Fauser, Giovanni Battista Cattaneo, di alcuni coordinatori di corso all’Itis Fauser e di due ex-allievi del primo percorso ITS organizzato a Novara, Federica Rollini e Oscar Boldrini, che sono oggi impiegati in un’azienda partner della Fondazione e che racconteranno la loro esperienza.

Soci fondatori della Fondazione ITS Mobilità Sostenibile Aerospazio/Meccatronica sono le Province di Torino e di Novara, gli Itis “Carlo Grassi” (Torino) e “Giacomo Fauser” (Novara), Immaginazione e Lavoro, Cnosfap Regione Piemonte, Amma (Associazione della Aziende Meccaniche e Meccatroniche), Politecnico di Torino, EnAIP Piemonte, Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, Assocam Scuola Camerana, Unione Industriale Torino, Associazione Industriali di Novara e Alenia Aeronautica.
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Enaip Piemonte  21 Maggio 2014
DOMODOSSOLA. 32 donne e 6 uomini come allievi, 3 corsi di lingua (un corso pre-A1 e due corsi A1); questi i numeri del progetto Petrarca 3 che si è svolto presso l’EnAIP di Domodossola e l’istituto comprensivo Bagnolini di Villadossola. Gli allievi hanno tutti residenza nei vari comuni dell’Ossola e sono di provenienza prevalentemente marocchina, seguita da: Egitto, Cuba, Cina, Tunisia, Brasile, Rep. Congo, Thailandia.

Il Progetto PETRARCA 3, finanziato dal Fondo europeo per l’Integrazione di cittadini dei paesi terzi (FEI), con capofila la Regione Piemonte, in continuità con quanto realizzato nell’ambito del Progetto Petrarca 1 e 2, si è posto l’obiettivo di realizzare un piano regionale per la formazione civico linguistica dei cittadini di Paesi terzi, consolidando un sistema integrato di enti che coinvolge CTP, scuole, enti di formazione e privato sociale. Non ultimo le attività previste hanno lo scopo di aumentare le opportunità e le capacità dei soggetti coinvolti di lavorare in rete, di adeguare l’offerta formativa ai bisogni di ciascun territorio, nonché di rispondere ai bisogni di target specifici. Come? Sperimentando forme di didattica innovativa per rispondere in modo individualizzato ai bisogni di formazione delle persone coinvolte.

Il Progetto Petrarca 3 è stato un progetto di rete e, grazie a questo, le persone hanno potuto beneficiare non solo della formazione linguistica, ma anche di un servizio di baysitting, che ha permesso alle mamme di frequentare in serenità i corsi.

Infine, sono arrivati sui banchi 15 tablet di nuovissima generazione, strumenti innovativi della didattica che hanno inaugurato l’era delle classi 2.0. Una vera e propria rivoluzione non solo in termini di strumenti, ma che investe soprattutto il modo di fare lezione destinato a cambiare radicalmente. Entusiasti i docenti che credono fermamente nelle potenzialità dei tablet, destinati a stravolgere metodologie didattiche verso modalità di apprendimento innovative, interattive e collaborative in cui l’alunno è coinvolto in prima persona nelle attività proposte.

Il progetto si concluderà il 30 giugno 2014, ma ha già al suoi attivo risultati interessanti.

In GALLERIA FOTOGRAFICA le immagini.
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Enaip Piemonte  21 Maggio 2014
  PIEMONTE. Oggi riuscire ad essere competitivi da un punto di vista professionale non è semplice. Ne sono ben consapevoli tutti coloro che al momento sono alla ricerca di un lavoro e devono confrontarsi con migliaia di persone candidate alla stessa offerta. Come fare allora per avere una chance in più? La risposta a questa domanda non può che essere una: investire sulla propria formazione, meglio se all’estero. Fortunatamente, infatti, a livello europeo ci sono numerose iniziative create per consentire ai giovani disoccupati di effettuare tirocini all’estero. Tra questi c’è il Progetto Euroskills for Piedmont, gestito dall’agenzia formativa EnAIP Piemonte.

Con le risorse del Fondo Sociale Europeo e della Regione Piemonte, 86 giovani potranno vivere un’esperienza di formazione e lavoro in Europa, della durata di 14 settimane, in uno dei seguenti paesi: Irlanda, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito e Malta.

Il progetto finanzia borse di mobilità (3 settimane di formazione linguistica e 11 settimane di tirocinio formativo) finalizzate a migliorare la preparazione dei partecipanti per rafforzare le competenze professionali tecnico specifiche; incrementare le competenze linguistiche e migliorare la capacità di adattarsi ad ambienti di lavoro in un contesto europeo. Le partenze previste dal 1° Invito (62 giovani) sono avvenute nei mesi di febbraio e marzo 2014.

E ora sono aperte le candidature per il 2° invito (32 giovani). I paesi ospitanti sono MALTA (8 beneficiari/e), SPAGNA (16 beneficiari/e, di cui 8 a Valencia e 8 a Barcellona), e FRANCIA (8 beneficiari/e). Gli ambiti di tirocinio sono: culturale, architettonico, marketing e comunicazione, turistico-alberghiero, informatica gestionale, terzo settore. Partenza prevista: Settembre 2014. Invio candidature on line entro le ore 12 del 12 giugno 2014.

Prima di accedere alla compilazione della scheda di candidatura on line verificare di avere i seguenti requisiti obbligatori:


• Età compresa tra i 18 e i 35 anni

• Residenza nella Regione Piemonte (non è sufficiente il domicilio)

• Conoscenza della lingua del paese ospitante (almeno livello B1), che verrà verificata in fase di selezione

• Condizione lavorativa: essere disoccupati o inoccupati fino al termine del progetto

• Diploma di scuola media superiore o laurea

• Non essere iscritti a corsi di laurea, master o percorsi di formazione entro la data di assegnazione della borsa di mobilità

• Non partecipare a corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo.


I soggetti interessati dopo aver compilato la scheda di candidatura on line dovranno allegare la documentazione sotto indicata:


fototessera-formato jpeg,

lettera motivazionale in lingua del paese ospitante - formato pdf,

CV Europass in italiano - formato pdf

CV Europass nella lingua del paese richiesto - formato pdf



Per informazioni e candidature consultare l’INVITO.

Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare i nostri uffici dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, Tel. 011/2179851; progetti-internazionali@enaip.piemonte.it, FAQ.
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Enaip Piemonte  04 Mar 2014
 CUNEO. Mercoledì 12 marzo, alle ore 15,00, si terrà presso il Comune di Cuneo il convegno di presentazione di due progetti per donne vittime di violenza, grave sfruttamento e tratta, finanziati dalla Regione Piemonte. I due progetti, LAVORIAMO IN RETE PER UN FUTURO SOSTENIBILE II – inclusione socio-lavorativa vittime della tratta e S.V.O.L.T.A. - Superare la Violenza attraverso Orientamento, Lavoro Tutela e Autonomia hanno coinvolto 26 donne su tutto il territorio della Provincia di Cuneo.

Entrambi i progetti hanno impegnato le persone in attività di formazione ed orientamento articolate in colloqui, attività di rinforzo delle competenze, recupero dell’autostima, orientamento al lavoro. Parte integrante dei percorsi è stato l’inserimento in tirocinio delle destinatarie presso aziende e cooperative del territorio.

Partner dei due progetti, aventi per capofila EnAIP Piemonte e Associazione Scuole Tecniche S. Carlo sono state Agenzie formative, Associazioni, Consorzi socio-assistenziali, Camere di Commercio e Comuni del territorio. Interverranno al convegno rappresentanti di Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comuni di Cuneo e Saluzzo, oltre agli operatori dei due progetti ed ai rappresentanti di alcune aziende che hanno ospitato le donne in tirocinio.

Per informazioni:

CSF EnAIP Cuneo
C.so Garibaldi n. 13 - 12100 Cuneo (CN)
Tel. 0171.693605
csf-cuneo@enaip.piemonte.it

In GESTIONE ALLEGATI il programma.
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Enaip Piemonte  21 Gen 2014
BIELLA. Si chiama Giuseppe Piras ma per tutti è Pignolo. Per lui ogni lavoro è come un’opera d’arte e per questo deve essere curato in ogni dettaglio; che si tratti di potare un tralcio di vite o di restaurare una vecchia madia. E’ questione di stile, qualche volta di principio, perché «non importa il tempo che ci metti, quello che conta è il risultato». Giuseppe a questa conclusione è arrivato attraversando una vita non facile, fatta di anni ripidi e scoscesi come le colline dove lavora, di dolori freddi e pungenti come gli inverni biellesi, di porte in faccia. Perché chi sbaglia per la società deve pagare. Il dopo è un problema suo. Ma per Giuseppe non è stato così.

Lo incontriamo nel parco rigoglioso del Castello di Montecavallo, a Vigliano Biellese, costruito da Filiberto Avogadro nel 1830. Oggi è di proprietà di Chiara Reda, che l’ha ereditata dai genitori e ne ha fatto la propria residenza e la propria azienda vitivinicola; 2 ettari di terreno, che producono annualmente 10.000 bottiglie di vino a base nebbiolo.

«Lavoro qui da un anno come potatore e addetto alla manutenzione del verde- racconta- e ci sono arrivato per puro caso. Ho vissuto anche qui vicino ma non sapevo dell’esistenza di questo castello. Dopo anni di disoccupazione, avevo deciso di frequentare un corso di “Florovivaismo” all’EnAIP di Biella Chiavazza, perché mi piace molto il contatto con la natura. Non avevo grandi aspettative ma non volevo più vivere nell’ozio. Oggi posso dire che è stata la scelta giusta, quella che mi ha cambiato la vita».

Il corso ha una durata di 600 ore, di cui 300 di parte pratica, che si svolgono prevalentemente presso l’azienda vinicola Reda. L’agenzia formativa lo segue, durante le lezioni e in azienda, perché la formazione professionale non è solo insegnamento, ma è crescita umana e professionale. E’ stare dalla parte di chi non ha le idee chiare, di chi viene da in successi, di chi ha sentito il proprio futuro scricchiolare sotto i piedi.

Giuseppe è uno degli migliori studenti del corso e l’agronomo Michele Colombo, docente, lo nota subito, tanto da proporre alla titolare dell’azienda di prenderlo in stage. «Me ne parlò il mio agronomo- racconta Maria Chiara Reda- e decisi di accettare la sua proposta. Lo osservai da vicino e mi accorsi che era un gran lavoratore, preciso, meticoloso, soprattutto nelle operazioni di potatura. A fine stage decisi di proporgli un tirocinio, poi alcune borse lavoro ed infine di assumerlo con un contratto stagionale di un anno, che rinnoverò sicuramente».

Giuseppe è introverso, solitario, un po’ pessimista ma capisce che questa volta c’è qualcosa di diverso. Ci sono persone che credono in lui, in quello che è e in quello che fa. Il buio riprende colore e si tinge del rosso rubino del vino che ogni giorno quei tralci producono, grazie alla sua passione, alla sua dedizione. L’aria è rarefatta sul Montecavallo ma almeno si respira.

«Grazie a quel corso - continua Giuseppe  Pirasoggi, a 35 anni, faccio un lavoro che mi gratifica e che mi permetterà di costruirmi un futuro, con molte difficoltà legate al mio passato ma con la consapevolezza di poterci riuscire». Un futuro di riscatto personale e sociale, che in parte sarà condiviso con Chiara Reda, la persona che più di tutti ha creduto nelle sue capacità, riconoscendo in lui la decisione di cambiare strada, di cambiare vita. Una decisione coraggiosa, proprio come quella presa da lei sua; scegliere non di continuare a produrre vino per la sua famiglia ma di farlo conoscere al mondo, investendo in un progetto di valorizzazione di un prodotto, di un territorio e soprattutto delle persone che, come lei e come Giuseppe, alla vigna dedicano la vita.

Una vita di sacrifici, di albe, di mani che s’intagliano per il freddo, di sudore che corre lungo la schiena ma anche di terra morbida, di aria frizzante, di colori, forme e profumi di una sofisticata e unica forza creatrice che si chiama Natura.

E qui, lontano dalla frenesia, dal chiacchiericcio della gente, dal suo passato, che Giuseppe ha ritrovato il sorriso. E se gli chiedi se ha un sogno nel cassetto, risponde: «Ci vorrebbe un armadio intero. Magari aprire un’azienda mia, legata alla natura e all’allevamento. Chissà!». Tempo al tempo.

Come scrisse Feuerbach “La felicità, come un vino pregiato, deve essere assaporata sorso a sorso”.

E Giuseppe, ora, lo sa.
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Enaip Piemonte  20 Dic 2013
Al termine del progetto DO.VITA, esperienza difficile, ma al contempo molto ricca ed importante per tutti coloro che ci hanno lavorato, e per le destinatarie stesse, abbiamo ritenuto fondamentale impegnarci e darne continuità attraverso un‘azione di prevenzione che gettasse le basi per la creazione di una cultura diversa tra gli adolescenti e i giovani , poiché siamo convinte che sia indispensabile educare all’uguaglianza tra donne e uomini ed al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, a partire dall’infanzia fino all’educazione degli adulti e sostenere percorsi formativi tra le nuove generazioni, che educhino al rispetto attraverso una pedagogia ed una didattica basata su azioni fondamentali per la prevenzione della violenza sulle donne e per la costruzione di sane relazioni tra i generi.

Per questo abbiamo ritenuto fondamentale porci l’obiettivo di creare strumenti efficaci per sensibilizzare i ragazzi e le ragazze rispetto a tematiche quali stereotipi di genere e stili relazionali, per poter ottenere una positiva trasformazione sociale verso le reali pari opportunità tra donne e uomini.

L’esperienza maturata dai partner del progetto ha dimostrato che le scuole rappresentano un teatro di eccezione in cui poter incontrare i giovani, maschi e femmine di diversa provenienza etnica-socio-culturale, e coinvolgerli in progetti che li vedono protagonisti, privilegiando l’ascolto e l’espressione libera delle emozioni per creare un clima privo di giudizio che permette ai giovani ed alle giovani di instaurare rapporti di fiducia con gli adulti di riferimento.

Abbiamo deciso di presentare due storie illustrate da utilizzare come strumento pedagogico – didattico nelle scuole. Abbiamo voluto informare e formare sul tema della cultura di non violenza, utilizzando modalità che fossero efficaci con le giovani generazioni.

Questi libretti illustrati vogliono inoltre essere uno strumento per chi leggendoli, possa comprendere di trovarsi nella medesima situazione e capire che da questa si può uscire, che una nuova vita è possibile. Si tratta di storie di donne che , per diverse vie, hanno conosciuto e sperimentato l’abisso della violenza e della negazione dei diritti fondamentali e, che, attraverso la rilettura dolorosa della tappe della propria esperienza personale, si sono “riprese la vita”.

Le storie che raccontiamo, con le parole e con le immagini, sono storie di fantasia, ma che contengono scie dei racconti che abbiamo ascoltato lungo questo percorso progettuale. Si intrecciano tra Marocco, Italia e Nigeria, ma potrebbero essere ambientate ovunque.

Abbiamo voluto raccontarle in modo semplice, anche se racchiudono in se dolore e speranza, angoscia e liberazione, delusione e riscatto.

Alla fine, insieme a coloro che in questo progetto hanno lavorato, forse si può davvero arrivare alla liberazione ed al riscatto cui le nostre protagoniste di finzione aspirano. Cui le nostre protagoniste reali sono giunte.

Per poter meglio diffondere queste tematiche, inoltre, abbiamo contattato tutte le scuole della Provincia del VCO, e nella settimana del 25 novembre abbiamo incontrato molti ragazzi (oltre 500 – di istituti professionali e licei, di età tra i 16 ed i 18 anni) per parlare di violenza e tratta, di relazioni violente, e di tipologie di violenza. Questo tipo di intervento, proprio perché parte da un’esperienza reale, ha parlato ai ragazzi con dati, storie ed è riuscito a coinvolgerli, a fare in modo che le esperienze vissute venissero elaborate. In alcuni casi siamo persino stati contattati in privato ed abbiamo indirizzato i ragazzi verso gli sportelli antiviolenza presenti sul territorio.
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Enaip Piemonte  16 Dic 2013
L’arte non illustra. L’arte racconta. La “nostra arte”, quella del Progetto Futura, ha parlato di storie, persone, emozioni che oggi, Eva Grippa, giornalista di D-la Repubblica, ha deciso di condividere con una gallery fotografica. Ci siamo trovati una mattina di tarda primavera con un compito tutt’altro che semplice: descrivere l’indescrivibile. Dopo un anno di attività, infatti, il Progetto Futura doveva essere raccontato; da chi l’aveva finanziato, da chi ci aveva lavorato, da tutti coloro che ci avevano creduto. Con una serie di interviste il gioco era fatto, e fin qui nessun problema. Ma noi volevamo di più, volevamo confrontarci con chi il progetto non l’aveva scritto o ideato, bensì l’aveva vissuto anima e corpo come si vive la più grande delle occasioni.

Ci siamo presentati con colori, tele, pennelli, entusiasmo, creatività e una buona dose di incoscienza. I loro occhi ci hanno scrutato con circospezione. Abbiamo iniziato a parlare; in italiano, in inglese, con le mani, con la faccia. Abbiamo distribuito fogli, penne, grembiuli e insieme abbiamo iniziato il viaggio alla ricerca dei colori del riscatto.

La nostra voce è diventata profonda, la nostra fronte corrucciata. Abbiamo vagato senza meta tra ricordi, fantasmi, urla, dolore. Le loro mani hanno stretto le matite come pugnali e l’impulso si è scatenato su centinaia di fogli. Senza regole, senza paura. La carta si è strappata sotto la furia dei gesti, i volti si sono rigati di lacrime calde. Tutta la RABBIA, ora, era dentro a quelle centinaia di segni nevrotici sparsi sui banchi, sul pavimento.

L’espiazione era compiuta. La tempesta si era calmata, era ora di ripartire. I nostri racconti avevano cambiato personaggi, luoghi, trame. La voce narrante aveva ripreso vigore e fluiva da bocche sorridenti. Dalla finestra filtrava una luce intensa, che attraversava i barattoli di vetro, proiettando un triangolo multicolore sul pavimento. Era tempo di tracciare la rotta, ognuno la sua, verso la consapevolezza del proprio essere. Oltrepassato il buio della solitudine, era tutto un chiacchiericcio, un incrocio di mani e di pennelli. Il coraggio e l’ENERGIA tingevano le tele di arancio e giallo ocra. Linee sinuose, spirali ascendenti e tocchi di rosso erano il ritratto di donne finalmente vive.

Con vento favorevole abbiamo attraversato cieli sereni, con tanto azzurro su cui disegnare il proprio futuro. Abbiamo raccontato aspirazioni, immaginato mete, fatto progetti. Loro ci hanno regalato i loro sogni, anche quelli che per anni sono rimasti gelosamente custoditi in corpi fragili come il cristallo. Ombre che ora avevano un’identità, una fisicità rispettata, un’anima capace di guardare oltre la linea dell’orizzonte, anche se per molte ancora lontana. Ma il sogno, si sa, non è la meta, bensì il viaggio. Un viaggio che nella babele di razze, storie e lingue, ha parlato il linguaggio della SPERANZA.

Noi abbiamo viaggiato con loro, respirando emozioni, a volte avendo paura di perderci e di perderle. Siamo rimasti in ascolto, come fanno i bambini davanti a chi racconta storie impossibili, di orchi e fattucchiere, di donne e barbablù, scoprendo, purtroppo, che d’impossibile queste storie non avevano nulla. Non trovavamo parole per raccontarle, allora abbiamo usato le loro. Quelle appuntate con amarezza sui fogli, quelle gridate come una liberazione o spiegate con gesti che non lasciavano spazio all’immaginazione. Talvolta siamo usciti a prendere aria, abbiamo scavato dentro di noi per trovare la forza di motivare quelle donne, con l’arte o con la scrittura. Poi siamo rientrati e siamo rimasti in silenzio, perchè non c’è nulla da insegnare a chi ha attraversato il deserto a piedi, a chi ha sopportato torture per amore di un figlio, a chi ha avuto il coraggio di sfidare la morte denunciando i propri aguzzini.

Abbiamo raccolto i loro schizzi, le loro tele e le loro parole e con questo libro, diciamo loro grazie, perché, a volte, bastano 24 ore e 24 donne, per capire il senso della vita.

Ilaria Miglio
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