Le Acli sulla strada delle sfide poste dalla crisi al Piemonte
Conclusa ad Alba la Conferenza organizzativa e programmatica delle ACLI PIEMONTESI.
Si è conclusa Sabato 20 ad Alba la Conferenza organizzativa e programmatica delle Acli piemontesi. Alla presenza del Presidente Nazionale Andrea Olivero i delegati hanno discusso sulla base della relazione del Presidente Regionale Gianni Girardo e del responsabile allo Sviluppo Associativo Massimo Tarasco. Di seguito la mozione finale approvata all'unanimità e in allegato le relazioni di Girardo e Tarasco.
Mozione finale
Approvata all’unanimità
I delegati e le delegate delle Acli Piemontesi, riunitesi ad Alba (Cn) sabato 20 Marzo 2010, approvano la relazione del Presidente Gianni Girardo e la relazione organizzativa del Responsabile per lo Sviluppo Associativo Massimo Tarasco richiamandone, in particolare i seguenti punti:
La realtà intorno a noi
Le Acli sono preoccupate per l’evolversi della crisi ma anche e soprattutto per l’involuzione della politica che, lungi dal concentrarsi sulla risposta da dare alla mancanza di lavoro, al disagio sociale e alla crisi di sviluppo del Paese, sembra cadere in un imbuto dove si intreccia una conflittualità esasperata e asfissiante e una bolla virtuale dove tutto viene presentato come il migliore dei mondi possibile messo in crisi non dalla realtà ma dalle critiche. Questo stato di cose mette in discussione e mina dal di dentro gli stessi fondamenti della democrazia perché istituzioni, regole, leggi e la stessa politica vengono delegittimate e svuotate di senso.
Di fronte a questo le Acli hanno il dovere di organizzare e di testimoniare la Speranza di cui sono portatrici ampliando e qualificando la nostra capacità di stare tra le persone, di coglierne le loro attese e i loro bisogni, di cambiare noi stessi accogliendo.
Sentinelle nel territorio e costruttori di solidarietà significa soprattutto, in questa fase, aprirsi e mettersi in discussione per rappresentare il nostro essere associazione popolare e costruire, insieme, risposte al disagio del tempo in cui ci è dato di vivere.
Da questo punto di vista si pone, come non mai, per le Acli il bisogno di riflettere sulla propria fedeltà alla democrazia e sull’urgenza di un impegno forte per una riforma della politica. Abbiamo bisogno di un nuovo slancio educativo e di un impegno più diretto a sostegno di un processo reale di rinnovamento del Paese e della sua classe dirigente. Da questo punto di vista l’assemblea raccoglie l’invito a riflettere sulla possibilità di ripensare lo strumento delle incompatibilità limitatamente ai ruoli non apicali.
Una associazione popolare che dà senso all’aggregazione
Una nuova responsabilità popolare è innanzitutto “ridare senso” e “ridire il senso” e i contenuti della nostra proposta associativa. In questi anni è cresciuta l’aggregazione attraverso i servizi e, se da un lato questa rafforza la nostra presenza, dall’altro essa richiede un nuovo sforzo associativo. Per poter assumere questo compito occorre qualificare i territori che questi nostri soci attraversano, ridando spessore al nostro ruolo educativo e riconnettendo questi stessi luoghi ai nostri circoli che possono sia trasmettere il senso della partecipazione associativa sia riqualificare, attraverso questo incontro, il loro mestiere sociale. L’identità dei luoghi si individua e si incarna attraverso la presenza qualificata delle persone, dei gruppi sociali e delle realtà istituzionali. E’ in questa trama relazionale che uno spazio indistinto può diventare un luogo umanamente significativo.
E’ qui che si gioca il nostro ruolo passato e futuro.
I circoli, a questo proposito, potrebbero diventare laboratori di stili di vita, nuovi rispetto al non senso del superfluo, al consumismo e alla deriva ecologica promuovendo esperienze e gesti significativi come la raccolta differenziata, il consumo consapevole e solidale e la finanza etica.
Grande importanza assumono, inoltre, le nostre associazioni specifiche, non solo per la storia delle Acli o per il contributo che hanno sempre dato alla vita del movimento, ma perché, più di ieri, esse sono collocate in alcuni dei nodi più significativi della trasformazione sociale. Sport, turismo sostenibile, assistenza sociale, consumerismo, cultura, immigrazione rappresentano altrettante risorse per affrontare la modernità.
La stessa direzione di marcia andrà sviluppata nei confronti del ruolo di riferimento e di sostegno che le Acli possono e debbono svolgere nei confronti dell’associazionismo in quanto tale. Le Acli possono essere, per autorevolezza e per capacità di servizio, il centro di un network di associazioni piccole del mondo sociale con le quali sviluppare nuovi rapporti di solidarietà politica e organizzativa.
Grande importanza assume la costituzione dell’albo regionale dei Promotori sociali di sistema Acli. Occorre costruire nuove sinergie tra i vari livelli del sistema provinciale e dare sostanza al coordinamento regionale sviluppo associativo per incrementare la formazione e la proposta associativa da fare loro.
Dare gambe ad un sistema a rete
I passi fatti verso una sempre più efficace integrazione del nostro sistema associativo ha bisogno, ora, di scelte organizzative e di nuovi strumenti di coordinamento e di scambio delle informazioni. Senza appesantire con sovrastrutture o comprimere con verticalizzazioni la direzione, che ha già dimostrato di produrre risultati efficienti, è quella di coordinare il sistema attraverso l’implementazione di obiettivi comuni.
In particolare va rafforzato l’esperienza del coordinamento dei responsabili allo sviluppo associativo delle Acli e delle altre associazioni specifiche e professionali in modo da costruire concretamente le sinergie possibili fino a sperimentare una vera e propria “funzione sviluppo associativo” unitaria di sistema.
Azione sociale
Nuova responsabilità sociale e nuovo mestiere dei circoli si possono fondare solo su un forte sviluppo della nostra capacità di pensare e produrre azione sociale. Le trasformazioni del welfare e la crisi economica ci pongono in continuazione di fronte a nuovi bisogni. Occorre rafforzare la nostra capacità di leggere il sociale e i complessi
cambiamenti che vi stanno avvenendo in modo da dare maggiore incisività e visibilità politica alle tematiche sociali. In particolare consideriamo strategico investire nuovamente sul progetto e sulla scommessa del Forum del terzo Settore.
Il “nodo” Regionale delle Acli
Vogliamo ribadire, in questa sede, la necessità di rafforzare, con scelte concrete, nuove competenze e responsabilità decisionali, risorse economiche e investimenti umani , il ruolo e la funzione del livello regionale del nostro movimento. In particolare questi anni di trasformazioni istituzionali, spesso contraddittorie, aumenta il rischio che pezzi sempre più consistenti della nostra azione sociale e politica manchino dell’adeguato presidio associativo perché collocati su un livello, quello regionale, ancora troppo sottostimato.
Occorre rafforzare il ruolo regionale sul piano della:
programmazione
Il regionale può, con efficacia, assolvere al nuovo bisogno di programmazione e di governante del sistema associativo. Occorre riconoscergli, attraverso tutti gli strumenti pattizi, regolamentari e statutari di cui disponiamo, tale ruolo e codificarlo in prassi e obiettivi.
rappresentanza istituzionale
Occorre rafforzare la capacità del nodo regionale di interloquire con autorevolezza e con continuità con il mondo istituzionale facendo convergere, in particolare, quelle risorse politiche e di capacità di lettura del territorio che le province e il sistema delle nostre imprese sociali sviluppano quotidianamente per stare sul territorio. Il livello regionale può diventare la cassa di risonanza e il protagonista delle proposte politiche e delle sollecitazioni che vengono sviluppate dalla competenza, dai saperi e dal rapporto quotidiano con i cittadini, che, Patronato e Enaip in particolare, hanno sui diversi fronti in cui sono impegnati.
coordinamento delle risorse economiche del sistema
Occorre rimettere mano alla definizione delle risorse economiche del sistema associativo per prevenire i problemi, razionalizzare i costi, ma anche e soprattutto, per coordinare le azioni di reperimento di nuove risorse. Una proposta, può essere in questo senso, formalizzare un comitato economico regionale cove concertare a livello di sistema, strategie e obiettivi comuni.
comunicazione e della rete di scambio informativo
Grande importanza assume, poi, il nodo regionale nel affermare una nuova cultura della comunicazione e l’implementazione di nuovi strumenti: sia verso l’esterno, che ci guarda e ci giudica in funzione della nostra presenza ma anche dei messaggi che leghiamo ad essa; sia verso l’interno del nostro sistema curando lo scambio orizzontale delle informazioni.
studio ed elaborazione
Ampliare e qualificare la nostra capacità di elaborare nuovo pensiero sociale e politico. E’ sempre più necessario sviluppare e strutturare una vera e propria funzione di ufficio studi della sede regionale per dare spessore e profondità all’azione associativa e a quella di rappresentanza delle Acli
formazione di sistema
Per raggiungere questi obiettivo è altrettanto necessario rafforzare l’impegno formativo dei gruppi dirigenti e l’accomunamento culturale rivolgendosi in primis a quelle nuove leve dirigenziali che collocano l’impegno associativo su un versante territoriale più ampio. In particolare emerge l’esigenza di sostenere una formazione di base, rivolta ai nostri dirigenti di circolo, per metterli nelle condizioni di poter svolgere un ruolo di aggregazione e di azione sociale sempre più difficile, proprio a livello del territorio.
In ragione di queste riflessioni richiamiamo le proposte conclusive della relazione organizzativa:
- Coordinamento Regionale Responsabili Sviluppo Associativo del Sistema ACLI per:
- continuità nell’assistenza ai Circoli (questioni normative e legislative)
- miglioramento dell’integrazione con le associazioni specifiche e professionali
- ricerca di nuove modalità di aggregazione attente alle nuove generazioni
- ricerca di proposte associative e aggregative rivolte agli utenti dei nostri Servizi e Imprese
- sviluppo di incontri specifici nelle singole Province
- promozione dell’Albo Regionale dei Promotori Sociali del Sistema ACLI
- Continuità nell’investimento sulla Formazione a livello Regionale (sapere, saper essere, saper fare), in sinergia anche con lo Sviluppo Associativo
- Continuità nell’investimento sulle modalità e sugli strumenti di Comunicazione nel nostro Sistema (utilizzo “integrato” dei diversi siti informatici…)
- Maggior governo associativo sulle scelte strategiche delle Imprese e dei Servizi del nostro Sistema, a partire dagli organismi decisionali
- Utilizzo, a breve termine, di un solo programma di tesseramento per tutto il Sistema ACLI
- Maggior investimento sull’Ufficio Circoli Nazionale, anche attraverso il Coordinamento Nazionale dei consulenti legali e fiscali, con l’obiettivo di individuare soluzioni in merito alle questioni normative e legislative delle strutture di base
- Individuazione di più semplici possibilità di prima proposta aggregativa propedeutica e introduttiva a quella del Circolo, magari per gruppi
- Maggior investimento negli incontri tra regioni limitrofe, con l’obiettivo che diventino:
- luoghi di progettualità, elaborazione e confronto su tematiche specifiche
- luoghi di programmazione e decisione sulle risorse economiche
- Maggior limite a tutti i ruoli di Responsabilità nel Sistema ACLI:
- limiti di tempo
- limiti di distinzione di competenza
- limiti di cumulo di cariche apicali